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BERLICCHE, IN ATTESA DELL’APPROVAZIONE RETE OSPEDALIERA SARDA DA PARTE DEL GOVERNO…

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Lettera di Berlicche a Malacoda, in attesa dell’approvazione della nuova rete ospedaliera della Regione Sardegna da parte del Governo.

Caro Malacoda,

ci siamo distratti un attimo e la rete ospedaliera è stata approvata. Il provvedimento è stato faticosamente approvato dal Consiglio Regionale dopo un dibattito durato anni, che ha portato alla luce tutti i campanilismi più assurdi sostenuti dai vari stakeholder locali.

Nel documento sardo ci sono numerose dissonanze, tra quanto previsto dalle norme nazionali e quanto preteso dalle norme locali.

Tra gli aspetti più rilevanti, vi è la Classificazione ospedali. Oltre a quelle previste dal Decreto Ministeriale, il documento sardo aggiunge alcune bislacche classificazioni non previste in origine, tipo “I livello rinforzato” oppure “ospedale di base con servizi di I livello”, “ospedale di zona disagiata “ o il presidio “nodo della rete ospedaliera regionale” o almeno, in diversi casi, non è chiara l’attribuzione di funzioni e di attività a strutture che non rivestono carattere di ospedali di base o di I° o II° livello.

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RETE OSPEDALIERA SARDA: SANITARIA O ELETTORALE?

FARE RETE

la riforma passò, così come avevamo previsto e, giustamente, ‘vincitori’ festeggiano. Ma se andiamo a considerare il prima e il dopo voto, tante situazioni interessanti possono essere oggetto di valutazione e c’è da pensare (o da piangere?).

A partire da una schermaglia tra l’europarlamentare, ed ex governatore, Soru che contestava un’ipotetica “invasione di campo” al sindaco Zedda, che, seppur con notevole ritardo e scarsa convinzione, esprimeva dubbi e contrarietà circa la devastazione della sanità a Cagliari (leggi chiusura dell’ospedale Marino e del Binaghi).

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APPROVATA RETE OSPEDALIERA REGIONE SARDEGNA

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La rete ospedaliera adesso è realtà. Il Consiglio regionale ha approvato la riforma con 30 voti favorevoli, 20 contrari e 3 astenuti.

In maggioranza i malumori di Campo progressista, espressi col voto contrario di Anna Maria Busia e l’astensione di Francesco Agus, critici con la riorganizzazione delle cure in Sardegna.

Dure le critiche da parte dell’opposizione che con un coro unanime parla di “riforma fallimentare”.

La rete ospedaliera prevede la concentrazione di reparti ad alta specializzazione nei poli con un maggiore bacino di abitanti.

Per questo motivo sono stati scelti il Brotzu di Cagliari e l’Aou-SS Annunziata di Sassari come presìdi d’eccellenza. Dopo le trattative in Consiglio regionale, anche il San Francesco di Nuoro, vista la sua posizione di riferimento per tutto il centro Sardegna, è stato dotato di qualche servizio specializzato in più.

Attorno a questi tre poli, ci sono gli altri ospedali che assumono la classificazione di primo livello che avranno anche i reparti di rianimazione, terapia intensiva, cardiologia e radiologia intensiva. Nel resto del territorio ci sono  i nodi della rete, ospedali che garantiscono le cure primarie in collegamento con i poli sanitari specializzati del territorio. Infine, ci sono gli ospedali di zona disagiata che hanno il compito di levare la paura nei territori più periferici.

Sono i presìdi di Sorgono, Bosa, La Maddalena, Muravera e Ghilarza. Avranno un punto di pronto soccorso in grado di garantire una chirurgia programmata e il primo intervento, mentre per la Maddalena è stata inserita anche la camera iperbarica e la pediatria.

