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Archiviare, come ha proposto la Procura, o disporre l’imputazione coatta chiesta dalla parte offesa? Sarà il gip Flavio Cusani a decidere nelle prossime ore quale binario dovrà imboccare uno dei capitoli dell’inchiesta sull’Asl condotta dalla guardia di finanza. Riguarda le vicende Sanit e Modisan, il servizio 118, già al centro di un supplemento di attività investigativa ordinato dallo stesso giudice nell’aprile 2016. Quando, oltre a stabilire che il pm Nicoletta Giammarino formalizzasse alcune accuse, sulle quali avrebbe invece voluto fosse scritta la parola fine, nel troncone politico dell’indagine, aveva ricordato che secondo Felice Pisapia, personaggio chiave con le sue registrazioni, “la Sanit, assegnataria del 118 in associazione temporanea d’impresa con la Modisan, sin dall’epoca dell’insediamento di Rossi a direttore generale Asl”, sarebbe stata “da questi osteggiata con il ritardo del pagamento delle fatture, sia perchè non era un’impresa locale, sia perchè espressione della precedente gestione, essendo indicata come vicina all’Udeur.

La volontà di mettere in difficoltà la Sanit” sarebbe stata “anche in funzione del rafforzamento della posizione della Modisan, assegnataria in appalto anche di altri servizi”, da favorire, sempre stando alle dichiarazioni di Pisapia, in quanto impresa locale che, con a capo Angelo Piteo, si era avvicinata al Pdl, tanto da tesserare tra le fila di detto partito politico molti dei suoi dipendenti e soci”. Di qui la scelta di altri sei mesi di indagini “per approfondire le circostanze riferite da Pisapia riguardanti i rapporti Modisan -Asl, Modisan-Pdl e tra Piteo e gli altri indagati”.

Un lavoro concluso, come detto, con la proposta di archiviazione avanzata dal Pm e l’opposizione della Sanit, rappresentata dall’avvocato Anita Mangialetto. Sette le persone chiamate in causa, a vario titolo, per le ipotesi di reato di peculato, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, truffa e falso: Felice Pisapia, ex direttore amministrativo dell’Asl, Michele Rossi, Gelsomino Ventucci, all’epoca direttore generale e sanitario dell’Azienda, la parlamentare Nunzia De Girolamo e due suoi collaboratori, Giacomo Papa e Luigi Barone, Arnaldo Falato, ex responsabile budgeting dell’Asl, difesi dagli avvocati Vincenzo Regardi, Claudio Botti, Mario Verrusio, Roberto Prozzo, Salvatore Verrillo, Angelo Leone, Domenico Di Terlizzi, Paolo Abbate, Emilio Perugini,Vincenzo Sguera, Valeria Crudo e Gaetano Coccoli.

http://www.ottopagine.it/bn/cronaca/110237/asl-sanit-osteggiata-archiviazione-o-imputazione-coatta.shtml

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