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Editoriali

AVETE FATTO ARRABBIARE LA PROFESSIONE SBAGLIATA NEL PERIODO SBAGLIATO

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Diciamocelo subito: gli intenti, la forma, i contenuti, i tempi del comunicato della Fnopi spaccano il video, sparigliano il gioco, rimescolano le carte. 

È l’asso nella manica, la riserva della politica professionale, il ponte verso tutti coloro che da un’altra sponda, quale che essa sia, possono venire incontro o essere incontrati, è una ventata di area fresca, un sorso d’acqua alla sorgente. Un trait d’union.

La professione infermieristica si riprende quello è suo, che è proprio, scimmiottato e perfino deriso da troppi.

Si riprende agli occhi di tutti la rappresentanza professionale che unisce la comunità infermieristica a fronte di un tentativo di rappresentanza sindacale divisiva e nei fatti indegna di questa funzione, basta leggere i contratti di lavoro sottoscritti e guardare alle condizioni di lavoro di chi dovrebbero tutelare.

La Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche condivide e si riappropria pubblicamente dell’autorevolezza che già la contraddistingue dietro le quinte, e con la quale in poche parole e con pochi cenni di penna si traccia una linea di confine.

La misura è colma.

I detrattori della Presidente Nazionale e del Comitato Centrale e degli Ordini Provinciali, i giornalai, i leoni da tastiera, gli pseudo sindacati di categoria che tanto hanno sversato e strombazzato senza averne il fisico e titolarità, sono serviti. Amen.

L’esegesi del comunicato della massima rappresentanza professionale e che sta girando l’Italia e l’interpretazione autentica è patrimonio e copyright dei magnifici 15, e non osiamo avventurarci in letture di cui non abbiamo diritto.

Ma una carrellata, a futura memoria, delle parole scolpite nel granito di alcuni passaggi del comunicato Fnopi di Lunedì 17 Gennaio 2022, vogliamo impegnarla, per esaltarne l’aderenza, la pregnanza, l’attualità, la modernità ed il tempismo.

Eccola:

“E’ finito il tempo delle pacche sulle spalle e di chiamare “angeli” ed “eroi” gli infermieri”.

 

“E’ finito il tempo delle parole, si passi ai fatti e si dia vera dignità a una professione che finora ha dato tutto mettendo da parte la sua “normale straordinarietà” al fianco del cittadino per lavorare in costante emergenza, ammalarsi più e peggio di ogni altra categoria, rinunciare a ferie, permessi, progetti di carriera e di vita”.

 

 “Gli oltre 450mila infermieri chiedano conto di tutto ciò che non è stato fatto. Con l’etica che da sempre ci contraddistingue, ma con l’esasperazione che ormai ci investe”.

 

“Il mondo intero  ha riconosciuto gli infermieri come il motore, la spina dorsale, il futuro di ogni moderno sistema sanitario e sociale che voglia definirsi tale: l’Italia lo ha fatto solo a parole”.

 

“Stiamo perdendo l’ultima cosa che ci era rimasta: la speranza. La speranza di una Sanità e di una politica in grado di riconoscere percorsi di valorizzazione della professione infermieristica, con un adeguato ritorno economico e un sistema realmente meritocratico.

 

“Dalla bozza del nuovo contratto alla Legge di Bilancio; dalle riforme professionali ai percorsi accademici e universitari, niente sembra volersi concretizzare nella direzione delle richieste avanzate con forza e decisione dalla nostra Federazione Nazionale che, quale Ente sussidiario dello Stato, ha pur sempre mantenuto un dialogo serio e pacato per dovere istituzionale”.

 

“Gli Infermieri d’Italia da sempre attraversano a testa alta la paura e la morte, ma oggi una miope visione della politica ci fa impattare nella sfiducia e nella delusione. Ed è molto, molto peggio”.

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Ritrovare orgoglio professionale e senso di appartenenza con tocco di fioretto non ha prezzo. Per tutto il resto c’è Mastercard.

Citofonare sindacati e chiedere: “è qui l’assenza?”