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VIAGGIO CON PIU’ FERMATE SULLA SANITA’ IN REGIONE SARDEGNA

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Per completezza d’informazione su tutto quanto ruota intorno alla sanità in Regione Sardegna, riteniamo corretto segnalare che sul quotidiano on line Ad Maiora Media, http://sardegna.admaioramedia.it, diretto dal giornalista Fabio Meloni, viene pubblicata una Storia ‘recente’ della Sanità Sarda, a puntate, raccontata da un “professionista sanitario esperto” che si cela dietro lo pseudonimo di “Doctor House”.

Ogni puntata è dedicata ad un tema differente, finora ne sono state pubblicate cinque, nelle prossime settimane saranno condivise ulteriori approfondimenti.

Nessun altro intento se non quello di confrontarci con un punto di vista pur celato dietro l’anonimato.

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APPROVATO IL PASSAGGIO AGLI ARTICOLI DELLA PROPOSTA PER LA RIDEFINIZIONE DELLA RETE OSPEDALIERA SARDA

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Il Consiglio regionale ha approvato il passaggio agli articoli della proposta di ridefinizione dalla rete ospedaliera della Regione.

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha proseguito la discussione generale sul Documento n. 16/XV/A-Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna.

Il presidente ha dato la parola al primo degli iscritti a parlare, il consigliere Michele Cossa, dei Riformatori sardi. Michele Cossa ha ribadito la necessità di una riforma più volte espressa dal suo gruppo ed ha aggiunto che, anzi, «andava fatta prima, con più risorse e meno problemi, ma la proposta della Giunta è profondamente sbagliata perché andavano studiate innanzitutto le cause profonde del disavanzo riconducibili in buona parte all’handicap dell’insularità». Inoltre, ha proseguito, «è una riforma sbagliata nei tempi perché la Giunta ha cincischiato per tre anni ed oggi pretende di cambiare marcia nell’ultimo anno di legislatura, ha tralasciato la rete dei servizi territoriali che viene prima della rete ospedaliera, sbagliata nel merito e nella sostanza, non per la centralizzazione di servizi amministrativi ma perchè si è premiato chi demerita e non chi lavora bene, sbagliata anche perché non taglia dove si serve, protegge poteri sanitari amici, ignora eccellenze, compiace il politico locale sui territori, conserva reparti finti e chiude reparti veri, mette gli uni contro gli altri, fa scempio infine di buone pratiche peggiorando la qualità sanità sarda».

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ATS-AO-AOU SARDEGNA: CHI VOLETE IN CROCE, GESU’ O BARABBA?

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Sbaglia Moirano o sono da licenziare i direttori delle aziende ospedaliere ?

Continua a esserci confusione  da parte della Giunta Regionale sui costi effettivi della sanità nella nostra isola e certo non contribuisce a fare chiarezza il comunicato dell’Azienda per la Tutela della Salute (Ats) appena pubblicato sui giornali.

L’Ats afferma che nel 2016 il disavanzo è stimato in circa 300 milioni, “con una riduzione dei costi di 62 milioni“, assicurando inoltre che nel 2017 i costi verranno ridotti ulteriori 30 milioni.

Non è chiaro se il comunicato dell’Ats si riferisca solo alla spesa della stessa azienda (cioè delle ex otto ASL territoriali preesistenti alla sua istituzione) oppure alla spesa sanitaria regionale complessiva ma in ogni caso i conti non tornano.

Infatti, come certifica il Ministero dell’Economia nel report “Monitoraggio della spesa sanitaria 2017” la spesa sarda nel 2016 non ha conosciuto alcuna diminuzione, tantomeno di 62 milioni, ma anzi ha visto un aumento di ben 41 milioni, passando dai 3238 milioni del 2015 ai 3279 del 2016.

Allora o l’Ats si sbaglia clamorosamente oppure si riferisce solo alla spesa di sua stretta competenza e allora sulle altre tre aziende del sistema, Il Brotzu e i due Policlinici, non solo ricadrebbe in toto l’aumento di 41 milioni ma si sarebbero “mangiate” pure il risparmio di 62 realizzato dall’Ats, cioè insieme avrebbero aumentato la spesa di 103 milioni in un anno.

Roba da licenziare in tronco i direttori generali oppure, se, come mi pare probabile, non è così, da licenziare in tronco sarebbe quello che va in giro a diffonderre dati sbagliati.

Ancora più curioso il caso relativo al 2017 nel quale a sentire le affermazioni degli Assessori Arru  e Paci , il buco sarebbe di circa 250 milioni il che, sommato alla cifra impegnata nel bilancio del 2017 (3098 milioni ), porterebbe il totale alla stratosferica cifra di circa 3344 milioni.

