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MINISTRO IN PIAZZA E SINDACATO IN LUNGO TEVERE RIPA?

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Non basta fare un tweet, c’è bisogno di salvare il Servizio sanitario nazionale garantendo maggiori risorse e non ulteriori tagli”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Michele Vannini, in merito alle ipotesi circolate sul taglio al Fondo Sanitario nazionale, aggiungendo che: “Dopo lo scandalo dei medici pensionati, l’invio di quelli dell’esercito e il personale sanitario che manca, sia nelle aziende territoriali che negli ospedali, adesso arriva anche la notizia che il governo starebbe ipotizzando un taglio di 3,5 miliardi per il prossimo biennio al Fondo sanitario nazionale”.

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IL GRANDE INGANNO DELL’INTRAMOENIA?

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Sanità, Fp Cgil: il privato spesso costa meno dell’intra-moenia

Tempi di attesa lunghi nella sanità pubblica e un privato che diventa sempre più concorrenziale in termini di costi, tanto che per alcune prestazioni sanitarie addirittura costa meno rispetto all’intra-moenia. Il che spiega anche perché gli italiani sempre più spesso ricorrano a spese di tasca propria per le visite mediche private. La spesa privata dei cittadini, infatti, arriva a quasi 35 miliardi di euro, di cui ben il 92% out of pocket. Si aspetta in media due mesi per una visita medica nella sanità pubblica a fronte di una sola settimana nel privato, “effetto di un progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale”.

La denuncia viene dal secondo Rapporto “Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali”, promosso dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni ed elaborato da Crea.

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FP CGIL BAT: BAT-TAGLIA SU RINNOVI CCNL E SULLE ESTERNALIZZAZIONI

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Rinnovo di tutti i contratti, stop alle esternalizzazioni selvagge e sbocco delle assunzioni, riconoscimenti e tutele oltre che maggiori risorse per il pubblico impiego. Sono queste in sintesi le ragioni della manifestazione organizzata dai sindacati che scenderanno in piazza a Roma l’8 giugno prossimo “perché senza pubblico non c’è equità, senza lavoro non c’è futuro: #futuroèpubblico”, avvertono dalla segreteria della Fp Cgil Bat che, in vista dell’iniziativa nazionale in piazza del Popolo, ieri ha tenuto un’assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori presso la biblioteca comunale di Trani.

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C’E’ POSTA PER ASUR

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Confermando il complessivo “fumo negli occhi” reso dall’ASUR, sia sulla vicenda proroga precari (mica spiega l’ASUR che non sostituiamo i pensionamenti e che è l’unico ente del SSR a non aver ancora riferito, lo raccontiamo esaustivamente nel Comunicato, in Assise della Regione Marche, non avendo mai fornito i dati occorrenti al Presidente della Regione Marche, nonché Assessore alla Salute, prof. Ceriscioli, che doveva rendicontare rispondendo ad una Interrogazione, sul numero dei pensionati registrati dal circuito ASUR, e quindi dall’Area Vasta 2, e non dice nemmeno quanti precari, tantissimi, l’Albo Pretorio Informatico ne è pieno, nel tempo, hanno presentato e presentano le formali dimissioni volontarie dall’Area Vasta 2 per andare a lavorare altrove… e proprio oggi vanno a casa, non prorogati, 1 infermiere ed 1 operatore socio-sanitario, non sostituiti, la cui proroga dipendeva proprio dall’esito degli Incontri regionali sul governo e politiche sulle risorse umane, che, come appunto scriviamo nel Volantino, non sono stati più convocati e svolti da parte della Regione Marche), sia riguardo le dimissioni del direttore dott. Milco Coacci a far data dal 1° giugno (oggi ultimo giorno lavorativo per lui), giriamo la integrale comunicazione Volantino FP CGIL dell’Area Vasta 2 che abbiamo diffuso nei luoghi di lavoro, ai lavoratori ed alle lavoratrici.
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LE CONDIZIONI DI LAVORO E DI SALUTE NEL SETTORE SANITARIO

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Diffusa presenza di rischi per la salute e la sicurezza dovuti sia all’organizzazione del lavoro, considerando il lavoro notturno e gli straordinari, sia di rischi fisici e ambientali, come quelli legati al sollevamento di pesi e pazienti.

Questo in estrema in sintesi quanto emerge dal report ‘Le condizioni di lavoro e di salute nel settore sanitario’, a cura di Fp Cgil, Inca e Fondazione Di Vittorio (Fdv): una inchiesta che ha coinvolto oltre 900 lavoratrici e lavoratori del sistema sanitario, con un’anzianità elevata e per lo più infermieri.

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MEDICI FISCALI PRESI IN STRADA?

