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COMUNICATO STAMPA ASLLecce, venerdì 20 gennaio 2017 – Laboratori analisi, l’ASL replica alle polemiche e alle accuse.  Per l’utenza cambia tutto in meglio: anche a Martano e Nardò. I punti prelievo restano ma la riorganizzazione della Rete è una “piccola rivoluzione” per il sistema. La Direzione strategica della Asl Lecce rispedisce al mittente le speculazioni e le polemiche sviluppatesi negli ultimi giorni attorno al Laboratorio analisi di Martano e sfociate oggi, durante un sit-in di protesta davanti al Poliambulatorio, in accuse e illazioni gratuite e diffamatorie del sindaco nei confronti della responsabile dello stesso laboratorio.  Asl Lecce non può accettare che vengano presi di mira e accusati ingiustamente i propri dipendenti e dirigenti, sostanzialmente alimentando con la disinformazione la rabbia di una piccola folla che, per fortuna, non si è trasformata in fatti ancor più spiacevoli.   Ciò che si sta realizzando a Martano è solo il primo passo di un cambiamento più generale che mira ad offrire un servizio più efficiente e in grado di rispondere alla domanda di sanità e, nel caso specifico, alle necessità diagnostiche dell’utenza. Asl Lecce non può nemmeno lasciare che passi un messaggio distorto che non corrisponde alla realtà, scritta nero su bianco in una deliberazione aziendale del novembre 2015, peraltro in sintonia con gli indirizzi ministeriali e regionali di riorganizzazione delle reti dei laboratori. 

E’ certamente una “piccola rivoluzione” per tutto il sistema, bisognoso di una razionalizzazione che avrà come approdo finale la creazione della Rete di Servizi di Medicina di Laboratorio. Per l’utenza, tuttavia, non cambierà nulla dal punto di vista pratico: a Martano, a Nardò e altrove i punti accettazione, prelievo e consegna di referti resteranno esattamente lì dove sono, cioè più vicino possibile ai cittadini.

A cambiare è tutto il resto. A cominciare dalle oggettive ricadute positive, a tutto vantaggio degli utenti, generate da strutture più grandi, funzionali e specializzate in grado di sopperire alle carenze di servizi “polverizzati” che, non di rado, devono appoggiarsi ad altre strutture per un esame differente da quelli ordinari o che costringono l’utente a fare un doppio prelievo solo perché le provette devono prendere due strade diverse.

Si sta costruendo, cioè, un modello organizzativo più agile perché capace di dare risposte molteplici e più complesse, ampliando la gamma di analisi e migliorando la qualità e quantità complessiva delle prestazioni erogabili. Senza sottovalutare gli effetti virtuosi derivanti dall’ottimale utilizzo delle risorse economiche e del personale e, nello stesso tempo, dallo sviluppo di processi di automazione e dall’uso di tecnologie informatiche. Un cambio di passo deciso, che punta ad eliminare costi impropri e ad uniformare l’accesso alle prestazioni di base e specialistiche all’interno di sistemi integrati tra centro e periferia e con tempi di risposta più celeri.

Dal punto di vista logistico la nuova Rete sarà strutturata con un Laboratorio di riferimento con settori specialistici, ospitato all’interno del polo territoriale di II livello “Vito Fazzi”, dotato di strumentazioni innovative e capace di realizzare almeno 2 milioni di analisi l’anno, livello ottimale per ottenere una diretta connessione tra quantità e qualità delle prestazioni. Sempre nel “Fazzi” opereranno due laboratori specialistici di Genetica medica e Microbiologia.  La Rete si svilupperà quindi nei laboratori decentrati attivi negli altri cinque presidi ospedalieri, con 1,5 milioni di prestazioni erogabili e tre livelli previsti: ambulatoriale, per i pazienti ricoverati e per le urgenze (garantite h24). In più sarà attivo uno laboratorio territoriale all’interno della Cittadella della Salute di Lecce, vero e proprio punto di riferimento anche per i Centri prelievo dei Distretti di Campi Salentina, Martano e SerT di Lecce. Il quadro sarà poi completato dai Centri prelievo presenti nei Presidi Territoriali di Assistenza (gli ex ospedali riconvertiti di Maglie, Poggiardo e Nardò), in cui sono previsti sistemi di analisi decentrate per i casi di prestazioni di diagnostica di laboratorio urgente, oltre ad un adeguato sistema di trasporto. Resteranno al loro posto anche gli altri Centri prelievo territoriali già presenti, ma saranno integrati con la Rete dei laboratori.

Un modello nuovo che, naturalmente, non nasce all’improvviso. Ma è il punto d’arrivo della strategia disegnata dal Ministero della Salute e basata sullo sviluppo di reti integrate, garanzia d’equità di accesso, miglioramento dell’efficacia diagnostica, efficienza economica e appropriatezza dei servizi erogati. Senza dimenticare gli indirizzi normativi ben precisi dettati nella Finanziaria 2007, nell’Accordo Stato-Regioni del 2011, e fatti propri dalla Regione Puglia e dalla stessa ASL Lecce già nel 2010.

Uno scenario complessivo che, se sottoposto ad una lettura meno emozionale, può far comprendere meglio una realtà che non prevede affatto chiusure, tagli o penalizzazioni. Quanto, piuttosto, lo sforzo della ASL di offrire un servizio organizzato meglio, capace di dare continuità assistenziale tra ospedale e territorio e di rispondere alle esigenze di standardizzazione, di confrontabilità e riproducibilità dei risultati, di omogeneità dei livelli di riferimento e dei criteri interpretativi che la nuova rete di strutture può generare, eliminando di conseguenza ripetizioni, errori e sprechi. Spendendo meglio e a garanzia della salute dei cittadini.

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