Questo rappresenterebbe il tetto massimo mai raggiunto dalal spesa sanitaria nella nostra isola, con un aumento di  106 milioni rispetto alla cifra spesa nel 2014, ultimo anno di competenza della Giunta precedente.

Non male per chi aveva sbandierato ai quattro venti che avrebbe riportato la spesa sanitaria sotto controllo, vero ?

Sbaglia Moirano o sono da licenziare i direttori delle aziende ospedaliere ?

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VIA LIBERA DELLA COMMISSIONE SANITA’ ALLA RIFORMA DELLA RETE OSPEDALIERA SARDA

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“Siamo soddisfatti”, dice Francesco Pigliaru sul voto del ddl della ospedaliera in commissione Sanità del Consilio regionale. Il presidente della Regione è stato il primo a commentare il via libera in una nota congiunta con l’assessore alla Sanità,  Luigi Arru.

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CONTRORDINE COMPAGNI: SULLE CHIRURGIE NELLE ZONE DISAGIATE ABBIAMO SCHERZATO.

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Mantenere la chirurgia negli ospedali di zona disagiata costerà ai contribuenti sardi circa otto milioni di euro annui.

La maggioranza di centrosinistra ha ratificato il mantenimento del reparto di chirurgia negli ospedali di zona disagiata, ovvero a Bosa, Isili, Muravera, Sorgono e Tempio. L’orientamento era già emerso la scorsa settimana dai lavori della commissione Sanità che sul punto aveva già modificando il ddl della Giunta. Il quale, al contrario, prevedeva di accorpare la chirurgia alla medicina generale.

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MIRACOLO IN COMMISSIONE SANITA’ SULLE LINEE DI INDIRIZZO ATTI AZIENDALI ATS SARDEGNA, AOU SS E CA, AO CAGLIARI

MIRACOLO

Via libera in commissione Sanità del Consiglio regionale alle linee di indirizzo per redigere gli atti aziendali della Asl unica (Ats), delle due Aou di Cagliari e Sassari e dell’Azienda Brotzu. La maggioranza di centrosinistra non si è presentata compatta all’appuntamento e nonostante le rassicurazioni avute nel vertice della scorsa settimana Lorenzo Cozzolino del Pd e Augusto Cherchi del PdS hanno preferito astenersi dal voto. Hanno invece abbandonato i lavori della commissione, presieduta da Raimondo Perra (Psi), i consiglieri di minoranza, mentre Emilio Usula dei Rossomori ha votato contro.

“Il documento veste un’abito preciso per l’ospedale San Francesco di Nuoro, che diventa una struttura di primo livello potenziato, creando quindi le condizioni perché molte specialità mediche oggi presenti scompaiano – dice Usula motivando il suo No – ho chiesto che venisse stralciata questa parte e che venisse estesa al San Francesco la valenza strategica regionale, ma la proposta è stata respinta dalla maggioranza”. Nel frattempo è in corso un nuovo vertice del centrosinistra – presente il governatore Francesco Pigliaru – per mettere a punto un calendario delle priorità da portare all’attenzione del Consiglio regionale nelle prossime settimane: tra queste anche la riorganizzazione della rete ospedaliera a la nuova legge urbanistica.

 

Sanità, via libera in commissione a linee guida per atti aziendali

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BREAKING NEWS: LA SANITA’ SARDA E’ UN COLABRODO. RIPRODUZIONE RISERVATA. COPYRIGHT. E CHE NON SI SAPPIA IN GIRO…

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La risalita è appena cominciata e la luce dal fondo del pozzo inizia a intravedersi. Ma il cammino è lungo, anche perché segnato da diversi ostacoli da rimuovere. La sanità in Sardegna assomiglia a un insaziabile buco nero che ogni anno fagocita metà del bilancio regionale ma nonostante il continuo afflusso di denaro continua a viaggiare in perdita: 300 milioni di euro l’ultimo deficit accumulato dalle otto ex Asl. Un colabrodo, segnato da falle piccole e grandi.

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STABILITI GLI OBIETTIVI PER I DG DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE SARDEGNA

OBIETTIVI

Assegnati ai direttori generali delle Aziende del sistema sanitario gli obiettivi per il 2017. Accogliendo la proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, la Giunta ha articolato gli obiettivi ritenuti strategici in tre aree: quella dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, l’area della sostenibilità economico-finanziaria e l’area informatica e dei flussi informativi. Il conseguimento degli obiettivi sarà valutato per l’attribuzione dell’integrazione allo stipendio dei direttori generali.

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