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CONTROLLO DELLE ATTIVITA’ SANITARIE PUBBLICHE E PRIVATE SVOLTE PER IL SSN

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Approvato il decreto con cui la Regione Lazio innova, modifica e semplifica le modalità di controllo delle attività sanitarie svolte dalle strutture pubbliche e da quelle private accreditate ammesse ad erogare cure per conto e a carico del Sistema sanitario nazionale (Ssn). “L’atto modifica dopo cinque anni le precedenti disposizioni e si pone l’obiettivo di esaminare almeno il 12,50% delle cartelle cliniche prodotte – ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – Attualmente ne vengono controllate oltre 92mila, quattro volte di più rispetto al 2011.

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SEI NUOVI DIRIGENTI AMMINISTRATIVI ALL’UMBERTO I. DELL’AREA SANITARIA NESSUN ACCENNO

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“La Regione Lazio, dando l’autorizzazione all’assunzione di 6 nuovi dirigenti amministrativi, forse non conosce le priorità dello status quo del Policlinico Umberto I. Dove le carenze sono tali da creare eventuali potenziali disservizi. Un ospedale al centro della capitale dove al Pronto soccorso  i pazienti in codice verde attendono anche dalle 12 alle 14 ore prima di essere assistiti. Eppure il governatore Zingaretti dà il nulla osta per professionisti che si occuperanno solo esclusivamente di mansioni di ufficio. Reclutamenti peraltro fatti utilizzando la graduatoria a scorrimento quando invece ci sarebbero in servizio  altrettanti 100 professionisti tra il numeroso personale universitario equiparato alla dirigenza amministrativa del Servizio sanitario regionale”.

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CODICE ROSSO PER LA SANITA’ LAZIALE?

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Si terranno domani, 23 marzo, a partire dalle 10:30 presso la sala “Folchi” dell’ospedale San Giovanni Addolorata, gli stati generali della sanità del Lazio. L’iniziativa, promossa dal mondo del lavoro in sanità, si inserisce nella mobilitazione partita con l’appello rivolto al Presidente Nicola Zingaretti e alla Ministra Beatrice Lorenzin sulle assunzioni del sistema sanitario regionale, che ha già portato allo proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale: senza energie nuove la sanità pubblica muore.

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DOSSETTI ONLUS: LA POLITICA REGIONE LAZIO SUI PRONTO SOCCORSO HA FALLITO. ZINGARETTI? SI DIMETTA

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Roma, 29 dic. La politica regionale dei pronto soccorso laziali ha fallito, il governatore del Lazio Zingaretti farebbe meglio a dimettersi”. E’ quanto dichiarato stamattina dal segretario nazionale dell’Associazione Dossetti, Claudio Giustozzi, intervenuto a seguito dei ripetuti disservizi registrati negli ultimi giorni nei pronto soccorso romani. “Quanto avvenuto nelle sale d’aspetto di alcuni ospedali della Capitale non restituisce il riflesso di un Paese civile – ha sottolineato Giustozzi – sebbene non sia stupìto per quanto avvenuto. Per chi, come noi, da decenni è impegnato nella tutela del diritto alla Salute, dati come quelli circolati negli ultimi tempi non sono una novità. Già 4 anni fa, la nostra Associazione denunciava la bomba a orologeria dei pronto soccorso capitolini, innescata dai tempi biblici delle liste d’attesa per le prestazioni ospedaliere. Va bene il picco di accessi – ha poi aggiunto il Segretario – ma la verità è che il Sistema, ad oggi, non è in grado di supportare la richiesta del territorio”. Le notizie degli ultimi giorni riportano una situazione giunta al limite del sostenibile e rappresentano la cartina di tornasole di Politiche sanitarie fallimentari.
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MORÌ PER PIAGHE DA DECUBITO: REGIONE LAZIO AVVIA GLI ACCERTAMENTI

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 VITERBO – Donna muore per una piaga di decubito, la Regione Lazio avvia degli accertamenti su l’Adi, l’assistenza domiciliare integrata della Asldi Viterbo. La signora V N morì il 7 agosto del 2012 dopo essere stata presuntivamente curata a domicilio per circa nove mesi da una equipe di sanitari dell’Adi, l’assistenza domiciliare integrata dell’ Asl di Viterbo. Il figlio, G B, non è convinto delle presunte cure praticate alla defunta madre, il suo pensiero corre allora a tutte quelle persone che sono ancora assistite dall’Adi di Viterbo, persone quasi sempre molto anziane ed indifese. L’assistenza domiciliare ha lo scopo di evitare i costi dell’ospedalizzazione e per questa sua opera riceve finanziamenti pubblici dal Fondo della Non Autosufficienza tramite la Regione Lazio.
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LAZIO, ARES 118: ANCHE IN EMERGENZA SI RITARDANO LE RETRIBUZIONI?

