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IL SISTEMA SANITARIO LUCANO AI DOMICILIARI E IN CARCERE

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Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), è agli arresti domiciliari da questa mattina. Il provvedimento gli è stato notificato dalla Guardia di Finanza che ha eseguito altre 29 misure restrittive nell’ambito di un’inchiesta sul sistema sanitario lucano.

Pittella è agli arresti domiciliari nella sua casa di Lauria (Potenza). La conferma dell’arresto è giunta all’ANSA da persone vicine al governatore che hanno definito la sua posizione nella vicenda «surreale».

In carcere, invece, è finito il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Matera, Pietro Quinto, che attraverso il suo legale, Vincenzo Montagna, ha già annunciato le dimissioni dall’incarico. In carcere anche il direttore amministrativo dell’Asm Maria Benedetto. Ai domiciliari anche il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Potenza, Giovanni Chiarelli, il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, Maddalena Berardi, e un dirigente del Centro oncologico regionale della Basilicata di Rionero, Gianvito Amendola.

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VERSO IL BILINGUISMO IN SARDEGNA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INDENNITA’ AI LAVORATORI?

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Sardegna, sì alla legge per la tutela della lingua: sarà insegnata nelle scuole

Il testo approvato dalla maggioranza stanzia 7 milioni di euro per il triennio a venire e prevede l’istituzione di una Consulta che dovrà decidere sulla forma scritta. “Verso una pubblica amministrazione bilingue come in Trentino e Val d’Aosta

CCNL SANITA’ 2018 Art. 92 Indennità di bilinguismo

  1. E’ confermata l’indennità di bilinguismo, nelle misure di cui all’art. 52 del D.P.R. 270/1987.
  2. Al personale in servizio nelle Aziende e negli Enti aventi sede nella regione autonoma a statuto speciale Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano, nonché nelle altre Regioni a statuto speciale in cui vige istituzionalmente, con carattere di obbligatorietà, il sistema del bilinguismo è confermata l’apposita indennità di bilinguismo, collegata alla professionalità, nella stessa misura e con le stesse modalità previste per il personale della regione a statuto speciale Trentino Alto Adige.
  3. La presente disciplina produce effetti qualora l’istituto non risulti disciplinato da disposizioni speciali.
  4. Alla corresponsione dell’indennità di cui al presente articolo si provvede con il fondo di cui all’art. 80 (Fondo condizioni di lavoro e incarichi).
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REGIONE PUGLIA STABILIZZA 857 CPSI

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Nel corso dell’incontro odierno il Direttore del Dipartimento Promozione della salute dott. Ruscitti ed il Dirigente di Settore dott. Campobasso hanno confermato l’impegno assunto dal Presidente Emiliano con la FIALS lo scorso giorno 30 maggio 2018 che prevede la stabilizzazione di tutti i precari della sanità in possesso dei requisiti del decreto MADIA entro il 31/12/2018.

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FP CGIL VENETO: NUOVO PIANO SANITARIO REGIONALE PER AUTOCELEBRARSI?

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In merito al nuovo piano socio sanitario del Veneto non possiamo che rivendicare una vera
discussione pubblica sull’asse portante della nostra struttura istituzionale e sociale che è la tenuta
e il rilancio del sistema socio sanitario Veneto – dichiara Daniele Giordano Segretario
Generale Fp Cgil.

Come Sindacato chiediamo una discussione pubblica sull’attuale situazione del sistema socio
sanitario del Veneto invece di assistere a roboanti presentazioni dentro a lussuose ville.
Serve un confronto aperto con tutti i soggetti della sanità e del sociale ma anche con tuti i
cittadini perché stiamo parlando del futuro della salute.

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REGIONE PUGLIA: 1355 RICHIESTE DI STABILIZZAZIONE IN ASL E AO. 897 SONO INFERMIERISTICHE

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Sono 1355 i lavoratori che hanno fatto domanda per le stabilizzazioni dei rapporti di lavoro precari nelle Asl e nelle Aziende ospedaliere pugliesi.

Le domande sono effettivamente superiori, perché ciascun lavoratore potrebbe aver fatto domanda in più di una azienda, per scegliere successivamente. Secondo l’assessorato, non è mai stata fatta un’operazione di tale portata nel sistema sanitario pubblico regionale: solo tra 2004 e il 2006 ci furono alcune sanatorie di consulenti.

