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Sardegna

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+ BUDGET PER LA SANITÀ PRIVATA SARDA

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La Giunta regionale aumenta il budget per acquistare prestazioni in convenzione dalle strutture sanitarie private.

Il tetto determinato per il 2020 è di 98,9 milioni da dividere tra otto presidi. Si ritorna, dunque, alle cifre fissate per il 2018, prima cioè dei tagli stabiliti dall’allora direttore generale dell’Ats Fulvio Moirano per il 2019.

L’incremento rispetto all’anno scorso è di circa 1,6 milioni.

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DDL RIFORMA SSR SARDEGNA

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Relazione al disegno di legge

Riforma del sistema sanitario regionale e riorganizzazione sistematica delle norme in materia. Abrogazione della legge regionale 27 luglio 2016, n. 17 e di ulteriori norme di settore.

Il presente disegno di legge intende modificare l’organizzazione del Servizio sanitario regionale per renderlo maggiormente aderente ai bisogni della popolazione superando la precedente organizzazione incentrata su una unica azienda territoriale e nel contempo conservando gli aspetti positivi della governance unitaria di alcune funzioni del sistema.

Tale nuovo modello si radica sulla scelta strategica di posizionare il livello decisionale/manageriale il più vicino possibile ai bisogni dei cittadini affinché il ruolo precipuo del Servizio Sanitario, ossia quello di rispondere alle necessità assistenziali della popolazione, sia effettivamente garantito.

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MONITO AL GOVERNATORE SOLINAS

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La prima determina del governatore regione Sardegna in materia di sanità è dal punto di vista amministrativo e lessicale ai limiti della legittimità nei contenuti. Che l’inizio fosse impervio era prevedibile, ma un po’ di accortezza in più non avrebbe guastato. È arrivata a breve giro di posta la replica dell’ex presidente Ganau.

Guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro piuttosto che la trave nel proprio, è comunque esercizio tipico del politico medio. Questo è il testo:

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LO PORTI UN BACIONE IN PIEMONTE…

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Questo è il primo atto del nuovo corso politico in Regione Sardegna  Nel mirino ATS, ASSL, AO, AOU, AREUS, SAS DOMOS e via dicendo. Si scrive spoil-system, si legge rivalsa politica. Si parla a suocera perché intenda nuora. Tra le righe: preparate le valigie.

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VERSO IL BILINGUISMO IN SARDEGNA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INDENNITA’ AI LAVORATORI?

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Sardegna, sì alla legge per la tutela della lingua: sarà insegnata nelle scuole

Il testo approvato dalla maggioranza stanzia 7 milioni di euro per il triennio a venire e prevede l’istituzione di una Consulta che dovrà decidere sulla forma scritta. “Verso una pubblica amministrazione bilingue come in Trentino e Val d’Aosta

CCNL SANITA’ 2018 Art. 92 Indennità di bilinguismo

  1. E’ confermata l’indennità di bilinguismo, nelle misure di cui all’art. 52 del D.P.R. 270/1987.
  2. Al personale in servizio nelle Aziende e negli Enti aventi sede nella regione autonoma a statuto speciale Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano, nonché nelle altre Regioni a statuto speciale in cui vige istituzionalmente, con carattere di obbligatorietà, il sistema del bilinguismo è confermata l’apposita indennità di bilinguismo, collegata alla professionalità, nella stessa misura e con le stesse modalità previste per il personale della regione a statuto speciale Trentino Alto Adige.
  3. La presente disciplina produce effetti qualora l’istituto non risulti disciplinato da disposizioni speciali.
  4. Alla corresponsione dell’indennità di cui al presente articolo si provvede con il fondo di cui all’art. 80 (Fondo condizioni di lavoro e incarichi).
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BERLICCHE, IN ATTESA DELL’APPROVAZIONE RETE OSPEDALIERA SARDA DA PARTE DEL GOVERNO…

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Lettera di Berlicche a Malacoda, in attesa dell’approvazione della nuova rete ospedaliera della Regione Sardegna da parte del Governo.

Caro Malacoda,

ci siamo distratti un attimo e la rete ospedaliera è stata approvata. Il provvedimento è stato faticosamente approvato dal Consiglio Regionale dopo un dibattito durato anni, che ha portato alla luce tutti i campanilismi più assurdi sostenuti dai vari stakeholder locali.

