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Parere degli esperti

SANTORO LAURA RITA, INFERMIERA EPIDEMIOLOGA, SULLA CACCIA ALLE STREGHE IN QUEL DI TRENTO

CACCIA ALLE STREGHE 2

La presente perché oltre ad essere la responsabile Regionale del Nursing Up, sono anche specializzata in Epidemiologia ed Infezioni ospedaliere. Ho lavorato in un Comitato Infezioni Ospedaliere. La questione della Malaria mi sta lasciando perplessa. Ho letto gli articoli pubblicati ma, nessuno mi ha convinta!

Sono stata un infermiera addetta alla sorveglianza delle infezioni ospedaliere. Ho letto interviste ad esperti, o definiti tali, dove si parla dell’alto rischio, negli ospedali, d’infezioni nosocomiali.

Indubbiamente, gli ospedali debbono controllare e gestire le infezioni, ma anche prevenirle!  Però nessun giornale ha descritto quello che mi aspettavo!

Le infezioni sono da considerare di origine ospedaliera se si manifestano a 24/48 ore dal ricovero.  Normalmente, sono a rischio di contagio, i pazienti più prossimi al paziente infetto.  La bimba diabetica, aimè, deceduta, era vicino ad un’altra bimba diabetica e lontano dalle bambine con la malaria. Tra l’altro non avevano neanche giocato vicino.

Gli aghi, in uso, per pungere, al fine di prelevare il sangue e valutare la glicemia sono aghi chiusi e usualmente retrattili dopo l’uso.     Un ago cavo, tipo quello per un intramuscolo e/o un endovenosa sarebbe stato molto più pericoloso.  Durante la specializzazione mi dissero che le categorie, di operatori sanitari,  più a rischio di HIV, a causa di punture accidentali, sono infermieri ed anestesisti, a causa dell’uso di aghi cavi. I chirurghi, dicevano, dal momento che utilizzano aghi, come quelli da sutura, rischierebbero meno. L’ago, come quello degli ago cannula, all’interno potrebbe conservare del sangue infetto, che potrebbe entrare nell’organismo, bypassando la difesa della cute.

Le bambine, sospettate come fonti d’infezione e la bambina diabetica, non erano vicine, ne avevano mai giocato insieme.

Negli ospedali nazionali sono stati eliminati gli aghi riutilizzabili! Molte delle attività, nelle strutture sanitarie nazionali,  sono gestite ed organizzate da presidi sanitari monouso!  Quindi se si fosse trattato di un deprecabile errore, la bambina che avrebbe potuto essere infettata, avrebbe dovuto essere vicina, molto vicina.  Secondo i giornalisti che si sono espressi, un infermiere avrebbe dovuto utilizzare un ago per più pazienti, oppure, un infermiere avrebbe dovuto utilizzare un ago, poi conservato, quindi riutilizzato sull’altra bambina. Questo però è un reato colposo, non un incidente deprecabile, perché fatto scientemente! Quindi per me inaccettabile! …non è uno scherzo quello che ho letto, sono illazioni deprecabili e condannabili!

Inoltre, solo in un caso, ho sentito parlare di accertamenti e confronto sui parassiti. Nulla sui risultati. L’essere colonizzati dagli stessi protozoi, non necessariamente è indicativo circa il fatto che l’agente infettante sia lo stesso.   Le epidemie nosocomiali, per essere definite tali, richiedono ulteriori accertamenti sui parassiti Plasmodium. Durante la mia esperienza, per individuare un epidemia ospedaliera, si usavano più o meno gli stessi metodi che usano le forze dell’ordine per individuare un omicida, vale a dire il DNA.

Quindi anche nel caso delle infezioni ospedaliere, le indagini vertono, prima di accusare chi che sia, anche sullo studio e confronto dell’RNA e del DNA. Nessuno dei giornali, a parte scrivere d’infermiera killer, si è espresso, circa le affinità, tra il parassita che è stato causa della morte della bimba, affetta anche da diabete e le bimbe con la malaria accertata.

Inoltre, mi sono chiesta, le bimbe che avevano la malaria, perché avrebbero dovuto fare un controllo della glicemia? Un illazione? Un protocollo?  Un paziente con malaria, ha la febbre, può avere necessità di terapia reidratante, di terapia antibiotica, ma non immaginavo mai un controllo della glicemia constante e ripetuto.

Gli articoli che ho letto sono piuttosto nebulosi, discutibili e molto superficiali. La malaria, così come trattata, dai mass media, sembra strutturata a cercare un colpevole, tanto per accontentare la sete di un “colpevole” da parte dell’opinione pubblica!
Laura Rita Santoro