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Il servizio offerto dai sei Centri diurni non si ferma e i contratti del personale saranno prorogati giusto il tempo di avviare un processo di normalizzazione del rapporto di lavoro degli operatori. È questa la soluzione-ponte individuata questa mattina durante la riunione in Direzione generale Asl, alla quale hanno partecipato l’assessore regionale alle Politiche sociali Salvatore Negro, i vertici Asl al completo con il direttore generale Silvana Melli, il direttore sanitario Antonio Sanguedolce e il direttore amministrativo Antonio Pastore, il consigliere regionale Paolo Pellegrino, i sindaci di Campi e Lequile, il direttore del Dsm Lecce Serafino De Giorgi e il direttore del personale Asl Domenico Morelli. All’origine dell’incontro – ha ricordato l’assessore Negro – «i rilievi mossi dal Ministero delle Finanze e dalla Ragioneria dello Stato sulla “non conformità” dei contratti degli operatori rispetto alla normativa vigente». Con la conseguenza di mettere a repentaglio non solo 23 posti di lavoro (l’ultima proroga concessa scade il 31 dicembre prossimo) ma anche la stessa continuazione del servizio che – ha precisato Negro – «è comunque a livelli ottimali ed ha al suo interno esperienze e competenze riconosciute».

Di qui l’impegno annunciato dall’assessore regionale: «La Regione si è fatta carico del problema sin dal primo momento ed è conscia che il servizio, che riguarda oltre 120 assistiti, non può essere interrotto: la continuità assistenziale è fondamentale. Per questo, a seguito della formale e tempestiva richiesta avanzata dalla Asl, anticipo che la soluzione individuata sarà quella di una proroga a tempo, condizionata all’avvio di una procedura di normalizzazione della situazione. Lo sforzo che chiediamo ai sindaci, anche a quelli la cui assenza sono costretto a stigmatizzare, è di darci una mano».  Del resto – ha precisato il direttore generale Melli – «è la legge che prevede in modo puntuale la compartecipazione tra gestione strettamente sanitaria e ambito sociale. Rispetto al percorso da affrontare, già dal primo gennaio prossimo, chiedo che sia un gruppo a livello regionale, con dentro anche i sindaci, a valutare le soluzioni da studiare e da realizzare concretamente. Accolgo con favore la volontà della Regione – ha aggiunto Melli – di rimettere il servizio in ordine».

 

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