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Assessorati alla Salute

ASSESSORATO SANITÀ SARDEGNA CHIAMA I PROFESSIONISTI DELLA SALUTE

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È arrivato il momento storico , politica o non politica, elezioni o non elezioni regionali di chiamare all’appello i tanti cittadini, professionisti sanitari che sono rimasti in silenzio, che rimangono zitti, disorientati dalla storia che viene raccontata quotidianamente sulla sanità.

E sorprendente disconoscere lo sforzo enorme fatto dal sottoscritto, dalla Giunta, dal collega Paci, per annullare il disavanzo(annullato il debito!!), non facendo macelleria sociale o calcoli ragionieristici, ma riducendo sprechi, introducendo meccanismi di controllo di gestione, procedure per acquistare farmaci, dispostivi medici avendo chiari i prezzi di riferimento, e non prorogando acquisti a prezzo maggiorato , perché tanto si faceva così!

 

È sorprendente negare la riduzione dei tempi medi per pagare i fornitori del sistema sanitario, il che significa ridare certezza alle ditte. Chi ha votato tutte le finanziarie, la legge 23/2014 su riordino del sistema sanitario, la legge 17/2016 per ASL unica, la legge rete ospedaliera non può dire io c’ero, ma non c’ero, e se c’ero non ho capito anzi non ero d’accordo.Sapevamo che avviare riforme richiede uno sforzo enorme per cambiare, sapevamo che ci sarebbe stata una fase di transizione, con momenti di disagio per i cittadini e per i professionisti. Non si può imputare all’Assessore, pur essendo stati avvertiti, che alcuni articoli rete ospedaliera non erano coordinati e creavano problemi applicativi, erigendosi poi a salvatori della sanità . Non si può raccontare che le “reti cliniche per adesso hanno solo buchi”, mettere assieme chirurghi, diabetologi, oncologi, neurologi con associazioni dei pazienti richiede perseveranza per cambiare in meglio, per cambiare abitudini consolidate, spesso non coordinate ed integrate.Le reti sono necessarie per garantire qualità uniforme,abbattimento delle liste attesa. Raccontare ai cittadini tutto é uno sfascio, non parlate più di sanità, perché é stato fatto altro molto meglio in altri settori, non é una narrativa corretta, non é una storia corretta ed IO NON CI STO’.

Luigi Arru