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OO.SS.

Sindacati

APRE O NON APRE L’OSPEDALE SAN MARCO A LIBRINO?

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I sindacati catanesi partecipano alla manifestazione del 17 novembre per chiedere l’apertura dell’ospedale San Marco a Librino.

Cgil, Cisl, Uil e Ugl di Catania insieme alle sigle di categoria Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Ugl medici, Ugl sanità e Ugl università, parteciperanno alla manifestazione indetta dalla Rete Piattaforma Librino e dalla Rete Sociale di Librino che hanno chiamato a raccolta i cittadini e moltissime sigle sociali, a manifestare sabato 17 novembre alle ore 10 per chieder a gran voce l’apertura dell’ospedale San Marco con annesso pronto soccorso.

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FONDI CONTRATTUALI IN ASUR MARCHE: IL GRANDE INGANNO

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«UIL FPL e FP CGIL devono purtroppo rilevare che l’operazione della “rideterminazione” dei Fondi contrattuali è stata ed è una operazione che per ben 8 anni, a partire dal 2019, porterà un grossissimo danno ai dipendenti del comparto degli Ospedali riuniti di Ancona per responsabilita’ aziendali pregresse». La dura presa di posizione arriva dalle sigle sindacali attraverso una nota stampa. «Il 25 maggio 2018 avevamo assistito ad una Conferenza stampa in “pompa magna”, alla presenza del Governatore, Ceriscioli e della Sindaca del Comune di Ancona, Mancinelli, dove si dichiarava un incremento dei tre fondi contrattuali dei dipendenti del comparto (Infermieri, Tecnici, Ausiliari, Oss e Amministrativi) per complessivi 663.789,13 euro.

Ma la sorpresa arriva già con l’incontro di trattativa del 01 agosto 2018, nel quale l’Azienda paventa l’avvio di azioni di recupero nei Fondi contrattuali degli anni futuri, per un ammontare di  2.729.410,55 euro,recupero dovuto ad un ricorso eccessivo del lavoro straordinario».

La cronologia

«A questo punto l’Azienda, dopo aver fatto i suo conti, ha proposto alla parte sindacale (OO.SS. territoriali ed RSU) un accordo nel quale le parti appunto concordano la “espressa rinuncia ad opera delle Organizzazioni sindaca all’esercizio di eventuali diritti sul periodo antecedente al 1 gennaio 2015”.  Considerato che la UIL FPL e la FP CGIL avevano ben compreso la “mossa aziendale” e cioè quella di far abdicare le OO.SS. e la RSU alle loro prerogative ed ai loro diritti contrattuali sui copiosi splafonamenti dei Fondi degli anni precedenti,esse hanno deciso di non sottoscrivere quell’accordo del 05.10.2018 che ora viene sbandierato dalla parte aziendale e da qualche indisciplinata e sprovveduta O.S. quale punto fondamentale per l’attribuzione di fasce economiche ai dipendenti. Niente di più sconclusionato e di più disdicevole. Nel documento del 05.10.2018 non si parla mai di fasce economiche e per di più il Collegio Sindacale aveva collegato lo scorrimento della graduatoria (quindi l’attribuzione) delle fasce con decorrenza dal 2016, alla verifica dei fondi contrattuali e non certo ad un altro accordo o documento (basta leggere il verbale del Collegio sindacale del 16.11.2016). Verifica dei Fondi contrattuali che è terminata con la Determina 803 del 08.10.2018 nella quale nulla si dice o afferma relativamente all’Accordo (o documento) del 05.10.2018 come “indispensabile” per l’attuazione dell’accordo fasce economiche del 24.11.2016. Per fortuna il 26 ottobre 2018, UIL FPL e CGIL FP hanno indetto e tenuto una Assemblea del personale e hanno spiegato e già avviato una azione che coinvolge tutti i dipendenti, nessuno escluso. Mettere in mora l’azienda sugli splafonamenti dei fondi e sugli annunciati recuperi. UIL FPL e CGIL FP tutelano tutti e non solo una parte dei dipendenti».

