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FP CGIL VENETO: NUOVO PIANO SANITARIO REGIONALE PER AUTOCELEBRARSI?

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In merito al nuovo piano socio sanitario del Veneto non possiamo che rivendicare una vera
discussione pubblica sull’asse portante della nostra struttura istituzionale e sociale che è la tenuta
e il rilancio del sistema socio sanitario Veneto – dichiara Daniele Giordano Segretario
Generale Fp Cgil.

Come Sindacato chiediamo una discussione pubblica sull’attuale situazione del sistema socio
sanitario del Veneto invece di assistere a roboanti presentazioni dentro a lussuose ville.
Serve un confronto aperto con tutti i soggetti della sanità e del sociale ma anche con tuti i
cittadini perché stiamo parlando del futuro della salute.

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REGIONE PUGLIA: 1355 RICHIESTE DI STABILIZZAZIONE IN ASL E AO. 897 SONO INFERMIERISTICHE

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Sono 1355 i lavoratori che hanno fatto domanda per le stabilizzazioni dei rapporti di lavoro precari nelle Asl e nelle Aziende ospedaliere pugliesi.

Le domande sono effettivamente superiori, perché ciascun lavoratore potrebbe aver fatto domanda in più di una azienda, per scegliere successivamente. Secondo l’assessorato, non è mai stata fatta un’operazione di tale portata nel sistema sanitario pubblico regionale: solo tra 2004 e il 2006 ci furono alcune sanatorie di consulenti.

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SULLE MENSE OSPEDALIERE PUGLIESI: RIDURRE I COSTI E MANTENERE IL LIVELLO DEL SERVIZIO

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“Il sistema attuale funziona
benissimo, ma noi vogliamo provare a ridurre i costi ed a
mantenere la stessa qualità e gli stessi livelli occupazionali”.
Lo ha sostenuto il presidente della Regione Puglia, Michele
Emiliano, intervenendo oggi a Bari nel corso dei lavori del
Consiglio regionale, in merito alla procedura della gara unica,
da circa 300 milioni, per l’affidamento del servizio di
ristorazione delle Aziende sanitarie locali. Una situazione che
riguarda un totale di 1200 lavoratori ed ha già portato ad uno
stato di agitazione della categoria, come ricordato nell’aula
dell’assemblea legislativa dal consigliere regionale di Sinistra
Italiana, Mino Borraccino, che sulla questione ha presentato
un’interrogazione sulle scelte che la Regione si appresta a
prendere. 

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Molise

ASSOCIAZIONE INFERMIERI TERRITORIALI MOLISE

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Capire come intervenire in caso di necessità medica, quali movimenti da compiere e quali assolutamente da evitare. Per gli interventi più piccoli e i casi più semplici, dove non è necessario richiedere l’intervento degli infermieri. E proprio con questo spirito, quattro infermieri a domicilio hanno creato l’Aite, l’associazione di infermieri territoriali per spiegare le modalità con cui è possibile aiutare chi è a casa, bloccato per qualche problema fisico. 

Daniele Colucci, Andrea Di Cesare, Giovanna Spadanuda e Giuseppe Fantetti hanno così siglato la nascita dell’associazione ufficialmente con uno statuto e dall’estate prossima saranno attivi sul territorio. Il tempo di programmare progetti e organizzarsi, poi saranno in mezzo alla gente e con i cittadini per spiegare loro anche le semplici manovre per aiutare chiunque. Senza fare male a nessuno, ma al contrario per aiutare davvero chi sta male, che sia un genitore, un figlio o un anziano.«È fondamentale informare – spiega Daniele Colucci, pochi giorni dopo la firma dello statuto che ufficializza la nascita dell’associazione a cui si sono iscritti una ventina di infermieri – per questo l’unico modo, e anche il migliore, è incontrare le persone e spiegare loro quali sono i movimenti, i gesti, ciò che si può fare anche senza di noi, insomma gli interventi più semplici, quelli che non richiedono l’infermiere a domicilio sul posto».

