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HABEMUS RETEM HOSPITALIERA

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“Siamo soddisfatti”, dice Francesco Pigliaru sul voto del ddl della ospedaliera in commissione Sanità del Consilio regionale. Il presidente della Regione è stato il primo a commentare il via libera in una nota congiunta con l’assessore alla Sanità,  Luigi Arru.

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CONTRORDINE COMPAGNI: SULLE CHIRURGIE NELLE ZONE DISAGIATE ABBIAMO SCHERZATO.

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Mantenere la chirurgia negli ospedali di zona disagiata costerà ai contribuenti sardi circa otto milioni di euro annui.

La maggioranza di centrosinistra ha ratificato il mantenimento del reparto di chirurgia negli ospedali di zona disagiata, ovvero a Bosa, Isili, Muravera, Sorgono e Tempio. L’orientamento era già emerso la scorsa settimana dai lavori della commissione Sanità che sul punto aveva già modificando il ddl della Giunta. Il quale, al contrario, prevedeva di accorpare la chirurgia alla medicina generale.

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MIRACOLO IN COMMISSIONE SANITA’ SULLE LINEE DI INDIRIZZO ATTI AZIENDALI ATS SARDEGNA, AOU SS E CA, AO CAGLIARI

MIRACOLO

Via libera in commissione Sanità del Consiglio regionale alle linee di indirizzo per redigere gli atti aziendali della Asl unica (Ats), delle due Aou di Cagliari e Sassari e dell’Azienda Brotzu. La maggioranza di centrosinistra non si è presentata compatta all’appuntamento e nonostante le rassicurazioni avute nel vertice della scorsa settimana Lorenzo Cozzolino del Pd e Augusto Cherchi del PdS hanno preferito astenersi dal voto. Hanno invece abbandonato i lavori della commissione, presieduta da Raimondo Perra (Psi), i consiglieri di minoranza, mentre Emilio Usula dei Rossomori ha votato contro.

“Il documento veste un’abito preciso per l’ospedale San Francesco di Nuoro, che diventa una struttura di primo livello potenziato, creando quindi le condizioni perché molte specialità mediche oggi presenti scompaiano – dice Usula motivando il suo No – ho chiesto che venisse stralciata questa parte e che venisse estesa al San Francesco la valenza strategica regionale, ma la proposta è stata respinta dalla maggioranza”. Nel frattempo è in corso un nuovo vertice del centrosinistra – presente il governatore Francesco Pigliaru – per mettere a punto un calendario delle priorità da portare all’attenzione del Consiglio regionale nelle prossime settimane: tra queste anche la riorganizzazione della rete ospedaliera a la nuova legge urbanistica.

 

Sanità, via libera in commissione a linee guida per atti aziendali

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BREAKING NEWS: LA SANITA’ SARDA E’ UN COLABRODO. RIPRODUZIONE RISERVATA. COPYRIGHT. E CHE NON SI SAPPIA IN GIRO…

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La risalita è appena cominciata e la luce dal fondo del pozzo inizia a intravedersi. Ma il cammino è lungo, anche perché segnato da diversi ostacoli da rimuovere. La sanità in Sardegna assomiglia a un insaziabile buco nero che ogni anno fagocita metà del bilancio regionale ma nonostante il continuo afflusso di denaro continua a viaggiare in perdita: 300 milioni di euro l’ultimo deficit accumulato dalle otto ex Asl. Un colabrodo, segnato da falle piccole e grandi.

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STABILITI GLI OBIETTIVI PER I DG DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE SARDEGNA

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Assegnati ai direttori generali delle Aziende del sistema sanitario gli obiettivi per il 2017. Accogliendo la proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, la Giunta ha articolato gli obiettivi ritenuti strategici in tre aree: quella dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, l’area della sostenibilità economico-finanziaria e l’area informatica e dei flussi informativi. Il conseguimento degli obiettivi sarà valutato per l’attribuzione dell’integrazione allo stipendio dei direttori generali.

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INFERMIERI PENITENZIARI BADU ‘E CARROS E MAMONE: RIASSUNZIONE, SELEZIONI RISERVATE O PREVISIONE IN FINANZIARIA

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Il problema dei nove infermieri delle carceri di Badu ‘e Carros e Mamone, licenziati a dicembre dalla Asl, è da alcuni giorni sul tavolo di Fulvio Moirano, direttore dell’Ats, l’azienda per la tutela della salute. L’impegno è rivolto a trovare una via per la loro riassunzione o comunque l’apertura di una selezione riservata, dove possano fare valere professionalità e anzianità di servizio maturate all’interno del sistema sanitario dove hanno operato per diversi anni. L’altra strada è una previsione, per il reimpiego, da inserire nella legge finanziaria, che nelle prossime settimane approderà in Consiglio regionale. Un atto per il quale si sono impegnati i consiglieri eletti nella provincia di Nuoro, se la soluzione amministrativa interna all’Ats non dovesse andare in porto.

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MOIRANO, D.G. ATS SARDEGNA, SULLA GESTIONE DELLA ASL UNICA

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Primo mese di lavoro per Fulvio Moirano, a cui il presidente Francesco Pigliaru ha affidato la gestione della Asl unica Ats. Percorso in due tappe che sta cominciando con l’incorporamento di otto aziende sanitarie territoriali. “Entro giugno contiamo di concludere la procedura”, dice il manager classe ’52  in questa intervista esclusiva a Sardinia Post. Moirano, che in tre anni ha ripianato in Piemonte le perdite milionarie degli ospedali, un’idea sulla spesa sarda se l’è già fatta. “Non ci sono costi fuori controllo – osserva -: certo, i bilanci li possiamo migliorare cambiando la gestione”. E oltre al completamento della fusione entro sei-otto mesi, il direttore generale dell’Ats si è dato anche una seconda scadenza: far entrare a regime, in un anno e mezzo, i nuovi modelli organizzativi.

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OTTO ANNI DI SANITA’ SARDA: + 619 MILIONI DI SPESA E COSTI

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In otto anni il costo della sanità sarda è aumentato di 619 milioni, dai 2,67 miliardi del 2007 ai 3,89 del 2015. Il massimo incremento si è registrato nel 2008, quando la spesa dell’assistenza medica e ospedaliera fece segnare un più 162.443 milioni in dodici mesi. Di contro il 2013 è stato l’anno con l’aumento più contenuto, pari a 29.741 euro. I numeri sono scritti nel report dell’assessorato regionale alla Sanità che per il 2016 punta a ridurre la spesa totale delle Asl, per la prima volta nel decennio. Ma resta difficile il percorso verso la riduzione del disavanzo, stimato in 750 milioni sino al 2018. Nel dettaglio, questo il quadro: dai 2.670.793 euro del 2007 si è passati ai 2.833.236 del 2008 (+162.443). Nel 2009 le Asl costarono 2.995.614 (+162.378). Nel 2010 si è arrivati a 3.071.155 (+75.541). Nel 2011 il bilancio della sanità sarda è salito a 3.138.827 (+67.672). Sul 2012 l’assistenza medica e ospedaliera valeva 3.166.475 (+27.648). Nel 2013 la spesa totale fu di 3.196.216 (+29.741). Ancora un aumento nel 2014 a quota 3.246.117 (+49.901). Quindi i 3.289.778 del 2015 (+43.661).

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