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PISTOIA. Non si è presentato a due esami medici, nel 2012 e nel 2015, ma non ha pensato a disdire le prenotazioni entro i termini dovuti: per questo ha ricevuto le sanzioni inviate dall’Asl Toscana Centro. E se in un caso è stato possibile documentare l’impossibilità a presentarsi, nell’altro l’unica scelta è stata quella di pagare. È il caso di G. G., ottant’anni. Nel 2015 non si è presentato perché era ricoverato all’ospedale e nel 2012 aveva avuto problemi di salute tali da non consentirgli di effettuare l’esame, come spiega la figlia B. G.. Se però per quello più recente è stato possibile, seppur non con facilità, ritrovare i fogli del pronto soccorso e del ricovero e mandare tutta la documentazione all’Asl, evitando così di pagare l’addebito, per l’altro esame, quello che riguarda la prenotazione del 2 marzo 2012, produrre una certificazione è stato impossibile.

«Sono passati quasi cinque anni. La raccomandata dell’azienda sanitaria è arrivata il 2 dicembre scorso per un esame di inizio 2012, mentre quella sul 2015 l’abbiamo ricevuta qualche mese fa. Con questo sistema non mettono in condizioni i cittadini di ottenere l’annullamento della sanzione».

La famiglia G., di Quarrata, pagherà i 38 euro di ticket chiesti. «Mio padre – continua Barbara – era esente ma adesso ci ritroviamo anche a coprire il ticket per un esame non fatto. Pagheremo, è ovvio. Ma voglio dire che questo sistema non è giusto. Nel 2012 non potevamo certo sapere che quasi cinque anni dopo sarebbe arrivata la sanzione e che il 2 marzo 2012 avrei dovuto farmi fare un certificato dal medico di famiglia, da conservare fino ad oggi, per dimostrare che mio padre non ha potuto fare quell’esame per problemi di salute, sperando infine di veder annullata la sanzione».

Beccarsi una sanzione perché si è prenotato un esame o una visita e poi non ci si è presentati non è un fatto raro, come si potrebbe credere.

Tra capoluogo e provincia, da novembre 2015 sono stati spediti oltre 9.000 avvisi bonari: i cittadini hanno dieci giorni di tempo per pagare altrimenti scatta un aggravio di quasi 20 euro. Dieci giorni anche per inviare “giustificazioni” e ottenere l’annullamento della sanzione da parte di chi ha saltato l’esame per motivi gravi, non prevedibili quarantotto ore prima (termine massimo per disdire).

«I tempi di invio degli avvisi da parte dell’Asl – insiste però B. G. – sono troppo lunghi, in questo modo tocca pagare senza altra possibilità. Vorrei chiedere ai dirigenti Asl: è possibile ricevere una richiesta simile a distanza di tutto questo tempo?».

Gli avvisi di pagamento sono stati inviati a partire da novembre 2015. Si va indietro fino al 2012, com’è successo a G. G., e si arriva all’anno in corso.

Regolare e corretto dunque per l’azienda sanitaria, spedire richieste su esami del 2012. «Ad oggi – spiegano dall’Asl – il numero di lettere inviate è di 9.507 e il totale recuperato è di 137.000 euro». La sanzione non è altro che il ticket della prestazionenon pagato.

La disdetta è importante soprattutto per non andare ad aggravare inutilmente liste d’attesa già lunghe: si può fare on line (sul sito dell’Asl Pistoia), telefonando al numero verde 848 800709 oppure contattando gli sportelli Cup (Centrale unica di prenotazione) territoriali.

SU http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2016/12/14/news/salto-l-esame-l-asl-lo-multa-5-anni-dopo-1.14562008?refresh_ce

 

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