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Eliminare la contenzione (un atto sanitario-assistenziale che utilizza mezzi chimici-fisici-ambientali applicati direttamente all’individuo o al suo spazio per limitarne i movimenti ndr.) anche nelle aree più difficili, quali la medicina d’urgenza e le terapie intensive; questa è la volontà e l’auspicio della Direzione infermieristica dell’Azienda Ospedaliera Integrata di Trieste, che in una nota stampa a firma del Direttore Infermieristico di ASUITS, dottoressa Maila Mislej, spiega in maniera articolata come: “la contenzione meccanica e farmacologica viola i diritti di libertà del proprio corpo sanciti dall’art.13 della Costituzione Italiana, tuttavia ancora oggi è drammaticamente praticata nonostante l’ampia letteratura scientifica internazionale evidenzia la valenza altamente disabilitante e l’aumento significativo di danni rilevanti psicologici ed anche fisici quali le infezioni e le lesioni da decubito.

Anche gli eventi traumatologici sono direttamente collegati all’immobilizzazione indotta e forzata nel tentativo della persona di liberarsi dalla contenzione meccanica. Molta letteratura scientifica evidenzia che la eliminazione delle pratiche di contenzione migliora significativamente gli esiti di salute.
Malgrado ciò, sono poche le realtà e le organizzazioni che si chiedono come evitare la contenzione, la maggior parte si domanda come farla. Spessissimo la si prescrive, come fosse un farmaco, su ricettario e/o in cartella clinica. La contenzione è un retaggio della cultura manicomiale e prestazionale centrata sull’organo e sulla patologia e non sulla persona.
Eliminare la contenzione è impegno etico, giuridico, deontologico, professionale, scientifico e di buon senso.

Trieste vanta, a livello nazionale ed internazionale, di essere considerata città libera da contenzione grazie all’impegno di un gruppo di lavoro interdisciplinare e intersettoriale che ha cercato e trovato la collaborazione di molti interlocutori a livello istituzionale tanto da aver eliminato tale pratica.

Su iniziativa della direzione infermieristica nel 2013 è nato il sito aziendale: https://triesteliberadacontenzione.wordpress.com/ realizzato in collaborazione con l’Ordine dei medici di Trieste e che invitiamo a visitare”.

La direzione infermieristica dell’Azienda Ospedaliera Integrata di Trieste intende eliminare la pratica della contenzione anche nelle aree più difficili quali la medicina d’urgenza e le terapie intensive.Ciò è possibile assicurando al malato (in difficoltà e confuso) la presenza nell’arco delle 24 ore dei famigliari quando ci sono e lo possano fare (e così si inizia a fare). Ma quando i famigliari sono assenti o sono numericamente insufficienti, per il personale infermieristico diventa davvero difficile evitare la contenzione, ecco perché la direzione infermieristica di ASUITS chiederà, l’11 gennaio 2017, a tutte le associazioni di volontariato triestine di costituire un Albo di volontari art.13 disponibili a realizzare turni di presenza nelle 24 ore nei due citati reparti nei casi in cui ciò dovesse essere necessario.
Tale evenienza è imprevedibile sia nel tempo che nella quantità. In genere si tratta di pochi casi l’anno.
Gli aderenti all’ Albo saranno anche formati per poter integrarsi con il personale dei reparti“.

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L’11 gennaio alle 9, nell’Aula Magna Rita Levi Montalcini dell’ospedale di Cattinara, avrà luogo l’incontro di sensibilizzazione  ‘Aiutateci ad aiutare’, organizzato da Maila Mislej, direttrice infermieristica dell’Asuits. Si parlerà di contenzione meccanica e farmacologica, pratica inefficace per la guarigione dai disturbi psichiatrici ma che infligge danni psicologici e fisici. Tra questi: traumi ossei, infezioni e piaghe da decubito. Molta letteratura scientifica dimostra che l’eliminazione della contenzione ha effetti benefici sulla cura del paziente, tuttavia si continuano ad applicare e prescrivere misure contenitive quasi come se rappresentassero una cura.

Trieste libera da contenzione
«Eliminare la contenzione è impegno etico, giuridico, deontologico, professionale, scientifico e di buon senso – spiega Maila Mislej – Trieste vanta, a livello nazionale ed internazionale, l‘orgoglio  di essere considerata una città libera da contenzione grazie all’impegno di un gruppo di lavoro interdisciplinare e intersettoriale che ha cercato e trovato la collaborazione di molti interlocutori a livello istituzionale tanto da aver eliminato tale pratica.  Su iniziativa della direzione infermieristica nel 2013 è nato il  sito aziendale: https://triesteliberadacontenzione.wordpress.com/  realizzato in collaborazione con l’Ordine dei medici di Trieste e che invitiamo a visitare».

Esiste un’alternativa
L’alternativa alla contenzione, che ha avuto grandi riscontri, è già collaudata e attuabile anche nella medicina intensiva e d’urgenza: assicurare al malato la presenza dei familiari nell’arco di tutte le 24 ore. Nel caso non esista una rete familiare, è molto difficile per il personale infermieristico non applicare misure contenitive. Per questo, l’appello della direttrice: «La direzione infermieristica chiederà, l’11 gennaio 2017, a tutte le associazioni di volontariato triestine di costituire un ‘Albo di volontari articolo 13’ disponibili a realizzare turni di presenza nelle 24 ore nei due citati reparti nei casi in cui ciò dovesse essere necessario. Tale evenienza è imprevedibile sia nel tempo che nella quantità. In genere si tratta di pochi casi l’anno. Gli aderenti all’ Albo saranno anche formati per poter integrarsi con il personale dei reparti».

http://trieste.diariodelweb.it/trieste/articolo/?nid=20161228_400054

 

http://www.triesteallnews.it/2016/12/29/albo-di-volontari-per-eliminare-la-contenzione-anche-nelle-aree-sanitarie-piu-difficili-progetto-della-direzione-infermieristica-dellazienda-sanitaria-universitaria-integrata-di-trieste/

 

http://trieste.diariodelweb.it/trieste/articolo/?nid=20161228_400054

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