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Assume i toni del giallo la vicenda delle stabilizzazioni alla Asl di Latina. Mentre l’azienda procede, com’è giusto, alle selezioni per 23 medici e 67 infermieri in regola con le previsioni del decreto del presidente del consiglio dei ministri del 6 marzo 2015, restano clamorosamente esclusi quanti rientrano nel lotto della legge 208 del dicembre 2015. Stesso anno, situazioni diverse, Regione che procede a stabilizzare tutti ma che a Latina mette a disposizione un budget ma indica – per i secondi – zero posti disponibili.

Il commissario straordinario, Giorgio Casati, domani sarà in Regione per cercare una via d’uscita, ha garantito massimo impegno e invitato a non fare allarmismo. Ma i medici e gli infermieri esclusi sono in subbuglio, mentre la politica – da destra a sinistra – non alza i toni perché le stabilizzazioni sono relative a periodi di gestione diversa della Asl. Sistemare la cosa, quindi, va bene a tutti. Sempre che si possa fare.
IL PROBLEMA
L’azienda doveva inviare un elenco alla Regione per indicare qual era il personale in regola con la legge 208. Nella delibera di stabilizzazione del commissario per la sanità del Lazio a Latina in questa colonna non sono indicati posti. Manca l’elenco, anzi no. Quella lista c’è ed è nella delibera con la quale il 31 maggio del 2016 è stato prorogato l’incarico sia a chi aveva le caratteristiche previste dal decreto del presidente del consiglio di marzo 2015 sia di coloro che «non in possesso dei requisiti» ma «rilevanti ai fini del mantenimento dei livelli di assistenza». Centinaia di nomi che adesso sono misteriosamente scomparsi ovvero che in Regione con la richiesta di stabilizzazione non sono arrivati. Ma negli uffici del commissario per la sanità sono elenchi che circolano di fatto ogni giorno, visto che lì sono indicate le richieste di proroga e la situazione dei contratti. Insomma, l’azienda (e la Regione) sanno chi sono gli aventi diritto alla stabilizzazione ma per loro – al momento – non c’è posto.
LA REAZIONE
Medici e infermieri che se si fermassero paralizzerebbero la sanità pontina non ci stanno. Vedono vacillare una stabilizzazione della quale erano ormai certi, dopo in alcuni casi un decennio di precariato, e chiedono ad Asl e Regione un’assunzione di responsabilità e se ciò non avvenisse sono pronti a rivolgersi agli avvocati. Anche per i posti banditi con l’ultima delibera. L’impressione è che questa vicenda sia solo all’inizio.
Giovanni Del Giaccio su Il Messaggero

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