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SANITÀ CALABRESE: OLTRE IL DIBATTITO C’È DI PIÙ

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Da settimane il dibattito sulla gestione della sanità calabrese è limitato a tre soli argomenti: 1) la sostituzione, data per imminente, dell’attuale commissario del governo, Massimo Scura; 2) la fine del commissariamento, auspicata intanto dal senatore forzista Marco Siclari, che però non ha mai indicato come debba e possa avvenire in base alle norme vigenti in materia; 3) il nome del successore di Scura o del sub-commissario da affiancargli.

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CALABRIA: MOBILITÀ OSPEDALIERA INTERREGIONALE

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All’iniziativa hanno preso parte Mario Oliverio, Presidente della Giunta Regionale; Franco Pacenza, delegato in materia di politiche sanitarie; Bruno Zito, Direttore Generale Dipartimento Tutela della Salute; i Direttori Generali, Sanitari e dei dipartimenti delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della regione; i rappresentanti dei Sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil, quelli medici di Finmg, Anaao, Assomed, Sumai e delle associazioni di categoria delle Strutture accreditate Aiop, Anisap e Assipa.

La ricerca, condotta attraverso l’osservatorio interregionale per lo sviluppo dei servizi sanitari del Cergas Bocconi, curato da Francesco Longo, Alberto Ricci ed Elisabetta Barzan, confrontando i Servizi Sanitari regionali del Mezzogiorno per condividere buone pratiche, individuare criticità e politiche di intervento, ha inquadrato le diverse cause che originano la mobilità passiva: l’insufficiente qualità clinico-gestionale, effettiva o percepita dal paziente, la limitata dotazione di posti letto, la presenza di distorsioni nella regolazione dell’attività ospedaliera.

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CALABRIA: C’ERANO UNA VOLTA LE RSA?

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“In Calabria è a rischio l’intero sistema di welfare socio-sanitario, con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro ed il venir meno della stessa rete territoriale di assistenza”. A lanciare l’allarme sono le associazioni rappresentative delle strutture socio-assistenziali  Uneba, Anaste, Agidae e Aris, che con una conferenza stampa hanno posto l’attenzione sulla vicenda della quota sociale delle rette destinate alle Rsa.

“Fra il 2010 e il 2014 la Regione ha versato solo il 50 per cento della quota sociale. Per anni le aziende sono state costrette a rivolgersi ai Tribunali per vedersi riconosciuto quanto dovuto”, denunciano i rappresentanti regionali Ferdinando Scorza, Michele Garo, Massimo Poggi e Pietro Siclari. “L’ultimo pagamento risale al settembre 2016, ma non solo le quote non vengono versate da 13 mesi – aggiungono i rappresentanti delle strutture –   addirittura la Regione, attraverso l’avvocatura, ci chiede la restituzione delle somme trasferite negli anni tra il 2010 e il 2014”.

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INFERMIERI PRECARI CONTRO PROCEDURE STABILIZZAZIONE REGIONE CALABRIA

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A Palazzo Alemanni in Catanzaro, si è concluso con la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa il confronto avviato il 27 settembre scorso fra il Commissario del Piano Sanitario di Rientro Regione Calabria, Massimo Scura, le organizzazioni sindacali rappresentative del personale del Comparto ed i Direttori Generali delle ASP e delle Aziende Ospedaliere della Calabria.

Un Protocollo che mette ordine nelle procedure relative alle nuove assunzioni, alla conseguente mobilità infra ed extraregionale, alle stabilizzazioni dei tanti precari che operano nel Servizio sanitario calabrese, alle proroghe dei rapporti di lavoro a tempo determinato e di lavoro flessibile e alla riqualificazione professionale degli Operatori Socio Sanitari ovvero gli OSS.

Adesso la parola passa alle singole Aziende Ospedaliere e Sanitarie Territoriali, che dovranno verificare, innanzitutto, l’effettivo fabbisogno di personale ed avviare e/o completare le procedure indicate nel Protocollo.

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PRECARI SI DIVENTA E A VOLTE SI RIMANE…

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Gli ospedali scoppiano per mancanza di personale e i rischi di errori e casi di malasanità sono in agguato poiché non viene rispettato il periodo di riposo tra un turno e l’altro di lavoro, previsto dalla legge 161/2014. C’è anche il pericolo che, oltre alle carenze d’organico, si verifichi il venir meno di alcune centinaia di infermieri, oss e “camici bianchi”, attualmente in servizio con contratti a tempo determinato.

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LA SCURE DI SCURA SUI BILANCI ASL CATANZARO, AO PUGLIESE-CIACCIO, ASL VIBO VALENTIA

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Con tre differenti decreti firmati ieri dal commissario Massimo Scura e dal sub commissario Andrea Urbani sono stati dichiarati “non approvati” il bilancio d’esercizio dell’anno 2014 dell’Azienda ospedaliera di Catanzaro “Pugliese-Ciaccio” che presenta una perdita pari a 3,7 milioni di euro; il bilancio d’esercizio 2014 dell’Asp di Catanzaro, che presenta una perdita pari a 7,5 milioni di euro e, infine, il bilancio d’esercizio 2014 dell’Asp di Vibo Valentia che pur presentando un utile di 73mila euro è stato oggetto del parere non favorevole del collegio sindacale. È stato invece approvato dai commissari ad acta il bilancio d’esercizio relativo al 2015 dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria.

