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Parere degli esperti

SUI CRITERI PER INDIVIDUARE DEMANSIONAMENTO

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Riceviamo e pubblichiamo.

“La cassazione, sezione lavoro, nell’emanare la sentenza di che trattasi, non ha tenuto conto dell’esistenza degli elementi appresso indicati, accertati nei relativi giudizi di primo grado e d’appello, adeguatamente provati e documentati nelle rispettive sentenze: la n. 25 del 2007  del Tribunale di Camerino e la n. 493 del 2010  della corte d’appello di Ancona. Elementi appresso riferiti, mai contestati dalle parti in causa ne’ dalla procura generale, la quale ha concluso per il respingimento del ricorso avanzato dal Comune.

Vigenza, fino al 2017, dell’articolo 4 della legge regionale Marche n. 38 del 1988, la quale elenca i  molteplici e complessi compiti esclusivi degli appartenenti alla polizia municipale (e del Comandante). La norma, al punto i, prevedeva compiti aggiuntivi, da prescriversi con regolamento  comunale, nel caso di specie  mai emanato.Legge regionale attuativa della 65/1986, confermate in vigore dai vari decreti legislativi sulla c.d.privatizzazione del pubblico impiego.

Privazione da parte comunale di tutti i riferiti compiti, con relegamento in soffitta del Comandante dei vigili urbani, al quale, in violazione della citata norma, sono state formalmente affidate le funzioni statistiche del Comune, mai esercitate, poiche’ ciascun ufficio comunale, geloso delle sue prerogative, ha continuato a svolgerle. Eccezion fatta per le statistiche edilizie, sempre negative per decenni. Mansioni esercitabili e svolte in pochissimi minuti al giorno. 

Ivano Bianchini, dottore in giurisprudenza, specialista in professioni legali

http://www.compartosanita.it/pubblico-impiego-demansionamento-quale-criterio-utilizzare-stabilirlo/