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ROMA. L’idea è nell’aria da molti mesi e di certo rispecchia la tendenza nazionale e generale di spalmare sempre più la sanità pubblica in affanno sulla affamata sanità privata. Così  per alleggerire il sovraffollamento dei Pronto Soccorso si sta pensando di utilizzare maggiormente strutture sanitarie private, per evitare il ripetersi di episodi come quello verificatosi a Nola. È la proposta che arriva dalla ospedalità privata e nello specifico dall’Aiop che raggruppa le cliniche private. In questo caso le cliniche private che già operano in convenzione potranno in certi casi effettuare anche servizio di pronto soccorso, oggi vietato, alleggerendo le strutture pubbliche sia di carico di lavoro che di soldi.

«L’emergenza non si può risolvere con provvedimenti di emergenza, bisogna programmali: la rete dei pronto soccorso ospedalieri va potenziata e ripensata nella sua organizzazione e i privati possono entrare a far parte, in tutte le Regioni, della rete di urgenza e emergenza».

Così Gabriele Pelissero, presidente Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop), a margine della presentazione del 14/mo Rapporto annuale “Ospedali & Salute 2016”, presentato a Roma.

«Nelle regioni in cui è stato fatto – prosegue – il sistema funziona molto meglio, come in Lombardia, dove tutti i privati sono inseriti nella rete di emergenza e urgenza. Ma abbiamo esempi interessanti anche in Lazio, Veneto e Campania».

Una proposta che non trova contraria la presidente della Commissione Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi (Pd).

«Aumentare l’offerta però – sottolinea – ha un costo, non può essere semplicemente chiedere a un privato di riservare dei letti e tenerli lì per quando servono. Sono necessarie regole, è necessario fare i piani di emergenza-urgenza, con una centrale unica regionale. Ci sono molti elementi da valutare con grande attenzione».

http://www.primadanoi.it/news/italia/570529/la-proposta-dellaiop-alle-cliniche-private-anche-i-pronto-soccorso.html

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