«Ma il 06 novembre 2018 ecco l’exploit dell’Azienda: i recuperi da attuare nei fondi contrattuali dei dipendenti degli anni futuri ammontano a 5.147.522,58 euro. Conseguentemente gli incrementi ed i residui paventati degli anni 2015-2016-2017 per un importo complessivo di euro 1.516.534,79 vanno a “farsi benedire” e nonostante questo i dipendenti degli Ospedali Riuniti devono rinunciare a 3.630.987,80 euro per i prossimi 8 anni a partire dal 2019 (quindi 453.873,48 annue). Comode rate di “debito” per danni e splafonamenti dei Fondi contrattuali non causati dai dipendenti. Ma lo scandalo continua: il Direttore Amministrativo Maraldo dichiara 73,20 euro lordi di aumento medio annuo per ogni dipendente. A prescindere che, permetteteci, si tratterebbe di pochi spiccioli per i dipendenti degli Ospedali Riuniti, ma il bello è che non ci sono nemmeno questi. C’è poco da stare allegri e c’è poco da pubblicizzare da parte della Direzione. E’ per questo che come UIL FPL ed FP CGIL abbiamo espressamente dichiarato, il 06 novembre scorso, dopo le affermazioni della Direzione Aziendale e dopo l’illustrazione della proposta di azioni di recupero per 8 anni, a partire dall’anno 2019, a danno dei dipendenti in conseguenza di errori di costituzione dei Fondi contrattuali e splafonamenti dei Fondi stessi, che saremo costretti ad attivare tutte le azioni a tutela del personale dipendente fino alla eventuale contestazione formale, con segnalazioni agli organi preposti, delle responsabilità dirigenziali relative alla gestione e liquidazione dei fondi in difformità del CCNL ed in difformità della Contrattazione integrativa decentrata. UIL FPL e FP CG CGIL stanno già sostenendo i dipendenti, come già hanno iniziato dal 26 ottobre scorso, per la interruzione dei diritti dei singoli.Un grave comportamento quello dell’Azienda Ospedali Riuniti, che rasenta l’incredibile, soprattutto perché viene illustrata come una vittoria! Ci stupiamo del comportamento delle altre OO.SS. che avvallano questa decisione aziendale. Come UIL FPL e FP CGIL siamo certi che i dipendenti sapranno capire chi realmente li sta tutelando».

 http://www.anconatoday.it/salute/fondi-contrattuali-sanita-sindacati.html

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COOPERATIVE SOCIALI, FATE IL PUNTO

PRECARIATO

Cooperative Sociali, facciamo il punto!’Domani martedì 6 novembre Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl promuovono l’Assemblea nazionale quadri e delegati della Cooperazione Sociale. L’appuntamento è a Roma in via Ferruccio 9 (sede della Cisl Fp Roma e Lazio, nella sala riunioni al secondo piano) dalle ore 9.30 alle ore 14. Un momento per fare il punto su alcune questioni in campo: il rinnovo del contratto nazionale, il contrasto ai contratti pirata, le risposte per gli educatori professionali, le clausole sociali e il potenziamento dell’articolo 37 del contratto, la certezza dell’assistenza sanitaria integrativa.

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STATI GENERALI DELLA SANITA’ CALABRESE?

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Nel nostro paese e ancor più nella nostra regione esiste una vera emergenza sanità che ha molteplici cause e crea una profonda diseguaglianza nell’accesso ai servizi tanto da determinare una vera e propria messa in discussione dell’universalismo che la Riforma Sanitaria con la legge 833 del 1978 aveva con forza affermato.

E’ per questo che il 19 settembre scorso, CGIL CISL e UIL hanno organizzato a Salerno una grande assemblea nazionale in cui hanno presentato la proposta di piattaforma per rafforzare il SSN, avviando una campagna di iniziative regionali per sostenere il pieno rispetto del diritto universale alla salute e con l’intento di recuperare il drammatico deficit nell’offerta di servizi e prestazioni nella sanità e nell’ambito socio – sanitario, soprattutto nel Mezzogiorno.

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FONOGRAMMA A POSTE ITALIANE: SI OCCUPI DI SPEDIZIONI E NON DI FONDI SANITARI INTEGRATIVI

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E’ recente la notizia che Poste Italiane ha manifestato l’interesse a entrare nel mondo dei fondi sanitari integrativi privati. Niente di eccezionale se non fosse per il fatto che Poste Italiane, per il 65%, è proprietà dello Stato che tramite il MEF ne detiene il controllo societario.”

Lo dichiara Ruggero Di Biagi segretario generale di Confintesa Ugs medici. “Che un’azienda privata voglia attivare un fondo sanitario integrativo per i propri dipendenti fa parte dello sviluppo del Welfare aziendale ma che un’azienda, controllata per il 65% dallo Stato, invece di favorire il Servizio Sanitario Nazionale si metta tra le braccia di investitori privati utilizzando soldi pubblici è semplicemente assurdo.