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SULLE MENSE OSPEDALIERE PUGLIESI: RIDURRE I COSTI E MANTENERE IL LIVELLO DEL SERVIZIO

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“Il sistema attuale funziona
benissimo, ma noi vogliamo provare a ridurre i costi ed a
mantenere la stessa qualità e gli stessi livelli occupazionali”.
Lo ha sostenuto il presidente della Regione Puglia, Michele
Emiliano, intervenendo oggi a Bari nel corso dei lavori del
Consiglio regionale, in merito alla procedura della gara unica,
da circa 300 milioni, per l’affidamento del servizio di
ristorazione delle Aziende sanitarie locali. Una situazione che
riguarda un totale di 1200 lavoratori ed ha già portato ad uno
stato di agitazione della categoria, come ricordato nell’aula
dell’assemblea legislativa dal consigliere regionale di Sinistra
Italiana, Mino Borraccino, che sulla questione ha presentato
un’interrogazione sulle scelte che la Regione si appresta a
prendere. 

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ASSOCIAZIONE INFERMIERI TERRITORIALI MOLISE

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Capire come intervenire in caso di necessità medica, quali movimenti da compiere e quali assolutamente da evitare. Per gli interventi più piccoli e i casi più semplici, dove non è necessario richiedere l’intervento degli infermieri. E proprio con questo spirito, quattro infermieri a domicilio hanno creato l’Aite, l’associazione di infermieri territoriali per spiegare le modalità con cui è possibile aiutare chi è a casa, bloccato per qualche problema fisico. 

Daniele Colucci, Andrea Di Cesare, Giovanna Spadanuda e Giuseppe Fantetti hanno così siglato la nascita dell’associazione ufficialmente con uno statuto e dall’estate prossima saranno attivi sul territorio. Il tempo di programmare progetti e organizzarsi, poi saranno in mezzo alla gente e con i cittadini per spiegare loro anche le semplici manovre per aiutare chiunque. Senza fare male a nessuno, ma al contrario per aiutare davvero chi sta male, che sia un genitore, un figlio o un anziano.«È fondamentale informare – spiega Daniele Colucci, pochi giorni dopo la firma dello statuto che ufficializza la nascita dell’associazione a cui si sono iscritti una ventina di infermieri – per questo l’unico modo, e anche il migliore, è incontrare le persone e spiegare loro quali sono i movimenti, i gesti, ciò che si può fare anche senza di noi, insomma gli interventi più semplici, quelli che non richiedono l’infermiere a domicilio sul posto».

Per questo stanno lavorando per attivare una serie di progetti per coinvolgere il maggior numero di cittadini, dai più grandi ai più piccoli. Partendo, molto probabilmente, già dall’estate nei lidi balneari. «Ci stiamo lavorando per sviluppare l’idea in ogni suo aspetto, per questo invitiamo gli infermieri che vogliono aderire e anche i medici a iscriversi e a collaborare. Sarebbe utile creare degli incontri in spiaggia per spiegare anche come evitare di arrivare alla disidratazione, evitare le scottature e saper intervenire in caso di puntura della medusa. Poi andremo nelle scuole per spiegare ciò che si può fare a casa e ciò che invece è meglio evitare, contattando invece il 118 e perciò i sanitari. Ma ecco, anche quando si chiama il 118 bisogna sapere cosa dire e come dirlo, per fare in modo che chi è dall’altra parte possa capire bene e intervenire al più presto».

Sono tutti volontari che mettono a disposizione del territorio e della comunità le loro competenze e le loro conoscenze in materia sanitaria. Molti di loro sono infermieri a domicilio e l’associazione sarà utile anche a far conoscere questa figura. «Non molti sanno che ci siamo anche noi e che lavoriamo su tutto il territorio del Basso Molise, grazie ad una convenzione con l’Asrem e con una cooperativa.

Molto spesso le persone, soprattutto chi ha bisogno di un aiuto a casa con gli anziani che non possono muoversi, che sono costretti a letto, possono chiamarci».

Tutti potranno aderire all’associazione, «per farla crescere e anche per crescere, insieme si impara di più e c’è la possibilità di confrontarsi. E poi condividiamo obiettivi comuni, il senso di appartenenza all’organizzazione e l’affermazione dell’importanza delle cure a domicilio. È un modo anche per essere ancora più vicini ai cittadini e ai pazienti soprattutto, con loro si instaura sempre un rapporto di profonda stima e fiducia, ed è questa per noi la soddisfazione più importante», conclude Daniele in rappresentanza dei suoi colleghi.