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/10/25/sanit_la_rete_ospedaliera_una_realt_dal_consiglio_regionale_l_ok-68-659351.html

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VIAGGIO CON PIU’ FERMATE SULLA SANITA’ IN REGIONE SARDEGNA

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Per completezza d’informazione su tutto quanto ruota intorno alla sanità in Regione Sardegna, riteniamo corretto segnalare che sul quotidiano on line Ad Maiora Media, http://sardegna.admaioramedia.it, diretto dal giornalista Fabio Meloni, viene pubblicata una Storia ‘recente’ della Sanità Sarda, a puntate, raccontata da un “professionista sanitario esperto” che si cela dietro lo pseudonimo di “Doctor House”.

Ogni puntata è dedicata ad un tema differente, finora ne sono state pubblicate cinque, nelle prossime settimane saranno condivise ulteriori approfondimenti.

Nessun altro intento se non quello di confrontarci con un punto di vista pur celato dietro l’anonimato.

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APPROVATO IL PASSAGGIO AGLI ARTICOLI DELLA PROPOSTA PER LA RIDEFINIZIONE DELLA RETE OSPEDALIERA SARDA

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Il Consiglio regionale ha approvato il passaggio agli articoli della proposta di ridefinizione dalla rete ospedaliera della Regione.

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha proseguito la discussione generale sul Documento n. 16/XV/A-Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna.

Il presidente ha dato la parola al primo degli iscritti a parlare, il consigliere Michele Cossa, dei Riformatori sardi. Michele Cossa ha ribadito la necessità di una riforma più volte espressa dal suo gruppo ed ha aggiunto che, anzi, «andava fatta prima, con più risorse e meno problemi, ma la proposta della Giunta è profondamente sbagliata perché andavano studiate innanzitutto le cause profonde del disavanzo riconducibili in buona parte all’handicap dell’insularità». Inoltre, ha proseguito, «è una riforma sbagliata nei tempi perché la Giunta ha cincischiato per tre anni ed oggi pretende di cambiare marcia nell’ultimo anno di legislatura, ha tralasciato la rete dei servizi territoriali che viene prima della rete ospedaliera, sbagliata nel merito e nella sostanza, non per la centralizzazione di servizi amministrativi ma perchè si è premiato chi demerita e non chi lavora bene, sbagliata anche perché non taglia dove si serve, protegge poteri sanitari amici, ignora eccellenze, compiace il politico locale sui territori, conserva reparti finti e chiude reparti veri, mette gli uni contro gli altri, fa scempio infine di buone pratiche peggiorando la qualità sanità sarda».

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ATS-AO-AOU SARDEGNA: CHI VOLETE IN CROCE, GESU’ O BARABBA?

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Sbaglia Moirano o sono da licenziare i direttori delle aziende ospedaliere ?

Continua a esserci confusione  da parte della Giunta Regionale sui costi effettivi della sanità nella nostra isola e certo non contribuisce a fare chiarezza il comunicato dell’Azienda per la Tutela della Salute (Ats) appena pubblicato sui giornali.

L’Ats afferma che nel 2016 il disavanzo è stimato in circa 300 milioni, “con una riduzione dei costi di 62 milioni“, assicurando inoltre che nel 2017 i costi verranno ridotti ulteriori 30 milioni.

Non è chiaro se il comunicato dell’Ats si riferisca solo alla spesa della stessa azienda (cioè delle ex otto ASL territoriali preesistenti alla sua istituzione) oppure alla spesa sanitaria regionale complessiva ma in ogni caso i conti non tornano.

Infatti, come certifica il Ministero dell’Economia nel report “Monitoraggio della spesa sanitaria 2017” la spesa sarda nel 2016 non ha conosciuto alcuna diminuzione, tantomeno di 62 milioni, ma anzi ha visto un aumento di ben 41 milioni, passando dai 3238 milioni del 2015 ai 3279 del 2016.

Allora o l’Ats si sbaglia clamorosamente oppure si riferisce solo alla spesa di sua stretta competenza e allora sulle altre tre aziende del sistema, Il Brotzu e i due Policlinici, non solo ricadrebbe in toto l’aumento di 41 milioni ma si sarebbero “mangiate” pure il risparmio di 62 realizzato dall’Ats, cioè insieme avrebbero aumentato la spesa di 103 milioni in un anno.

