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Editoriali

POLONIA E UNGHERIA, I SOLDATI TUTTI PRENDEVANO E TUTTI BUTTAVANO VIA

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Fabrizio De André  in Khorakhanè, Anime Salve, 1996:

“I figli cadevano dal calendario | Iugoslavia Polonia Ungheria | i soldati prendevano tutti | e tutti buttavano via”.

Chissà cosa penserebbe oggi del gatto polacco e della volpe ungherese, che sul recovery found e suo destini della UE e dei suoi cittadini stanno giocando al rialzo e forse ancora al massacro.

“questi due spregiudicati sovranisti dell’Est stanno sottoponendo i partner a un odioso ricatto: se volete disporre dei 1.800 miliardi di fondi che la Ue ha stanziato per risollevare le economie del Continente straziate dal virus, allora non vi intromettete negli affari di casa nostra. Non vi impicciate se arrestiamo magistrati o cacciamo immigrati, se chiudiamo giornali o oscuriamo siti Internet. Non vi immischiate se manomettiamo le nostre Costituzioni, esautorando le Corti supreme, arrestando i senzatetto e gli extracomunitari, cancellando diritti alle coppie non sposate o gay, limitando la libertà di espressione se questa ferisce “la dignità della nazione”, vietando i dibattiti elettorali sulle tv private. Lasciateci fare, e noi daremo via libera al bilancio e al Recovery Fund. Così vivremo tutti felici e contenti.

(Estratto editoriale odierno 22 Novembre 2020 Direttore La Stampa Massimo Giannini)