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TRENTO. Giro di vite sulle visite mediche private all’interno dell’azienda sanitaria della provincia di Trento, con un nuovo regolamento che – dal 1° gennaio – prevederà orari precisi e indicazioni più rigorose sullo svolgimento dell’attività professionale intramuraria da parte dei medici. Il documento è stato approvato nei giorni scorsi dal direttore generale dell’azienda sanitaria, Paolo Bordon, dopo che nel novembre scorso era stato sottoposto al vaglio dei sindacati medici che non avevano presentato osservazioni. Il nuovo regolamento modifica quello approvato dall’azienda sanitaria nel 2012 e arriva dopo che nel piano anti corruzione dell’azienda sanitaria era stata indicata la necessità di intervenire sul fronte delle visite private che – se non regolate con norme rigorose – possono rappresentare un settore a rischio di corruzione.

E allora ecco che i medici potranno svolgere attività privata interna alle strutture dell’azienda sanitaria dal lunedì al venerdì solamente dalle 14 e 30 alle 19, mentre il sabato è concesso un orario più lungo dalle 8 alle 16. Fino ad oggi c’era un’indicazione molto più generica di evitare le ore mattutine e del primo pomeriggio. Eventuali deroghe a questo orario – si legge nel documento dell’azienda sanitaria – saranno autorizzate solo di fronte a motivate esigenze di servizio.
Ma l’azienda ha ritenuto anche necessario specificare che l’esercizio della libera professione non è consentito in caso di assenza per malattia, ferie, congedo di maternità o congedo parentale. Vietate inoltre le visite mediche private in coincidenza con i turni di pronta disponibilità o di guardia.
Non è finita: il nuovo regolamento prevede anche il blocco dell’attività in libera professione di fronte alle cosiddette “liste chiuse”, cioè nei casi in cui non dovesse essere garantita l’attività istituzionale dell’azienda sanitaria. Insomma niente visite private nei reparti che non riescono a svolgere l’attività istituzionale, anche se l’azienda sanitaria tiene a specificare che si tratta di una situazione che negli ultimi anni non si è registrata in nessun reparto trentino. Sono stati modificati inoltre i parametri per il calcolo dell’attività in libera professione e quella istituzionale (che devono essere in equilibrio): l’attività di urgenza del pronto soccorso non entrerà nei conteggi, con il risultato che l’attività privata potrebbe subire una (lieve, secondo l’azienda sanitaria) diminuzione. Si tratta di un volume di attività attorno al 10 per cento del totale che viene considerato fisiologico dall’azienda. Confermato, infine, il tetto di attività in libera professione: i medici non potranno superare il volume di lavoro che svolgono per l’attività istituzionale (il conteggio tiene conto dell’orario settimanale).

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2016/12/27/news/giro-di-vite-sulle-visite-mediche-private-1.14624883

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