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ULSS 5 POLESANA, LA PAURA FA 40…

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Sono quasi quaranta gli operatori sanitari assunti o in attesa di assunzione già nei prossimi giorni che ora, invece, di punto in bianco, rischiano di rimane a casa o, nel migliore dei casi, imbattersi in una lotta senza fine tra le aule di un tribunale per non perdere il posto di lavoro finalmente ottenuto. E parliamo solo degli assunti nella Ulss 5 Polesana, ma il numero di personale coinvolto è sicuramente di molto superiore, visto che il “problema” colpisce l’intera sanità veneta.

Il tema sono le graduatorie dei concorsi per l’assunzione di operatori socio-sanitari (oss) e infermieri. La regione del Veneto, infatti, in carenza di personale, aveva deciso, in barba alla normativa nazionale, di provvedere all’assunzione di operatori attraverso lo scorrimento delle graduatorie. Non poteva fare diversamente – sostenne – per affrontare organici ridotti all’osso da rimpolpare. Ma questo sarebbe improponibile, secondo il Governo, che ha deciso di portare la Regione in causa. Il problema, però, a questo punto, diventa tanto semplice quanto drammatico: cosa ne sarà del personale assunto o in attesa di assunzione, che ha ottenuto il posto proprio grazie alle graduatorie di concorso a scorrimento? Saranno licenziati? E se qualcuno, una volta entrato in graduatoria e chiamato per l’assunzione aveva già lasciato il precedente incarico per accettare quello nuovo cosa farà?

Nello specifico, per quanto riguarda l’Ulss 5 Polesana, potrebbero essere a rischio gli assunti con due graduatorie. Una riguardante un concorso per l’assunzione di un operatore, che ha portato alla formazione di una graduatoria che, in tutto, ha portato a 11 assunzioni, e uno dell’Azienda Zero con destinazione Ulss 5 Polesana, per 5 posti, che ha quindi consentito 15 assunzioni, mentre altre 17 persone, sempre inserite in questa graduatoria, sono in attesa di chiamata, con fondata speranza che arrivi. Questo è quanto avvenuto sulla base della normativa regionale.

Seguendo, invece, il ragionamento dello Stato, ci sarebbero state solo 6 assunzioni, ossia una più 5: quelle per le quali, cioè, era stata originariamente formata ciascuna delle due graduatorie. Sei assunzioni a fronte di 26, che potrebbero pure aumentare con gli altri 17 in attesa di chiamata. Il saldo, insomma, è ampiamente negativo. A lanciare l’allarme Cristiano Pavarin, della segreteria della Uil Fpl.

“Se da una parte può essere plausibile una riforma generale del sistema del reclutamento, non solo in ambiente sanitario, è evidente che una riforma seria debba essere studiata ed approvata al di fuori dai tempi dell’emergenza – spiega Pavarin – Si perché, in sanità, esiste una emergenza negli organici che necessitano di personale qualificato per garantire i servizi. Ci aspettiamo una deroga che consenta alle Ulss di garantire le assunzioni allo scopo di non compromettere chi di fatto ha vinto le selezioni. Non dimentichiamo che l’oggetto deve essere la garanzia della continuità dei servizi in sanità, considerata la vicinanza politica ed il ruolo guida che il Veneto vanta in campo sanitario, ci aspettiamo che venga concordata una soluzione in tempi rapidi scongiurando il ricorso nei tribunali, che potrebbe compromettere non solo le assunzioni in oggetto ma anche la qualità e la stessa erogazione dei servizi”.

https://www.polesine24.it/rovigo/2019/08/06/news/quaranta-neoassunti-gia-a-rischio-44592/