chiudi
photo-1621502822601-b84996c82b79

Si sta dipanando la matassa. Si sta delineando un indirizzo, quello tracciato dai vituperati Opi del Veneto, quelli che hanno mantenuto il cerino acceso e alto il ruolo conferito loro da leggi dello Stato.

Si stanno aggiornando percorsi formativi superati dai tempi e dai fatti . Si stanno confermando evidenze, attività e responsabilità che rispondono ai cittadini e non agli interessi di parte.

È talmente “elementare” che gli operatori socio sanitari con Formazione Complementare potranno eventualmente svolgere attività di carattere esecutivo dirette alla persona solo se attribuite e supervisionate dall’infermiere di cui al DM 739/94, che siamo di fronte ad una tempesta in un bicchiere d’acqua, ad una non notizia. Ma alla propaganda di parte avversa si deve rispondere con qualche aggiustamento.

Ecco il comunicato da Regione Veneto

Comunicato n° 923

(AVN) Venezia, 15 aprile 2022

“La delibera sulla formazione degli Oss è talmente calata dall’alto che l’abbiamo inviata alla Commissione competente del Consiglio regionale per averne il parere e che ho personalmente proposto alla Presidente Brescacin di attivare una serie di consultazioni con le parti coinvolte. In quella sede tutti, opposizioni comprese, potranno dire la loro”

 

Così l’Assessore alla sanità della Regione Veneto risponde alle polemiche dell’opposizione sulla delibera con la quale è stato approvato un nuovo “percorso di Formazione Complementare in Assistenza Sanitaria dell’Operatore Socio-Sanitario” e un “Corso di Formazione per Infermieri Referenti per l’Inserimento di Operatori Socio-Sanitari nelle Strutture Residenziali e Semiresidenziali per Anziani.

 

“Visto che la delibera sarebbe calata dall’alto – prosegue l’Assessore – ricordo all’opposizione che l’opportunità di modificare il percorso di Formazione approvato con la delibera del 16 marzo 2021 è emersa dal confronto con i Presidenti degli Ordini Provinciali delle Professioni Infermieristiche e che, poiché l’iniziativa è rivolta alla formazione dei lavoratori in possesso della qualifica di Operatore Socio Sanitario in attività presso le strutture residenziali e semiresidenziali per anziani, è stata acquisita anche la disponibilità delle Associazioni rappresentative di tali strutture”.

 

Sul piano tecnico, l’Assessore precisa che “con il provvedimento in parola la Regione del Veneto non ha trasferito competenze proprie dell’infermiere bensì ha ulteriormente posto quest’ultimo al centro del percorso decisionale proprio della professione e al contempo ha perseguito l’interesse pubblico di garantire gli operatori di supporto necessari e adeguatamente formati, a tutela della salute degli assistiti presso le strutture residenziali e semiresidenziali per anziani, extraospedaliere pubbliche e private accreditate”.

 

“Inoltre – prosegue l’Assessore – le fonti che disciplinano e regolamentano la figura dell’Operatore Socio-Sanitario (OSS) sono l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, la LR 16 agosto 2001, n.20 recante “La figura professionale dell’Operatore Socio Sanitario”, come modificata dalla LR 9 agosto 2022, n.17 che ha istituito il “modulo facoltativo complementare in assistenza sanitaria” destinato all’OSS, ed infine l’accordo Stato-Regioni del 2003.

Non si tratta pertanto di una “scorciatoia” ma di uno strumento già presente da oltre vent’anni nell’ordinamento, già utilizzato dalla Regione del Veneto come da altre Regioni italiane e oggi funzionale a supportare il carico assistenziale in un momento di grave carenza di personale infermieristico dovuto, si sottolinea, ad errori nella programmazione nazionale dei fabbisogni”.

 

Gli operatori socio sanitari con Formazione Complementare, a conclusione del percorso, potranno pertanto svolgere, oltre alle attività riferibili all’OSS con formazione di base, attività di carattere esecutivo dirette alla persona, attribuite e supervisionate dall’infermiere.