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Striscioni, toni pacati ma voci decise, tende bianche: è protesta all’Asl di Avellino. Dove questa mattina più di ottanta lavoratori si sono riuniti per chiedere la tutela dei propri diritti. Presenti i sindacati: l’ Usb (unione di base) e Mic e Ps (Movimento infermieri Campania e Professioni Sanitarie).  Il sindacato denuncia: «Disservizi per utenti e lavoratori. Il personale ridotto allo stremo. L’assenza di dipendenti adeguati a partire dagli Osa. Operatori socio sanitari che sono costretti a sdoppiarsi in più reparti con turni massacranti. Una situazione che genera disservizi per l’utenza.

Pensiamo a situazioni critiche come i presidi di  Solofra e Ariano. Senza contare il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori. A partire dal riposo biologico che deve essere assicurato. Non si può lavorare diciotto ore di fila. E non si possono chiedere più di dieci ore di straordinari a settimana».

Ma non solo i diritti violati sul lavoro. Oggi, protestano anche tanti giovani infermieri. Costretti a restare lontano dalla Campania per lavorare. In giro per l’Italia perché non vengono rispettate le graduatorie di assunzione. E spesso ci si affida a cooperative esterne. Si include sotto la voce “bene e servizi” anche il personale. Insomma, nel pubblico subentra il privato a gamba tesa. Il risultato? quello che commentiamo da anni. Disagi per l’utenza e per i lavoratori. Campania fanalino di coda della sanità nazionale.

Il Mic chiede: «Casi come quelli di Nola sono solo il bubbone visibile di una disorganizzazione complessiva. Disorganizzazione prolungata nel tempo. Vogliamo che sia rispettata la graduatoria di assunzione realizzata questo dicembre. E non che ne venga realizzata un’altra. Operazione inutile che richiederebbe un gran dispendio di soldi. Siamo stanchi di girovagare per l’Italia in cerca di lavoro con assunzioni ferme da anni.  Siamo oltre 1500 infermieri campani costretti a restare fuori. Questo sistema ci fa fuori prima di iniziare a lavorare».

Non la prima protesta di questo tipo. I sindacati si erano già recati in Prefettura nelle scorse settimane. Ora si sono dati appuntamento per venerdì prossimo. Cercano di mobilitare anche l’organo  governo. Vogliono accendere l’attenzione su una situazione che reputano insostenibile.

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