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VENETO: TEMPO SCADUTO PER LE CASE DI RIPOSO

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Cgil Cisl Uil: incomprensibile che la Regione non abbia ancora convocato chi rappresenta i lavoratori. Prossima settimana mobilitazione sotto la sede della protezione civile

Venezia, 13 luglio 2020 – Abbiamo sempre colto, nei mesi dell’emergenza covid-19 e nella fase della ripartenza, l’invito alla responsabilità e al quel “fare squadra” rivolto dalle istituzioni regionali nei confronti del tessuto sociale veneto. Ne sono dimostrazione l’insieme degli accordi che abbiamo sottoscritto sia per “gestire l’emergenza” nell’ottica del funzionamento dei servizi pubblici, della tutela di cittadini e lavoratori sia nella fase successiva per organizzare la ripresa dei servizi in sicurezza. 

Mesi complicati nei quali, nella gran parte delle situazioni, le parti datoriali pubbliche hanno compreso che anche attraverso il confronto con le parti sindacali sarebbero stati possibili e raggiungibili i risultati auspicati.

Nella fase del “limbo”, per utilizzare un termine evocato dal Presidente Zaia, non sono venuti meno quei presupposti del “fare squadra” nel governo dell’emergenza sanitaria e sociale. Ci pare anzi che a fronte della situazione che persiste nelle strutture per anziani della nostra regione, appesantita ulteriormente dalle condizioni legate a personale e bilanci, oggi più che mai servirebbe un “lavoro di squadra”, di confronto stretto e di concerto, che invece è venuto menoÈ legittimo – affermano FP CGIL, CISL FP, CISL FISASCAT, UIL FPL, UILTUCS VENETO – che l’Assessore Regionale Lanzarin abbia più volte incontrato i rappresentanti delle associazioni datoriali di questo settore per confrontarsi su problemi e soluzioni individuabili. È incomprensibile che non abbia trovato un momento per farlo anche con chi rappresenta i lavoratori, che poi sono quelli che hanno affrontato direttamente l’emergenza, nonostante le richieste di incontro avanzate. Un brutto messaggio quello implicitamente rivolto ai lavoratori che va nella direzione opposta e contraria di quel fare squadra evocato spesso nella fase dell’emergenza. Se trovi il tempo per incontrare i rappresentanti dei datori di lavoro non puoi non trovarlo anche per i rappresentanti dei lavoratori”.

Noi – concludono i sindacalisti – andiamo avanti perché il tempo è scadutoAbbiamo raccolto migliaia di firme per chiedere un riconoscimento economico ai lavoratori delle strutture per anziani coinvolti dal Covid e per discutere delle problematiche del settore. Che non sono solo economiche. Continuiamo a pensare che la responsabilità si eserciti attraverso un confronto tra tutte le parti sociali e non rinneghiamo l’invito a fare squadra; prendiamo atto, diversamente, che la politica regionale forse ha cambiato idea. La settimana prossima, assieme ad una rappresentanza di lavoratori, andremo a Marghera presso la sede della protezione civile a chiedere un incontro direttamente al Presidente della regione adattandoci allo spirito dei tempi; per noi rimangono importanti le sedi istituzionali , i soggetti che hanno delega ed i canali tradizionali attraverso i quali si svolgono i confronti, ma se le istituzioni non considerano che l’assenza di risposte sviliscono in primo luogo il loro ruolo e la loro funzione, non abbiamo alternative a queste soluzioni”.