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Umbria

UMBRIA: DIBATTITO SULLA RIORGANIZZAZIONE DELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA CHE DA UNA PARTE SOTTRAE E DALL’ALTRA AGGIUNGE

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Perugia, 30 gennaio 2017 – Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi  punta il dito sulla nuova organizzazione dell’assistenza infermieristica, deliberata dalla dirigenza dell’Usl Umbria 1 perché “da una parte contrae in modo inconcepibile il servizio infermieristico nel numero di risorse umane messe in campo, dall’altra sovraccarica gli infermieri di turno di eccessive responsabilità e mansioni, mettendo a serio rischio la sostenibilità del servizio e l’incolumità dei pazienti”.

De Vincenzi invita dunque “l’assessore Barberini e la presidente Marini ad intervenire quanto prima per evitare l’attuazione di questo scellerato piano riorganizzativo del personale infermieristico”. “La nuova organizzazione dell’assistenza infermieristica, deliberata dalla dirigenza dell’Usl Umbria 1, che entrerà in vigore il 1 di febbraio, da una parte contrae in modo inconcepibile le risorse umane del servizio infermieristico dall’altra sovraccarica gli infermieri di turno di eccessive responsabilità e mansioni, mettendo a serio rischio la sostenibilità del servizio e l’incolumità dei pazienti”. Così il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) evidenziando che “è decisione di questi giorni la diminuzione del personale nel numero di 1 unità per ogni Centro di Salute (CdS), i quali subiranno accorpamenti (CdS Ponte Felcino con Perugia; CdS Ellera con Perugia Ovest; CdS Perugia Centro). Ogni infermiere dovrà rendersi disponibile per sei ore di servizio pomeridiano, dal lunedì al sabato. Oltre alle attività programmate, come le sacche di nutrizione parenterale, la somministrazione di antibiotici per endovena, e la valutazione dei primi accessi a domicilio dei pazienti dimessi dall’ospedale, la dirigenza dell’Usl Umbria 1 assegna agli infermieri una serie di ulteriori mansioni che prevedono uno specifiche specializzazioni come il reinserimento della Peg (Gastrostomia Endoscopica Percutanea), il sondino naso gastrico, e la gestione dei cateteri venosi centrali per la nutrizione parenterale”.

Secondo De Vincenzi, “una riorganizzazione di questo tipo risulta rischiosa per l’efficienza dei servizi e crea potenzialmente dei rischi per i pazienti e per il personale, anche in funzione del fatto che solamente tre professionisti avranno il compito di fare fronte ad una possibile popolazione di circa 130mila persone. Per non parlare – spiega – di una organizzazione interna improbabile, ancorché imprevedibile, nel momento in cui vi siano turnazioni per ferie o per malattie, con il rischio, da parte di chi resta in servizio, di dover prolungare il proprio turno di lavoro per dodici ore consecutive. A tutto ciò si aggiunga che un’organizzazione del lavoro di questo tipo è stata congegnata per evitare di assegnare l’indennità economiche di turnazione. Invitiamo l’assessore Barberini e la presidente Marini – conclude – ad intervenire quanto prima per evitare l’attuazione di questo scellerato piano riorganizzativo del personale infermieristico”.