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Lazio

IL SUB COMMISSARIO GOVERNATIVO AL PIANO DI RIENTRO SANITA’ LAZIALE GETTA LA SPUGNA?

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Alla fine il subcommissario governativo al piano di rientro della sanità del Lazio, Giovanni Bissoni, lascia Zingaretti e se ne va. Lo fa prima che scada il suo mandato, lo fa in modo educato e civile nella forma adducendo motivi personali, ma di fatto, quando chiude la porta, il rumore si sente e forte.
La lettera con le dimissioni è stata recapitata a sorpresa ieri a tutti i soggetti interessati ad iniziare dal presidente subito dopo la pausa pranzo. La presa di coscienza è arrivata dunque con il caffè, e , per i più, attraverso una anticipazione del “Sole 24 ore sanità” on line. E’ un prima crepa e anche profonda nell’incedere sicuro della Giunta Zingaretti nel campo della Sanità, fino ad oggi raccontato come un pianeta nuovo, dove i conti tornano le cure sono migliori ed a breve spariranno anche le liste di attesa e “l’anno nuovo “ come cantava Lucio Dalla “sta già arrivando”.
Le dimissioni di Bissoni, uno dei maggiori esperti di sanità del Pd a livello nazionale e che lascia l’incarico prima della fine del suo mandato e prima della scadenza di luglio dove si dovrebbe sancire a livello ministeriale l’uscita dal piano di rientro, sembrano ridimensionare il racconto di questi quattro anni. I ben informati dicono che intanto non è certo che a luglio si sancirà l’uscita dal tunnel, ma soprattutto a fare saltare la permanenza di Bissoni è stata la constatazione di una certa “morbidezza” dell’esecutivo regionale nei confronti della sanità privata e di quella cattolica che in questi anni molto ha chiesto, molto ha ricevuto, ma poco ha dato.
Per esempio sulla lotta alle liste di attesa. Una mancanza di determinazione del Commissario Zingaretti , un incedere secondo l’antico adagio veltroniano del “ ma anche, che ha fallito nell’imporre a questi soggetti, che storicamente zavorrano il sistema sanitario regionale, un insieme di regole e comportamenti virtuosi, di sistema, condivisi, e non viziati solo dall’interesse privato. Zingaretti non sembra essere riuscito a muovere questa storica palude e Bissoni ha gettato la spugna. Secondo questa lettura, condivisa da anche da esponenti della sinistra che vogliono restare anonimi, hanno vinto i poteri forti della sanità privata laica e cattolica,ha vinto quell’”ircocervo” burocratico, quel miscuglio di interessi che vanno dalla burocrazia alla politica che il Sole definisce del “generone (anche sanitario-cattolico) romano”. Ora si apre la partita per la nomina del successore e sarà una partita dura perché il Ministro Lorenzin vorrà sicuramente nominare un suo uomo. E’ lei al governo. Zingaretti avrebbe un’altra idea, più complicata. Spostare uno dei suoi uomini di fiducia (il più autorevole) da una poltrona all’altra, dalla guida di un ospedale a quella di quel che manca del piano di rientro. Ma i suoi desiderata solo legati alla affermazione del suo candidato alle primarie del Pd, il prode Orlando. Se vincerà Renzi invece saranno dolori. La Lorenzin ha il suo bacino elettorale a Roma e nel Lazio. Non mollerà facilmente. Di fatto – passando per le prossime amministrative – è iniziata la campagna elettorale per le regionali.

http://www.online-news.it/2017/04/25/dietro-i-fatti-bissoni/#.WQBWhdTyjiw