Roba da licenziare in tronco i direttori generali oppure, se, come mi pare probabile, non è così, da licenziare in tronco sarebbe quello che va in giro a diffonderre dati sbagliati.

Ancora più curioso il caso relativo al 2017 nel quale a sentire le affermazioni degli Assessori Arru  e Paci , il buco sarebbe di circa 250 milioni il che, sommato alla cifra impegnata nel bilancio del 2017 (3098 milioni ), porterebbe il totale alla stratosferica cifra di circa 3344 milioni.

Questo rappresenterebbe il tetto massimo mai raggiunto dalal spesa sanitaria nella nostra isola, con un aumento di  106 milioni rispetto alla cifra spesa nel 2014, ultimo anno di competenza della Giunta precedente.

Non male per chi aveva sbandierato ai quattro venti che avrebbe riportato la spesa sanitaria sotto controllo, vero ?

Sbaglia Moirano o sono da licenziare i direttori delle aziende ospedaliere ?

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VIA LIBERA DELLA COMMISSIONE SANITA’ ALLA RIFORMA DELLA RETE OSPEDALIERA SARDA

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HABEMUS RETEM HOSPITALIERA

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“Siamo soddisfatti”, dice Francesco Pigliaru sul voto del ddl della ospedaliera in commissione Sanità del Consilio regionale. Il presidente della Regione è stato il primo a commentare il via libera in una nota congiunta con l’assessore alla Sanità,  Luigi Arru.

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CONTRORDINE COMPAGNI: SULLE CHIRURGIE NELLE ZONE DISAGIATE ABBIAMO SCHERZATO.

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Mantenere la chirurgia negli ospedali di zona disagiata costerà ai contribuenti sardi circa otto milioni di euro annui.

La maggioranza di centrosinistra ha ratificato il mantenimento del reparto di chirurgia negli ospedali di zona disagiata, ovvero a Bosa, Isili, Muravera, Sorgono e Tempio. L’orientamento era già emerso la scorsa settimana dai lavori della commissione Sanità che sul punto aveva già modificando il ddl della Giunta. Il quale, al contrario, prevedeva di accorpare la chirurgia alla medicina generale.

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MIRACOLO IN COMMISSIONE SANITA’ SULLE LINEE DI INDIRIZZO ATTI AZIENDALI ATS SARDEGNA, AOU SS E CA, AO CAGLIARI

MIRACOLO

Via libera in commissione Sanità del Consiglio regionale alle linee di indirizzo per redigere gli atti aziendali della Asl unica (Ats), delle due Aou di Cagliari e Sassari e dell’Azienda Brotzu. La maggioranza di centrosinistra non si è presentata compatta all’appuntamento e nonostante le rassicurazioni avute nel vertice della scorsa settimana Lorenzo Cozzolino del Pd e Augusto Cherchi del PdS hanno preferito astenersi dal voto. Hanno invece abbandonato i lavori della commissione, presieduta da Raimondo Perra (Psi), i consiglieri di minoranza, mentre Emilio Usula dei Rossomori ha votato contro.

“Il documento veste un’abito preciso per l’ospedale San Francesco di Nuoro, che diventa una struttura di primo livello potenziato, creando quindi le condizioni perché molte specialità mediche oggi presenti scompaiano – dice Usula motivando il suo No – ho chiesto che venisse stralciata questa parte e che venisse estesa al San Francesco la valenza strategica regionale, ma la proposta è stata respinta dalla maggioranza”. Nel frattempo è in corso un nuovo vertice del centrosinistra – presente il governatore Francesco Pigliaru – per mettere a punto un calendario delle priorità da portare all’attenzione del Consiglio regionale nelle prossime settimane: tra queste anche la riorganizzazione della rete ospedaliera a la nuova legge urbanistica.

 

Sanità, via libera in commissione a linee guida per atti aziendali

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