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INAIL

HAI VOLUTO LA BICICLETTA? PARCHEGGIALA

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La Corte d’Appello di Bologna, in riforma della decisione di prime cure, respingeva la domanda del lavoratore, il quale aveva chiesto la condanna dell’INAIL al riconoscimento della tutele di legge (indennizzo in ragione di una menomazione del 8%) rispetto ad un infortunio subito nel corso del tragitto in bicicletta per raggiungere il posto di lavoro. Secondo la Corte territoriale l’uso del mezzo privato non era necessitato.

Il lavoratore soccombente ha proposto ricorso per cassazione lamentando la violazione dell’art. 12 d.lgs. n. 38/2000 (Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali).

Uso del mezzo di trasporto privato. Premesso che, ricorda la Cassazione, ai sensi dell’art. 210, u.c., t.u. n. 1124/1965 come integrato dall’art. 12 cit., rispetto all’infortunio in itinere «l’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato».

Nozione di utilizzo necessitato. Sul punto, infatti, deve condividersi il principio per il quale l’uso della bicicletta per il tragitto lavoro – casa è consentito secondo «un canone di necessità relativa, ragionevolmente valutato in relazione al costume sociale, anche per assicurare un più intenso rapporto con la comunità familiare, e per tutelare l’esigenza di raggiuger in modo riposato e disteso i luoghi di lavoro in funzione di una maggiore gratificazione dell’attività ivi svolta».

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