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Senato della Repubblica

SEN. SILVESTRO SU DM SALUTE 2 AGOSTO. ATTO ISPETTIVO N. 3-03981

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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03981 – Atto n. 3-03981 (con carattere d’urgenza). Pubblicato il 13 settembre 2017, nella seduta n. 874
SILVESTRO – Al Ministro della salute. – Premesso che:la legge n. 24 del 2017, recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, all’articolo 5, comma 1, prevede che “Gli esercenti le professioni sanitarie, nell’esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative, riabilitative e di medicina legale, si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle raccomandazioni previste dalle linee guida pubblicate ai sensi del comma 3 ed elaborate da enti e istituzioni pubblici e privati nonché dalle società scientifiche e dalle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in apposito elenco istituito e regolamentato con decreto del Ministro della salute, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e da aggiornare con cadenza biennale.

In mancanza delle suddette raccomandazioni, gli esercenti le professioni sanitarie si attengono alle buone pratiche clinico-assistenziali”;

al comma 2 prevede che le raccomandazioni a cui devono attenersi tutte le professioni sanitarie nel loro esercizio professionale sono inserite nelle linee guida elaborate da enti, istituzioni pubbliche e private, dalle società scientifiche e dalle associazioni tecnico-scientifiche iscritte in un apposito elenco istituito e regolamentato con decreto del Ministro della salute;

considerato che con un decreto del 2 agosto 2017 il Ministro in indirizzo ha stabilito i requisiti necessari per l’iscrizione all’elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche così come previsto dal comma 2, fissandoli come segue: rilevanza nazionale con rappresentanza in almeno 12 regioni e province autonome, anche mediante associazione con altre società o associazioni della stessa professione, specialità o disciplina; rappresentatività di almeno il 30 per cento dei professionisti non in quiescenza nella specializzazione o disciplina o nella specifica area o settore di esercizio professionale; atto costitutivo redatto per atto pubblico o statuto dal quale si evincano specifici e ben dettagliati elementi;

considerato, inoltre, che:

il requisito della rappresentatività, che impone alla società scientifica ovvero all’associazione tecnico-professionale di dimostrare di rappresentare almeno il 30 per cento dei professionisti appartenenti alla stessa specializzazione o disciplina prevista dalla normativa vigente o nella specifica area o settore di esercizio professionale, evidenzia una grave criticità che, se non sanata, rende di fatto impossibile alle professioni sanitarie ottemperare a tale requisito e quindi rispondere e fruire dei disposti della legge n. 24 del 2017;

nell’ambito delle professioni sanitarie così come indicate dalla legge n. 251 del 2000 e aventi un profilo così come definito dai relativi decreti istitutivi del Ministero della salute, le specializzazioni, pur essendo previste da tali decreti istitutivi (si vedano ad esempio gli infermieri, per i quali il profilo, di cui al decreto ministeriale n. 739/94, prevede 5 aree di specializzazione), non sono formalmente e giuridicamente istituite e quindi riconosciute, la disciplina è unica (ad esempio, per gli infermieri tutti, la disciplina è unicamente “infermieristica”), non esiste una definizione formale e omogeneamente riconosciuta a livello nazionale che indichi che cosa si intenda per “area” e quali unità operative afferiscono a quella “area” come pure che cosa si intenda con la locuzione “settore di esercizio professionale”;

gli appartenenti alle professioni sanitarie e, massimamente, gli appartenenti alla categoria più numerosa, gli infermieri, possono essere riallocati più volte in unità operative ospedaliere e territoriali afferenti a discipline cliniche diverse per rispondere ad aumentati carichi assistenziali o alle necessità organizzative. Le riallocazioni intraaziendali avvengono frequentemente nonostante la capacità, competenza ed esperienza raggiunta e dimostrata in una specifica unità operativa o dipartimento e nonostante gli ulteriori titoli di studio e le correlate competenze acquisite che, peraltro, stante la situazione evidenziata, non vengono riconosciute né giuridicamente né contrattualmente come competenze di tipo specialistico,

si chiede di sapere:

se nell’estensione del decreto il Ministro in indirizzo abbia valutato che il requisito della rappresentatività, così come previsto, esclude in modo ingiustificato buona parte delle professioni sanitarie ed è pertanto discriminatorio;

se abbia valutato che l’esclusione di buona parte delle professioni sanitarie dall’elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche così come previsto dal comma 2 dell’articolo 5 della legge n. 24 del 2017 inficia e vanifica il determinante lavoro di gruppo e l’incontro sinergico dei diversi saperi sanitari nella predisposizione delle linee guida pubblicate ai sensi del comma 3 dell’articolo 5;

se e quali iniziative intenda adottare per superare le criticità contenute nel decreto, riconoscendo a tutte le professioni sanitarie pari dignità e consentendo a tutti, senza discriminazioni, di iscriversi nell’elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche anche al fine di concorrere alla predisposizione delle linee guida;

se non ritenga, inoltre, di dover assumere tali iniziative per garantire una reale rappresentatività, una migliore assistenza sanitaria ai cittadini e una consapevole assunzione della responsabilità professionale da parte di tutte le professioni sanitarie.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=1043911