Per questo stanno lavorando per attivare una serie di progetti per coinvolgere il maggior numero di cittadini, dai più grandi ai più piccoli. Partendo, molto probabilmente, già dall’estate nei lidi balneari. «Ci stiamo lavorando per sviluppare l’idea in ogni suo aspetto, per questo invitiamo gli infermieri che vogliono aderire e anche i medici a iscriversi e a collaborare. Sarebbe utile creare degli incontri in spiaggia per spiegare anche come evitare di arrivare alla disidratazione, evitare le scottature e saper intervenire in caso di puntura della medusa. Poi andremo nelle scuole per spiegare ciò che si può fare a casa e ciò che invece è meglio evitare, contattando invece il 118 e perciò i sanitari. Ma ecco, anche quando si chiama il 118 bisogna sapere cosa dire e come dirlo, per fare in modo che chi è dall’altra parte possa capire bene e intervenire al più presto».

Sono tutti volontari che mettono a disposizione del territorio e della comunità le loro competenze e le loro conoscenze in materia sanitaria. Molti di loro sono infermieri a domicilio e l’associazione sarà utile anche a far conoscere questa figura. «Non molti sanno che ci siamo anche noi e che lavoriamo su tutto il territorio del Basso Molise, grazie ad una convenzione con l’Asrem e con una cooperativa.

Molto spesso le persone, soprattutto chi ha bisogno di un aiuto a casa con gli anziani che non possono muoversi, che sono costretti a letto, possono chiamarci».

Tutti potranno aderire all’associazione, «per farla crescere e anche per crescere, insieme si impara di più e c’è la possibilità di confrontarsi. E poi condividiamo obiettivi comuni, il senso di appartenenza all’organizzazione e l’affermazione dell’importanza delle cure a domicilio. È un modo anche per essere ancora più vicini ai cittadini e ai pazienti soprattutto, con loro si instaura sempre un rapporto di profonda stima e fiducia, ed è questa per noi la soddisfazione più importante», conclude Daniele in rappresentanza dei suoi colleghi.

Intanto, a poche settimane dalla creazione dell’associazione, i soci sono riusciti a organizzare un evento per presentare l’Aite e per affrontare diversi temi. L’appuntamento è per il 19 maggio alle 15 nella sede dell’ente formativo Assiformat Fiap in via Venezia 116 per la presentazione con l’infermiere Daniele Colucci.

Alle 15.30 inizierà l’incontro con i diversi temi: l’individuazione del paziente a rischio, la guarigione in ambiente umido, la lettura della lesione, Time e wound bed preparation e poi i fattori che influenzano la scelta del prodotto e le principali classi di medicazioni con l’infermiere Enrica Di Spirito. Per info e contatti, si può chiamare Daniele al 3401040623, o Andrea al 3494759558.

(Pubblicato il 06/05/2018)

http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=27787

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SUCCEDE IN MAREMMA: CORSI OSS DA SALDI DI FINE STAGIONE

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Sei mesi di corso, due-tre settimane di tirocinio. Un saldo da ristrutturazione locali. Una garanzia, con delega istituzionale. Aspettiamo il Pifferaio di Hamelin… (ndr)

GROSSETO – Presentato all’Istituto Leopoldo Secondo di Lorena il nuovo percorso formativo finalizzato all’acquisizione della qualifica di Operatore Socio Sanitario (O.S.S.), indirizzo che va a sostituire il precedente indirizzo professionale di Addetto di Base (AdB).

La strada per la creazione di questo nuovo percorso formativo è stata tracciata, a partire dal 2016, dalla Regione Toscana, che ha firmato un protocollo d’intesa, nell’ambito dell’alternanza scuola/lavoro, con l’ Ufficio Scolastico Regionale, volto a garantire innovazione e a fornire un’istruzione immediatamente improntata a concrete prospettive occupazionali.