Nel documento sardo ci sono numerose dissonanze, tra quanto previsto dalle norme nazionali e quanto preteso dalle norme locali.

Tra gli aspetti più rilevanti, vi è la Classificazione ospedali. Oltre a quelle previste dal Decreto Ministeriale, il documento sardo aggiunge alcune bislacche classificazioni non previste in origine, tipo “I livello rinforzato” oppure “ospedale di base con servizi di I livello”, “ospedale di zona disagiata “ o il presidio “nodo della rete ospedaliera regionale” o almeno, in diversi casi, non è chiara l’attribuzione di funzioni e di attività a strutture che non rivestono carattere di ospedali di base o di I° o II° livello.

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RETE OSPEDALIERA SARDA: SANITARIA O ELETTORALE?

FARE RETE

la riforma passò, così come avevamo previsto e, giustamente, ‘vincitori’ festeggiano. Ma se andiamo a considerare il prima e il dopo voto, tante situazioni interessanti possono essere oggetto di valutazione e c’è da pensare (o da piangere?).

A partire da una schermaglia tra l’europarlamentare, ed ex governatore, Soru che contestava un’ipotetica “invasione di campo” al sindaco Zedda, che, seppur con notevole ritardo e scarsa convinzione, esprimeva dubbi e contrarietà circa la devastazione della sanità a Cagliari (leggi chiusura dell’ospedale Marino e del Binaghi).

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APPROVATA RETE OSPEDALIERA REGIONE SARDEGNA

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La rete ospedaliera adesso è realtà. Il Consiglio regionale ha approvato la riforma con 30 voti favorevoli, 20 contrari e 3 astenuti.

In maggioranza i malumori di Campo progressista, espressi col voto contrario di Anna Maria Busia e l’astensione di Francesco Agus, critici con la riorganizzazione delle cure in Sardegna.

Dure le critiche da parte dell’opposizione che con un coro unanime parla di “riforma fallimentare”.

La rete ospedaliera prevede la concentrazione di reparti ad alta specializzazione nei poli con un maggiore bacino di abitanti.

Per questo motivo sono stati scelti il Brotzu di Cagliari e l’Aou-SS Annunziata di Sassari come presìdi d’eccellenza. Dopo le trattative in Consiglio regionale, anche il San Francesco di Nuoro, vista la sua posizione di riferimento per tutto il centro Sardegna, è stato dotato di qualche servizio specializzato in più.

Attorno a questi tre poli, ci sono gli altri ospedali che assumono la classificazione di primo livello che avranno anche i reparti di rianimazione, terapia intensiva, cardiologia e radiologia intensiva. Nel resto del territorio ci sono  i nodi della rete, ospedali che garantiscono le cure primarie in collegamento con i poli sanitari specializzati del territorio. Infine, ci sono gli ospedali di zona disagiata che hanno il compito di levare la paura nei territori più periferici.

Sono i presìdi di Sorgono, Bosa, La Maddalena, Muravera e Ghilarza. Avranno un punto di pronto soccorso in grado di garantire una chirurgia programmata e il primo intervento, mentre per la Maddalena è stata inserita anche la camera iperbarica e la pediatria.

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/10/25/sanit_la_rete_ospedaliera_una_realt_dal_consiglio_regionale_l_ok-68-659351.html

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VIAGGIO CON PIU’ FERMATE SULLA SANITA’ IN REGIONE SARDEGNA

Sanita_Cerotto

Per completezza d’informazione su tutto quanto ruota intorno alla sanità in Regione Sardegna, riteniamo corretto segnalare che sul quotidiano on line Ad Maiora Media, http://sardegna.admaioramedia.it, diretto dal giornalista Fabio Meloni, viene pubblicata una Storia ‘recente’ della Sanità Sarda, a puntate, raccontata da un “professionista sanitario esperto” che si cela dietro lo pseudonimo di “Doctor House”.

Ogni puntata è dedicata ad un tema differente, finora ne sono state pubblicate cinque, nelle prossime settimane saranno condivise ulteriori approfondimenti.

Nessun altro intento se non quello di confrontarci con un punto di vista pur celato dietro l’anonimato.

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