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VENETO, OSS PROSSIMO VENTURO: IL PUNTO DI VISTA REGIONALE

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Bur n. 45 del 02 aprile 2021

Materia: Sanità e igiene pubblica

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 305 del 16 marzo 2021

Approvazione del percorso di “Formazione complementare in assistenza sanitaria dell’Operatore Socio-Sanitario” e modalità organizzative di carattere generale. L.R. 20/2001 – Accordo stipulato il 16 gennaio 2003 tra il Ministro della salute, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

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CINQUEMILA OSS IN TRE ANNI IN REGIONE VENETO

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Così l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin, d’intesa con l’assessore al lavoro e alla formazione Elena Donazzan, richiama l’attenzione sulla seconda tornata di bandi per formare 1980 operatori sociali che sta prendendo il via in Veneto. Le iscrizioni sono aperte e il prossimo 2 ottobre ci saranno le selezioni per individuare gli ammessi ai 66 corsi da mille ore che partiranno in autunno. Comuni, Ulss, Centri servizi per anziani, Regione Veneto e i suoi uffici decentrati stanno già diffondendo informazioni e moduli di iscrizione.

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FP CGIL VENETO: NUOVO PIANO SANITARIO REGIONALE PER AUTOCELEBRARSI?

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In merito al nuovo piano socio sanitario del Veneto non possiamo che rivendicare una vera
discussione pubblica sull’asse portante della nostra struttura istituzionale e sociale che è la tenuta
e il rilancio del sistema socio sanitario Veneto – dichiara Daniele Giordano Segretario
Generale Fp Cgil.

Come Sindacato chiediamo una discussione pubblica sull’attuale situazione del sistema socio
sanitario del Veneto invece di assistere a roboanti presentazioni dentro a lussuose ville.
Serve un confronto aperto con tutti i soggetti della sanità e del sociale ma anche con tuti i
cittadini perché stiamo parlando del futuro della salute.

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CURE PALLIATIVE ED HOSPICE IN REGIONE VENETO: PROMOSSE A PIENI VOTI

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“Il dolore in generale e le sofferenze dei malati terminali e dei loro cari – commenta l’Assessore regionale alla
Sanità Luca Coletto – sono da anni una delle priorità della sanità veneta e ricevere dalla Fondazione Ghirotti una pagella di promozione senza
riserve è una bella soddisfazione.

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+13% DI ASSENZE PER MALATTIA NEL PUBBLICO IMPIEGO REGIONE VENETO

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Oltre 439 mila nel settore privato e 134.505 in quello pubblico. Sono i lavoratori veneti che nel 2015 (dati Inps) hanno presentato certificazioni di malattia, per un totale complessivo superiore ai 9 milioni e 100 mila giornate di inattività. Speculari i periodi più critici: sono il primo trimestre con 389.649 certificazioni nel privato e 152.159 nel pubblico, e la fascia compresa fra ottobre e dicembre con – rispettivamente – 276.682 e 99.263. Si tratta di numeri in crescita: rispetto al 2012, le statistiche mostrano un 2% in più nel settore privato (da 829.666 a 846.388 «eventi di malattia», settima regione italiana) e ben il 13% (da 272.952 a 308.472, dodicesima della Penisola) nel pubblico, a fronte di una media nazionale dell’11,9%. Insomma, anche in un Veneto tradizionalmente ancorato ai valori del lavoro ci si ammala di più. Soprattutto nel settore pubblico. Lo sottolinea la Cgia di Mestre in uno studio messo a punto proprio in virtù delle cifre in possesso dell’Inps.

