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Piemonte

RSA: LA GRANDE FUGA PER LA SCONFITTA DEL SSN

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«È un disastro colpevole, lo sapevano da marzo e aprile cosa sarebbe successo. La riunione? Non è servita a niente, solo questioni tecniche e nessuna risposta». 

Sergio Melis, funzione pubblica della Cisl Alessandria-Asti, presente alla cabina di regia, già in primavera aveva raccontato della fuga degli infermieri e degli operatori socio assistenziali dalle residenze per anziani.

Il contratto dura solo un anno nella sanità pubblica, ma permette di entrare nelle graduatorie, che daranno punti per i concorsi successivi, con garanzia di stipendi più alti. Le Rsa lamentano la mancanza di personale, come in aprile e maggio, ma ora la situazione sembra più preoccupante. Alcune residente chiudono o minacciano di farlo. «È mancata la programmazione. Certo c’è la mancanza di operatori socio assistenziali, ma a questo si doveva pensare mesi fa, quando si sapeva che ci sarebbe stata la seconda ondata. E nell’incontro virtuale della cabina di regia nessuno ha dato soluzioni, o almeno prospettato una qualche soluzione».

Insomma non abbiamo imparato nulla dalla prima ondata. Come per altre situazioni?

«In questa seconda fase quello che si poteva imparare dalla prima non è stato fatto. Si sono persi i mesi dell’estate e si sono “sporcati” tutti gli ospedali. Questo è stato un errore gravissimo per tutto il sistema sanitario. Ci sono centinaia di infermieri contagiati, all’interno degli ospedali il contagio è stato evidente. Si dovevano scegliere da subito quali ospedali fare Covid e gli altri destinarli alle patologie diverse».

Tornando alle Rsa, gli infermieri e i dipendenti fuggono anche perché nel pubblico lo stipendio è più alto?

«L’ente pubblico per gestire non ha il dovere di fare profitto il privato se non fa profitto perché dovrebbe gestire una Rsa? È chiaro che si deve pagare e bene il personale, ma si deve anche far stare in piedi la struttura e se non ce la si fa da qualche parte si deve tagliare».

Ci sono anche cooperative pronte a lasciare a dicembre le strutture che gestiscono. Le coop però non dovrebbero fare profitto, non crede?

«No ma devono sopravvivere anche loro. Poi quei fondi in più si utilizzano per altri progetti. Ora invece i costi aumentano e mancano i ricoveri, anche perché l’ingresso dei nuovi ospiti non è per niente facile».

Perché?

«Non tutte le strutture hanno un’area per l’inserimento dei nuovi ospiti, che devono trascorrere un periodo di isolamento. Questo si doveva immaginare mesi fa. È un disastro colpevole quello al quale stiamo assistendo. Nelle Rsa non c’è più il turn over e certamente alcune strutture chiuderanno».

https://www.lastampa.it/topnews/edizioni-locali/alessandria/2020/11/13/news/il-sindacalista-e-le-rsa-a-rischio-chiusura-e-un-disastro-colpevole-si-sono-sprecati-i-mesi-estivi-1.39535311