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Inps: Fp Medici e Sinmevico, sconcertanti parole Tridico su medici fiscali

Roma, 21 maggio – “Da Tridico parole sconcertanti nei confronti dei medici fiscali, serve un incontro urgente”. Ad affermarlo sono la Fp Cgil Medici Fiscali e Sinmevico, in merito a recenti dichiarazioni del presidente dell’Inps che, in occasione di un incontro presso la commissione Lavoro della Camera, ha affermato che, riportano i sindacati, ‘Oggi Inps fa anche le visite fiscali, non era così fino a qualche anno fa, e lo facciamo con medici che prendiamo per strada, a contratti che rinnoviamo di anno in anno’.

I sindacati esprimono “il loro completo disappunto per la grave disinformazione in tema di visite fiscali, manifestata proprio da chi Inps dovrebbe dirigerla”. Per Fp Cgil Medici Fiscali e Sinmevico, “difronte a tale confusione che annulla 30 anni di attività di professionisti Medici che con sacrifico e dedizione garantiscono un servizio fondamentale come quello deputato della vigilanza sanitaria dei lavoratori pubblici e privati, siamo costretti a fare chiarezza per tutelare i 1.000 Medici fiscali in una fase delicata in cui è in corso una travagliata trattativa per la stesura di una nuova convezione di lavoro”.

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REPORT FP CGIL SU LISTE D’ATTESA

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Sanità: Report Fp Cgil, nel pubblico liste d’attesa di 60 giorni medi

Nelle Marche in media 110 giorni di attesa, aumenta la spesa verso le visite private

Roma. lunga due mesi per effettuare una visita medica nella sanità pubblica, a fronte di una sola settimana nel privato, “effetto di un progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale”.

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“REGIONE VENETO DENIGRA, FP CGIL REAGISCE”

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RICORSO CONTRO I CONTRATTI NAZIONALI – LE RISPOSTE DELLA REGIONE CONFERMANO LA VOLONTÀ DI COLPIRE IL PERSONALE
DOMANI ASSEMBLEE UNITARIE IN TUTTE LE ULSS

“Ancora una volta assistiamo a dichiarazioni denigratorie  nei confronti del Sindacato da parte della Regione per coprire le proprie mancanze e le responsabilità delle gravi difficoltà della sanità veneta” – dichiara Daniele Giordano, Segretario Generale Fp Cgil Veneto, che sottolinea come – “Gli aumenti contrattuali sono stati sempre disposti come avvenuto nell’ultima tornata a partire dagli anni 90 e non ci pare che questa maggioranza politica abbia fatto ricorso in altri anni contro il rinnovo dei contratto.

Impugnare i rinnovi contrattuali e vendere ai lavoratori che è per il loro bene è la più grande bugia che si possa raccontare. Dopo 10 anni di blocco la Regione Veneto ha partecipato alle trattative di quel rinnovo tramite i propri rappresentanti delle Regioni e quindi ha scelto di provare a mettere in discussione quella scelta presentando ricorso il cui esito sarebbe pesato sulle tasche dei professionisti della sanità veneta”.
Da nessuna parte – prosegue- la Regione Veneto assume impegni per chiudere il rinnovo del contratto della dirigenza medica, fermo da 10 anni, e riaprire le trattative per il contratto scaduto da 6 mesi di tutti i lavoratori pubblici.
Si comprendono anche poco i continui richiami “all’autonomia”, quando la Regione ha già ampi spazi di autonomia di programmazione e gestione in ambito socio sanitario e i risultati gravi sono sotto gli occhi di tutti.

Per queste ragioni – conclude Giordano – e per chiedere rispetto per i lavoratori della sanità da parte di questa regione domani in tutte le Ulss del Veneto si terranno assemblee indette dal tavolo intersindacale della dirigenza medica e del comparto dove decideremo quali azioni mettere in campo contro una Regione che non valorizza i propri lavoratori e non sta operando scelte chiare per il rilancio e la salvaguardia del nostro sistema socio sanitario.

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VENETO: CODICE ROSSO TONALITA’ FP CGIL

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Comunicato intersindacale Dirigenza Medica e Sanitaria e Comparto della Regione Veneto

È una situazione da codice rosso. Non c’è un progetto chiaro di rilancio.

Serve una svolta radicale per salvare il pilastro del nostro welfare, per invertire la rotta dopo anni di austerità e senza assunzioni, perché la Sanità pubblica è destinata all’estinzione e le promesse non bastano più. La carenza di personale sta determinando il taglio dei servizi e le esternalizzazioni di intere funzioni in molte ULSS del Veneto. Mancano almeno 1.300 medici e 3.000 infermieri, tecnici e oss.
L’assenza di una vera programmazione sta determinando carichi di lavoro insostenibili e spesso la rinuncia delle ferie o l’impossibilità di fruire della malattia. Una situazione che si regge ormai solo e soltanto sulla dedizione e
sulla professionalità dei lavoratori. La recente approvazione del Piano Socio Sanitario Veneto e la bozza di schede ospedaliere e territoriali in discussione in questi giorni non risolvono in alcun modo le gravi carenze del nostro sistema socio sanitario.

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