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SI STABILIZZANO I PRECARI ANCHE IN EMILIA ROMAGNA

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E’ una “buona notizia per il lavoro a Piacenza” l’accordo regionale firmato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sulle stabilizzazioni in sanità in Emilia-Romagna. Saranno oltre 800, in totale, i lavoratori che vedranno il loro clima sul lavoro passare dal “variabile” a “stabile”. Stefania Pisaroni (Fp Cgil), Claudia Civetta (Cisl Fp) e Gianmaria Pighi (Uil Fpl) esprimono “grande soddisfazione” per il risultato raggiunto. L’accordo è stato firmato oggi, giovedì 28 dicembre, in Regione.

«Questa operazione – sottolineano Pisaroni, Civetta e Pighi – darà modo anche all’azienda Ausl di Piacenza di dare stabilità al personale che ha maturato competenze ed esperienza all’interno del servizio valorizzandolo ed evitando in questo modo di disperdere un patrimonio di conoscenze e di investimenti che sono stati effettuati in questi anni per formare tale personale.

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Sardegna

BERLICCHE, IN ATTESA DELL’APPROVAZIONE RETE OSPEDALIERA SARDA DA PARTE DEL GOVERNO…

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Lettera di Berlicche a Malacoda, in attesa dell’approvazione della nuova rete ospedaliera della Regione Sardegna da parte del Governo.

Caro Malacoda,

ci siamo distratti un attimo e la rete ospedaliera è stata approvata. Il provvedimento è stato faticosamente approvato dal Consiglio Regionale dopo un dibattito durato anni, che ha portato alla luce tutti i campanilismi più assurdi sostenuti dai vari stakeholder locali.

Nel documento sardo ci sono numerose dissonanze, tra quanto previsto dalle norme nazionali e quanto preteso dalle norme locali.

Tra gli aspetti più rilevanti, vi è la Classificazione ospedali. Oltre a quelle previste dal Decreto Ministeriale, il documento sardo aggiunge alcune bislacche classificazioni non previste in origine, tipo “I livello rinforzato” oppure “ospedale di base con servizi di I livello”, “ospedale di zona disagiata “ o il presidio “nodo della rete ospedaliera regionale” o almeno, in diversi casi, non è chiara l’attribuzione di funzioni e di attività a strutture che non rivestono carattere di ospedali di base o di I° o II° livello.

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PERCORSO FORMATIVO PER OSS TRA SCUOLE E ASL REGIONE TOSCANA

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FIRENZE – Una convenzione tra gli Istituti scolastici e le aziende sanitarie toscane per l’avvio sperimentale di un percorso formativo aggiuntivo che permetta nell’ultimo triennio del percorso per “Tecnico dei Servizi socio-sanitari”, il conseguimento, oltre alle competenze dell’Addetto all’Assistenza di Base (AAB), anche della qualifica di Operatore Socio Sanitario (OSS). La prevede una delibera portata in giunta dalle assessore Stefania Saccardi (diritto alla salute, welfare e integrazione socio- sanitaria) e Cristina Grieco (istruzione, formazione e lavoro) e approvata nel corso dell’ultima seduta, in attuazione del Protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Ufficio Scolastico regionale (di cui alla delibera 706/16).

Il Protocollo d’intesa infatti, allo scopo di garantire percorsi di apprendimento professionalizzanti nell’ambito sanitario e socio-sanitario, prevede che le Istituzioni scolastiche definiscano specifici accordi con le aziende sanitarie toscane, autorizzate all’organizzazione dei corsi per OSS, per la realizzazione del tirocinio, dei laboratori assistenziali e per le attività di docenza in specifiche aree ove è richiesta la competenza sanitaria.

“Dopo l’approvazione del protocollo – dice Stefania Saccardi – gli uffici hanno lavorato insieme al sistema scuola per darne attuazione concreta. Con questo atto mettiamo a disposizione anche le risorse, perché il sistema sanitario si impegni nella formazione di questi nuovi operatori, dando loro una possibilità di lavoro in più, ma nel rispetto degli standard di qualità che il servizio sanitario cerca sempre di mantenere e migliorare”.