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REGIONE VENETO RISPONDE AL SINDACATO SISMEL SU GESTIONE DEI SINISTRI IN SANITA’

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In relazione alla polemica rivolta al nuovo modello regionale di gestione dei sinistri in sanità da parte del sindacato degli specialisti in medicina legale Sismel, la Regione del Veneto precisa quanto segue: “Con la nota regionale del 23 gennaio2017 si è ritenuto di sottolineare l’incompatibilità sussistente per il medico dipendente, convenzionato o universitario del Servizio Sanitario Regionale che, in regime di libera professione, assuma da soggetti privati incarichi retribuiti, diretti ad attivare una pretesa economica nei confronti delle Aziende sanitarie del Veneto.
Ovviamente, tale limite – come esplicitato nella nota – non si rileva qualora l’attività professionale del medico venga richiesta dalla Magistratura perché orientata all’accertamento delle responsabilità, vigendo, quindi, detta incompatibilità per il personale SSR solo per l’attività prestata in favore di privati contro le Aziende SSR.
Quindi non già una volontà di provocare l’affermata “violazione dei diritti dei paziente”, quanto, invece, lo scrupolo di fornire chiare indicazioni per evitare che il personale medico possa incorrere in situazioni di incompatibilità. La ratio di tale disposizione – che la Regione ha ritenuto solo di ricordare – trova coerente applicazione, tra le altre, anche nel nuovo approccio delle Aziende Sanitarie verso i reclami dei cittadini, per i quali la Regione ha non solo potenziato i canali di comunicazione diretta con i Direttori generali, ma anche imposto modalità operative alle Aziende che prevedono –  in applicazione del modello di gestione dei sinistri  – l’immediata presa in carico del problema, l’ascolto dei cittadini e la valutazione tecnica dei motivi di doglianza a garanzia del diritto alla salute”.

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REGIONE VENETO: ADDIO AL CRONOMETRO IN CORSIA????? A D D I O AL C R O N O M E T R O IN C O R S I A ? ? ? ?

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VENEZIA. La cura dei pazienti non può essere scandita dal cronometro ma richiede tempi adeguati alle diverse criticità di partenza e al decorso clinico. È un principio di buon senso quello che ha indotto la commissione sanità del Consiglio regionale ad approvare – con voto unanime – la revisione dei “ valori minimi di riferimento” per il personale dirigente medico e quello in servizio nei Pronto soccorso «al fine di valutare l’adeguatezza dell’organico al raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza».

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VENETO, MEDICI E INFERMIERI SU SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA

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Moltissimi medici e personale infermieristico svolgono il loro compito con le migliori intenzioni, ma lo scontrarsi con molte ottusità, mette a dura prova i buoni propositi, a rimetterci sono sempre le persone bisognose di cure. Il 5-3-2013 il Consiglio Regionale del Veneto, approvava all’unanimità l’articolo 12 della Deliberazione Legislativa n° 2. La Regione riconosceva la Sensibilità Chimica Multipla come patologia rara, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, doveva definire: la sede del centro di riferimento, gli ulteriori presidi destinati a diagnosi e cura, la dotazione organica, le risorse finanziarie e i criteri per l’esenzione dal ticket per diagnosi e le terapie.

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VENETO, D.G. AZIENDA ZERO: RIPRISTINO 154.000 EURO ANNUI LORDI. «PAGHELI, PESELI, PICHELI»

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VENEZIA. «Pagheli, peseli, picheli». Nel Veneto ai tempi di Zaia, la ricetta della Repubblica di San Marco per i grand commis pubblici (retribuiti il giusto, soppesati con attenzione, castigati senza pietà se inadempienti) trova un’applicazione edulcorata, investendo – per ora – i compensi e la valutazione dei manager chiamati al vertice delle 9 Ulss accorpate. Certo non rischiano la forca Adriano Rasi Caldogno (Dolomiti), Francesco Benazzi (Marca Trevigiana), Giuseppe Dal Ben (Serenissima), Carlo Bramezza (Veneto Orientale), Antonio Compostella (Polesana), Domenico Scibetta (Euganea), Giovanni Pavesi (Berica), Giorgio Roberti (Pedemontana) e Pietro Girardi (Scaligera); da oggi, anzi, il loro stipendio annuale lordo lievita del 20%, attestandosi a 154 mila euro ed eguale trattamento è riservato ai direttori generali della Aziende ospedaliere di Padova e Verona (Luciano Flor e Francesco Cobello) e dello Iov (Patrizia Simionato).
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