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Non bastasse la carenza di personale e mezzi dedicati all’Emergenza, ora si aggiungono anche i ritardi della Pubblica amministrazione nel certificare le prestazioni rese dalle società private affidatarie dell’appalto regionale del servizio di soccorso sanitario in emergenza nelle postazioni non coperte direttamente dall’ARES 118 del Lazio. E’ questa la ragione per la quale i dipendenti del Raggruppamento delle imprese che fanno capo alla Heart Life Croce Amica Srl non hanno ancora ricevuto lo stipendio dello scorso ottobre. La Regione non paga le fatture emesse dalle società perché l’ARES118 non controlla nei tempi utili la regolarità del servizio reso. Tra le ragioni dell’uno ed i “rimpalli” degli altri (ARES 118 e Regione Lazio), ci “Vanno per le Piste” come al solito gli operatori che anziché essere pagati per il lavoro svolto vengono utilizzati quale strumento di pressione e pagano sulla propria pelle il rischio d’impresa delle società mandatarie.

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BILANCI AZIENDE OSPEDALIERE DEL LAZIO: CONTI IN ROSSO PRATICAMENTE OVUNQUE

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San Camillo-Forlanini ha una perdita di esercizio per il 2015 di 161.799.064 di euro e una perdita di esercizio per il 2014 di 158.632.233 euro

Ospedale Sant’Andrea presenta una perdita di esercizio per il 2015 di oltre 54 milioni di euro

Ifo registra una perdita di esercizio per il 2015 di quasi 51 milioni di euro con un peggioramento di oltre 8 milioni di euro rispetto al bilancio consuntivo 2014;

San Giovanni è in grave perdita di esercizio 2015 per 98.852.004, peggiore di quella del 2014 che era stata di 91.593.797.

Spallanzani è in perdita di esercizio per il 2015 di 19.333.630.

Policlinico Tor Vergata, in attesa del consuntivo ancora non pubblicato, bilancio preventivo 2015 che riporta perdita pari a oltre 68 milioni di euro.

Ares 118 che ha chiuso il 2015 in rosso per 17,7 milioni di euro, quasi due milioni in peggio rispetto all’anno precedente

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REGIONE LAZIO: PROFONDO ROSSO PER LE AZIENDE OSPEDALIERE E UNIVERSITARIE

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Sanità regionale, profondo rosso per le aziende ospedaliere e universitarie

Presentati i bilanci, in deficit i 6 maggiori ospedali. Solo il Policlinico di Tor Vergata ha recuperato 10 milioni , S. Camillo e Umberto I hanno peggiorato i conti. Se il segno meno resta una costante, a rischio l’uscita della sanità laziale dal commissariamento.

Tutte in rosso le aziende ospedaliere e universitarie del Lazio che nel 2017-2019, in base alla legge finanziaria dello scorso anno, dovranno presentare il piano di rientro dal deficit. Disavanzo per San Camillo/Forlanini, S. Giovanni, Policlinico Umberto I, Ifo (Regina Elena-San Gallicano), Sant’Andrea e Policlinico Tor Vergata per un totale di 520,7 milioni.

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LAZIO: NUOVO REPARTO DI PSICHIATRIA AL POLICLINICO TOR VERGATA

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NUOVO REPARTO DI PSICHIATRIA AL POLICLINICO TOR VERGATA

Dopo anni di disinteresse per le condizioni di vita di pazienti con disturbi psichiatrici e delle loro famiglie, alle prese spesso con problemi che hanno ripercussioni enormi anche nella gestione della vita quotidiana, dalla Regione arrivano una serie di risposte innovative e utili: la Regione ha investito 1 milione di euro per questa struttura moderna e all’avanguardia, di 1200mq, attesa da 15 anni.

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