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ASP, PUGLIESE-CIACCIO E POLICLINICO DANNO I NUMERI: 54 MEDICI, 2 FARMACISTI, 8 TECNICI, 24 OSS. 4 BIOLOGI, 47 INFERMIERI, 1 FISICO DIRIGENTE

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Sono iniziati in questi giorni a Palazzo Alemanni, sede della Struttura commissariale, gli incontri (e a volte anche gli scontri) tra il Commissario ad acta, il dipartimento regionale Tutela della salute (rappresentato dal direttore del settore personale Armando Pagliaro) e i direttori generali o commissari straordinari delle Asp e delle aziende ospedaliere, per pianificare l’assunzione delle unità di personale che, oltre ai 616 profili già autorizzati per le emergenze con il decreto 134, serviranno alle Aziende per funzionare a regime e pervenire ad un assetto organizzativo “normale”. L’obiettivo, nel dettaglio, è definire il numero esatto di medici, biologi, farmacisti e altri dirigenti sanitari, tecnici e amministrativi, oltre a personale del comparto quali tecnici della riabilitazione, di radiologia e di laboratorio. Tra martedì e ieri sono state sentite le tre aziende di Catanzaro, cioè l’Asp, l’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e il Policlinico Mater Domini. Da un primo confronto sono emerse istanze ben precise: l’Asp ha chiesto 16 nuovi medici, 2 farmacisti, 8 tecnici e altri 13 oss. Il Pugliese-Ciaccio, anche per avviare i nuovi reparti di chirurgia toracica, la stroke unit per curare gli ictus e la breast unit per assistere le donne con tumore al seno, ha avanzato la richiesta di 27 nuovi medici, un dirigente di struttura complessa di fisica, 3 biologi e 37 nuovi infermieri. Il Policlinico ha chiesto, per rafforzare la propria produzione, 11 nuovi medici, un biologo, 10 ulteriori infermieri e 11 oss.

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CISL FP SU IMBOSCATI FANNULLONI E ASSENTEISTI SANITA’ CALABRESE

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“La ricerca Cergas-Bocconi su inidoneità e limitazioni lavorative del personale del servizio sanitario nazionale conferma che il fenomeno è preoccupante ma queste persone non sono “imboscati”. E’ quanto afferma il segretario generale della Cisl-FP Calabria Antonio Bevacqua.  “Il valore medio si attesta all’11,8% con oscillazioni tra un minimo del 2,7% ad un massimo del 26,6%. Dato questo che conferma la disattenzione delle aziende al fenomeno ed alle politiche di risk management. La realtà che si è presentata ai ricercatori è quella di dati mancanti, persi nel tempo e quindi di per sé poco attendibili. Infatti, per chi vive da vicino le situazioni aziendali, la percezione del fenomeno è di gran lunga superiore e che potrebbe oscillare tra il 25 ed il 33%, considerando anche le “limitazioni” di legge riguardanti l’esenzione dalle notti delle madri con figli fino all’ottavo anno”.

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CALABRIA, A RISCHIO 616 ASSUNZIONI E SEI MESI DI PROROGHE

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Subirebbero uno stop sia le previste 616 nuove assunzioni di personale a tempo indeterminato, sia la proroga per sei mesi dei contratti di lavoro flessibile scaduti il 31 dicembre (nonché quelli stipulati ai sensi dell’art. 15 septies del decreto 502/1992) se la Struttura commissariale che governa la sanità calabrese dovesse aderire all’invito del presidente della Regione, Mario Oliverio, a sospendere il decreto 134/2016 emanato il 20 dicembre scorso. Il provvedimento sulle assunzioni è infatti tra quelli citati nella lettera che il Governatore ieri ha scritto al Commissario ad acta per il Piano di rientro dal debito sanitario Massimo Scura. Secondo Oliverio, che afferma di dare seguito a una mozione del Consiglio regionale, risulterebbero illegittimi e inopportuni anche per la «strana coincidenza con l’approvazione della legge che rimuove l’incompatibilità di funzioni tra presidenti di Regione e commissari ad acta», gli ultimi decreti commissariali sul piano delle assunzioni e sul tetto massimo di finanziamento, per il 2017, delle strutture erogatrici di prestazioni ospedaliere e territoriali.

http://www.gazzettadelsud.it/news/calabria/226880/sanita-a-rischio-assunzioni-e-proroghe.html

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BUDGET SANITÀ PRIVATA CALABRESE: DESTANO QUALCHE MALCONTENTO?

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In cifre  i commissari della Sanità hanno stabilito che nel 2017 il limite massimo di finanziamento per le strutture private accreditate sarà di 203 milioni di euro. 198 milioni saranno destinati agli istituti che erogano prestazioni sanitarie ospedaliere. Per Catanzaro sono quattro le cliniche che dovranno spartirsi il budget a disposizione: Villa del Sole, Villa Serena, Villa Michelino, Sant’Anna Hospital. La parte più cospicua del budget se l’assicurerà la sanità privata cosentina seguita a ruota da quella crotonese.

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