Poste Italiane – conclude Di Biagi – pensi piuttosto a migliorare i servizi postali e non a gettarsi in operazioni speculative messe in atto con i soldi dei contribuenti e che, alla fine, danneggiano SSN a favore del privato.”  

Confintesa UGS medici

 

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CROCE ROSSA TRA TFR, CONTRIBUTI PUBBLICI, MOBILITA’, DECRETO FISCALE

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Croce Rossa, nessuna manina fantasma.
 
Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa chiedono pronto intervento per salvaguardare i crediti previdenziali del personale dell’Ente collocato in mobilità
Roma, 16 ottobre – “La previsione di rimodulare il contributo pubblico – già previsto dalla vigente normativa per la gestione della procedura di liquidazione coatta dell’ente strumentale Croce Rossa Italiana – è stata stralciata dalla stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri dallo schema del decreto fiscale che accompagna la manovra economica per il 2019”.  Ad affermarlo in una nota unitaria sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa che sottolineano come “tale previsione si rendesse necessaria per la definizione ordinata e corretta della gestione commissariale, in particolare a  salvaguardia dei fondi per il TFR del personale dell’Ente, transitato obbligatoriamente in mobilità al 31 dicembre 2017”.
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RIZZOLI A RISCHIO SCIOPERO: CHI RIVENDICA COSA

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Sindacati allo scontro: Rizzoli a rischio sciopero

La prospettiva di uno sciopero si fa molto concreta all’istito Rizzoli. I sindacati Uil, Fials e Cobas hanno avviato oggi “le procedure per lo stato d’agitazione e lo sciopero generale di tutti i lavoratori del Rizzoli”. e hanno inviato una lettera al direttore generale Mario Cavalli e al direttore amministrativo Giampiero Cilione, chiedendo un incontro urgente vista la “persistente e grave la situazione venutasi a creare all’istituto, principalmente dovuta al mancato rispetto delle legittimità e della trasparenza amministrativa”.

Se entro 15 giorni non verrà convocato il tavolo “proclameremo lo stato di agitazione”. E se anche il conseguente tentativo di conciliazione in Prefettura dovesse andare a vuoto, allora “proclameremo lo sciopero di tutti i lavoratori del Rizzoli”.

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Si sta creando un brutto clima intorno all’Assemblea generale dell’Ospedale di Matera, indette dalla Fials e dall’Ugl per la mattina dell’8 ottobre. Lo denunciano i responsabili materani dei due sindacati, il Commissario Fials Giuseppe Costanzo e il Segretario UGL Sanità Gianni Sciannarella, chiedendo un intervento moderatore del vertice aziendale. I due sindacalisti hanno raccolto le segnalazioni dei dipendenti, operatori sanitari che hanno subito un comportamento scorretto teso ad ostacolare la partecipazione del personale all’Assemblea.
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ASM MATERA, STATO DI AGITAZIONE DEL COMPARTO

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La Fials e la Ugl dichiarano lo stato di agitazione del Personale del Comparto dell’ASM di Matera e chiedono al Prefetto di Matera di attivare la procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge 146/90. In una lettera aperta indirizzata ai lavoratori e alla stampa i responsabili dei due sindacati, Giuseppe Costanzo e Gianni Sciannarella denunciano il persistere  da parte dell’Azienda di un’inspiegabile inosservanza dei diritti sanciti dal Contratto Nazionale del Lavoro e dagli Accordi aziendali. Quattro i punti di particolare evidenza:
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ASST LECCO: C’E’ DA SPOSTARE UN PARCHEGGIO?

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COMUNICATO STAMPA

Con la presente le Segreterie Territoriali portano all’attenzione la cittadinanza di
Lecco che, dall’inizio della nuova organizzazione del parcheggio di via dell’Eremo, la
stessa sta cagionando notevoli disagi in questi giorni ai dipendenti dell’ASST di Lecco che, per necessità si devono recare al lavoro in auto. Dal primo di ottobre infatti è stato applicato dall’azienda il nuovo regolamento sul parcheggio, per i Lavoratori lecchesi per i piani -2 e -4. Questo regolamento, precisiamo non condiviso con le OO.SS. ma è il frutto di un testo unilaterale aziendale, in quanto non ha recepito nessuna delle indicazioni inviate dalle OO.SS. alla Direzione Generale.

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