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Piemonte

PIEMONTE: RIPENSARE AL SISTEMA DI FINANZIAMENTO DELLA SANITÀ?

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L’assessore regionale alla sanità ha annunciato il rientro economico del deficit sanitario regionale annunciando interventi economici, di personale investimenti per una rete di Casa della Salute. Ancora entro i primi mesi del 2017. L’attivazione del centro unico di prenotazioni livello regionale con una spesa rilevante. Mentre il Piemonte è maglia nera del nord per la Salute, in relazione in particolare agli anziani ai malati cronici agli ammalati affetti da patologie complesse. Come abbiamo più volte evidenziato i risparmi regionali della ASL hanno tagliato tutti i sevizi cancellato presidi ospedalieri, servizi territoriali i cambi di appalto di servizi in alcuni casi hanno provocato pesanti ripercussioni per il personale. Ora si parla di assunzioni di personale infermieristico e socio sanitario da verificare quale sarà la compensazione tra il personale che andrà in pensione e quello assunto, mentre il piano di rientro ha pesato pesantemente con assunzioni bloccate solo grazie all’impegno e alla professionalità del personale sono stati garantiti livelli di assistenza qualificati.

Intanto ad esempio ci sono tempi biblici per alcune visite e prestazioni diagnostiche mentre per le prenotazioni paganti si riducono miracolo i tempi di attesa. Il DL229 Bindi in molte parti parla di appropriatezza delle prestazioni diagnostiche terapeutiche alle reali esigenze che in alcuni casi possono essere dannose e anche costose con pratiche da impiegare sulla base di esperienza e sperimentazioni ripetute. Possono raccontare le favole, le verifiche si fanno concretamente rispetto alle difficoltà che le persone devono affrontare per accedere ai servizi sanitari, il centro unico di prenotazioni regionale accentuerà la mobilità regionale che dovrebbe secondo l’assessore Saitta ridurre i tempi di attesa provocherà costi indotti per le famiglie difficoltà di trasporto, di pernottamento in caso di ricovero, spese ulteriori per le famiglie già in difficoltà per arrivare a fine mese.

Non siamo quelli che rivendicano ad esempio tecnologie come la PET sottocasa ma ci domandiamo come mai l’Ospedale di Biella punto di riferimento regionale e di quadrante Oncologico con territorialmente un alta qualità professionale e comunque con un quadro epidemiologico, importante L’ASL, non abbia previsto l’installazione, utile non solo come possibile diagnosi ma anche per ridurre i tempi di eventuali terapie mediche e chirurgiche. Solo ora ad esempio si interviene per il contenimento della spesa del sistema energetico quali sono, le responsabilità dei progettisti dei dirigenti che non hanno previsto per una struttura ospedaliera con spazi mastodontici le necessarie soluzioni. Rivendichiamo per le battaglie istituzionali in Regione, nel paese, come nostro l’investimento per la Casa della Salute, luogo in cui prevenzione cura riabilitazione sono al centro dell’intervento della sanità pubblica spostando nei territori e dove la popolazione vive la difesa della salute a partire dai bisogni espressi. Per questo nessun servizio deve essere chiuso prima di una funzionalità completa con tutte le potenzialità della Casa della Salute. Garantire livelli essenziali di assistenza e un dovere previsto dalla Costituzione, la Cassazione, con sentenza ha sancito che i bilanci degli Enti Locali non debbono incidere sulla erogazione dei servizi ai cittadini.

Nella presentazione del protocollo d’intesa tra ASL di Biella con l’ASL Città della Salute e Università di Torino in relazione alla difficoltà di funzionamento di tutte le sale operatorie dell’Ospedale, si prefigura la possibilità che un equipe di specialisti da Torino per operare pazienti torinesi è già stato firmato un accordo con ASCOM per tariffe alberghiere contenute per i famigliari degli operandi. Quali disagi, costi, problemi, procurerà alle persone come potranno funzionare le sale operatorie senza il personale necessario. L’ospedale e le ASL non sono o non dovrebbero essere fabbriche di produzione ne una variabile finanziariamente condizionata. Così come i DRG, che finanziano il sistema sanitario non possono essere orientati alle prestazioni meglio remunerate come tariffario a scapito delle prestazioni meno remunerative. Non è più accettabile che prestazioni, interventi sanitari da effettuare in regime di ricovero vengano inseriti in protocolli di prestazioni ambulatoriali. Il pareggio di bilanci delle ASL, non può condizionare il diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione oggi purtroppo disatteso, 11 milioni di Italiani non possono accedere al bisogno di salute. Non si può introdurre compiutamente nella sanità pubblica il conglobamento del privato come nel contesto della Prossima Città della Salute di Torino comporterà la legittimazione di una struttura che ha come fine il profitto. Occorre cambiare il sistema di finanziamento del sistema sanitario, abolire i ticket balzelli inutili che producono diseguaglianze incentivando le persone che non possono curarsi. Occorre spostare l’asse di intervento prioritario finanziariamente e con interventi di controllo sulla prevenzione ambientale nei luoghi di lavoro dove i lavoratori continuano a morire per infortuni mortali e per malattie professionali significativo come esempio indicibile per un paese cosiddetto civile, i bambini ammalati per le esalazioni di fumi nocivi dell’ ILVA di Taranto intollerabile cancellare 50 milioni di Euro da parte del governo per risanamento degli ambienti di lavoro dello stabilimento ILVA. Fermare la privatizzazione, che i Governi hanno assunto come scelte politiche e economiche, occorre estendere qualificare il sistema sanitario pubblico .le ASL devono essere governate dai cittadini attraverso l’elezione diretta. I direttori generali non hanno alcun motivo di essere se si ritorna a considerare la legge 833 1978, vanno eletti i Comitati di partecipazione e Controllo dei Cittadini nelle ASL. Il Governo invece di finanziare banche fallite, vanno tutelati i risparmiatori, utilizzando quelli dati ai dirigenti che se ne sono andati con milioni di buon uscita 9 miliardi spesi per garantire a tutti il diritto alla salute sarebbero importanti non è più tollerabile e indegno che nelle strutture pubbliche funzioni una struttura privata lo Stato, deve garantire il diritto alla salute uguale per tutti, siamo in una situazione in cui le associazioni di volontariato sono diventate sostitutive allo Stato nel WELFARE i Sindaci, i Comuni debbono riprendere il ruolo di programmazione e di controllo sul Piano Sanitario Regionale e Locale. Non servono nuove agenzie che si occupino della prevenzione ambientale e nei luoghi di lavoro basta assumere gli Ispettori del Lavoro e del Ambiente, con i finanziamenti necessari, coordinare i vari soggetti è una vergogna indicibile che a Settembre 2015, i morti sul lavoro siano stati 750.

Come partito attueremo tutte le iniziative a partire del coinvolgimento dei lavoratori dei cittadini per chiedere che il diritto alla salute attuato contestualmente con il superamento delle Aziende Sanitarie, e alle pratiche liberiste presenti in medicina e in sanità. I soldi ci sono, fermare la dilagante corruzione le consulenze milionarie, la lotta contro le multinazionali farmaceutiche il tarlo, la vergogna, delle evasione fiscale di cui il governo non parla.

http://www.newsbiella.it/2016/12/31/leggi-notizia/argomenti/al-direttore-4/articolo/occorre-cambiare-il-sistema-di-finanziamento-della-sanita.html