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LECCE – Il sindacato Fsi è pronto a proclamare lo stato d’agitazione degli Oss in servizio presso la Asl di Lecce. E già guarda avanti, ai ricorsi in tribunale ed elle possibili azioni di protesta contro la delibera della direzione di via Miglietta – datata 29 dicembre – che ha messo a concorso 50 posti a tempo indeterminato per gli operatori socio sanitari. L’obiettivo del personale interno all’azienda è quello di bloccare il concorso o di spingere la direzione strategica a modificare le decisioni già assunte: a fronte di una carenza importante di tali figure professionali (mancano circa 400 unità secondo una stima di Fsi), la Asl ha aperto una selezione su scala nazionale riservando metà posti (25 in totale) al personale precario interno.

I requisiti per la selezione interna, tuttavia, taglierebbero fuori la maggior parte dei lavoratori: eccetto 4 o 5 persone al massimo, tutti gli altri non hanno maturato l’anzianità di servizio necessaria per proporre la candidatura. Ovvero 36 mesi di servizio alla data della delibera oppure al 31 ottobre 2013.

Questa scrematura mette fuori gioco una larga e composita platea di operatori : “La Asl non sta salvaguardando tutti i precari ma quei pochi Oss che possiedono i requisiti della riserva. Rimangono fuori quasi tutti i 235 operatori del progetto oncologico, fissi in graduatoria dal 2009, che lavorano a rotazione con contratti a tempo determinato, di volta in volta selezionati in base alle necessità delle  unità operative. Un centinaio di loro presta servizio tra i vari dipartimenti, gli altri sono rimasti in attesa di essere ripescati dalla graduatoria”. E proprio in virtù della rotazione, quasi nessuno ha maturato l’anzianità di servizio necessaria per accedere ai posti riservati.

“A queste persone si aggiungono gli ausiliari, impiegati nella scuole. Anche loro potrebbero partecipare al concorso dei 25 posti esterni poiché possiedono il titolo, ma si troveranno al fondo della classifica perché, da anni, sono inquadrati in altre categorie”.

Infine hanno accesso al concorsone i 250 ausiliari dipendenti dell’azienda sanitaria locale, anche loro formati come operatori socio sanitari.  “La Asl avrebbe fatto meglio a bandire un concorso interno – denuncia Fsi – poiché possiede già al suo interno le risorse necessarie a coprire i posti vacanti. L’intenzione sembra invece quella di annullare e svuotare la graduatoria esistente dal 2009 e assegnare quei posti a persone esterne, spalancando le porte ai concorrenti di tutto il Paese.  Le Asl di Brindisi e Taranto hanno proceduto in maniera diversa; non riusciamo a capire perché a Lecce si stiano regolando in questo modo”.

Fsi ha chiesto un incontro al numero uno di via Miglietta, Silvana Melli, cui non è seguita alcuna risposta. Così ora una sessantina di lavoratori si dice pronta ad impugnare il bando mentre il sindacato scalda i motori in vista della mobilitazione.

 http://www.lecceprima.it/cronaca/minaccia-ricorso-concorso-oss-lecce-11-gennaio-2017.html

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