“Con l’approvazione dello schema convenzione – è il commento di Cristina Grieco – diamo i finanziamenti degli interventi formativi aggiuntivi e concludiamo un percorso di avvicinamento fra il curriculum scolastico e il mondo del lavoro, dando anche attuazione ad una mozione del nostro Consiglio Regionale. D’ora in avanti gli studenti degli istituti professionali dell’indirizzo socio sanitario avranno la possibilità di sostenere l’esame per OSS direttamente al termine del percorso scolastico. Credo che questa possa essere una valorizzazione dei nostri studenti e un’occasione di una maggiore occupabilità in un settore in cui è alta la domanda di lavoro. Siamo quindi veramente orgogliosi del fatto che la Toscana sia una delle prime regioni in Italia ad aver attuato questo importante protocollo e ringrazio la mia collega Stefania Saccardi per la sua preziosa attenzione al mondo della scuola”.

Con un tavolo interistituzionale costituito tra la Regione Toscana, l’Ufficio Scolastico Regionale, le aziende sanitarie organizzatrici dei corsi e le scuole interessate, è stato definito il percorso formativo al fine di garantire i percorsi di apprendimento; gli istituti scolastici che hanno aderito al protocollo per avvalersi di questa opportunità per arricchire la propria offerta formativa, dovranno rimodulare e integrare l’organizzazione curricolare del loro percorso formativo sulla base di quanto deciso dal tavolo e approvato insieme al modello di convenzione.

Il protocollo ha una durata triennale, anche se potrà essere rinnovato con il consenso delle parti, pertanto con questa delibera, a seguito di una stima dei costi per l’attuazione del protocollo nei tre anni della sua durata, si prevede anche un finanziamento a favore delle aziende sanitarie che possa coprire la spesa di docenza sostenuta per il personale del servizio sanitario incaricato nei corsi di formazione delle Istituzioni scolastiche.

Gli alunni interessati sono circa 600, suddivisi tra tutti i 23 Istituti professionali toscani ad indirizzo socio-sanitario.

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CALABRIA: MOBILITÀ OSPEDALIERA INTERREGIONALE

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All’iniziativa hanno preso parte Mario Oliverio, Presidente della Giunta Regionale; Franco Pacenza, delegato in materia di politiche sanitarie; Bruno Zito, Direttore Generale Dipartimento Tutela della Salute; i Direttori Generali, Sanitari e dei dipartimenti delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della regione; i rappresentanti dei Sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil, quelli medici di Finmg, Anaao, Assomed, Sumai e delle associazioni di categoria delle Strutture accreditate Aiop, Anisap e Assipa.

La ricerca, condotta attraverso l’osservatorio interregionale per lo sviluppo dei servizi sanitari del Cergas Bocconi, curato da Francesco Longo, Alberto Ricci ed Elisabetta Barzan, confrontando i Servizi Sanitari regionali del Mezzogiorno per condividere buone pratiche, individuare criticità e politiche di intervento, ha inquadrato le diverse cause che originano la mobilità passiva: l’insufficiente qualità clinico-gestionale, effettiva o percepita dal paziente, la limitata dotazione di posti letto, la presenza di distorsioni nella regolazione dell’attività ospedaliera.

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PUGLIA: SALVI GLI STIPENDI DIRETTORI GENERALI SANITARI E AMMINISTRATIVI

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Direttori generali, amministrativi e sanitari delle Aziende e degli Enti del servizio sanitario regionale non subiranno la decurtazione del 10% dei compensi già decisa per tutti gli altri direttori generali. Lo ha deciso a maggioranza il Consiglio regionale che ha approvato la deroga alla riduzione dei compensi.

In Puglia la decurtazione del 10% fissata nel 2011 si andò a sommare – è emerso in aula – con la riduzione del 20%, prevista dalla legge del 2008, determinando per i Dirigenti generali, un trattamento economico di 111.555 euro (al lordo) e per i Direttori sanitari ed amministrativi di 89.244 euro, inferiore rispetto agli stipendi delle figure apicali della dirigenza medica ed amministrativa.

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