Intanto, a poche settimane dalla creazione dell’associazione, i soci sono riusciti a organizzare un evento per presentare l’Aite e per affrontare diversi temi. L’appuntamento è per il 19 maggio alle 15 nella sede dell’ente formativo Assiformat Fiap in via Venezia 116 per la presentazione con l’infermiere Daniele Colucci.

Alle 15.30 inizierà l’incontro con i diversi temi: l’individuazione del paziente a rischio, la guarigione in ambiente umido, la lettura della lesione, Time e wound bed preparation e poi i fattori che influenzano la scelta del prodotto e le principali classi di medicazioni con l’infermiere Enrica Di Spirito. Per info e contatti, si può chiamare Daniele al 3401040623, o Andrea al 3494759558.

(Pubblicato il 06/05/2018)

http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=27787

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SUCCEDE IN MAREMMA: CORSI OSS DA SALDI DI FINE STAGIONE

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Sei mesi di corso, due-tre settimane di tirocinio. Un saldo da ristrutturazione locali. Una garanzia, con delega istituzionale. Aspettiamo il Pifferaio di Hamelin… (ndr)

GROSSETO – Presentato all’Istituto Leopoldo Secondo di Lorena il nuovo percorso formativo finalizzato all’acquisizione della qualifica di Operatore Socio Sanitario (O.S.S.), indirizzo che va a sostituire il precedente indirizzo professionale di Addetto di Base (AdB).

La strada per la creazione di questo nuovo percorso formativo è stata tracciata, a partire dal 2016, dalla Regione Toscana, che ha firmato un protocollo d’intesa, nell’ambito dell’alternanza scuola/lavoro, con l’ Ufficio Scolastico Regionale, volto a garantire innovazione e a fornire un’istruzione immediatamente improntata a concrete prospettive occupazionali.

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SI STABILIZZANO I PRECARI ANCHE IN EMILIA ROMAGNA

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E’ una “buona notizia per il lavoro a Piacenza” l’accordo regionale firmato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sulle stabilizzazioni in sanità in Emilia-Romagna. Saranno oltre 800, in totale, i lavoratori che vedranno il loro clima sul lavoro passare dal “variabile” a “stabile”. Stefania Pisaroni (Fp Cgil), Claudia Civetta (Cisl Fp) e Gianmaria Pighi (Uil Fpl) esprimono “grande soddisfazione” per il risultato raggiunto. L’accordo è stato firmato oggi, giovedì 28 dicembre, in Regione.

«Questa operazione – sottolineano Pisaroni, Civetta e Pighi – darà modo anche all’azienda Ausl di Piacenza di dare stabilità al personale che ha maturato competenze ed esperienza all’interno del servizio valorizzandolo ed evitando in questo modo di disperdere un patrimonio di conoscenze e di investimenti che sono stati effettuati in questi anni per formare tale personale.

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Sardegna

BERLICCHE, IN ATTESA DELL’APPROVAZIONE RETE OSPEDALIERA SARDA DA PARTE DEL GOVERNO…

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Lettera di Berlicche a Malacoda, in attesa dell’approvazione della nuova rete ospedaliera della Regione Sardegna da parte del Governo.

Caro Malacoda,

ci siamo distratti un attimo e la rete ospedaliera è stata approvata. Il provvedimento è stato faticosamente approvato dal Consiglio Regionale dopo un dibattito durato anni, che ha portato alla luce tutti i campanilismi più assurdi sostenuti dai vari stakeholder locali.

Nel documento sardo ci sono numerose dissonanze, tra quanto previsto dalle norme nazionali e quanto preteso dalle norme locali.

Tra gli aspetti più rilevanti, vi è la Classificazione ospedali. Oltre a quelle previste dal Decreto Ministeriale, il documento sardo aggiunge alcune bislacche classificazioni non previste in origine, tipo “I livello rinforzato” oppure “ospedale di base con servizi di I livello”, “ospedale di zona disagiata “ o il presidio “nodo della rete ospedaliera regionale” o almeno, in diversi casi, non è chiara l’attribuzione di funzioni e di attività a strutture che non rivestono carattere di ospedali di base o di I° o II° livello.

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