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Piemonte

PIEMONTE, DELIBERA SOSPETTA? EX DIRETTORE REGIONALE SANITÀ INDAGATO PER ABUSO D’UFFICIO

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Una delibera «sospetta» ha portato sott’inchiesta Sergio Morgagni, ex dirigente della Sanità regionale, da due anni e mezzo passato alla guida di una clinica nel Modenese di proprietà del «Gruppo Garofalo», un colosso dell’assistenza sanitaria nazionale. Ma soprattutto, lo stesso gruppo proprietario della casa di cura «L’eremo di Miazzina», a Cambiasca, nel Verbano-Cusio-Ossola, beneficiata dalla delibera della giunta regionale preparata da Morgagni.  All’epoca, la clinica verbanese aveva un contenzioso con la Regione. In ballo c’erano un milione e 800 mila euro per prestazioni sanitarie: la casa di cura li chiedeva e gli uffici di piazza Castello non li volevano sborsare. La vicenda era già arrivata all’attenzione del Tar, quando Morgagni decise di ammorbidire la posizione della Regione, attraverso la delibera da lui stesso preparata e portata in giunta per l’approvazione. Oltre al pagamento del milione e 800 mila euro, il documento prevedeva anche l’accreditamento della struttura verbanese per altri 20 posti letto per «lungodegenti», da aggiungere ai 36 già autorizzati e ai 110 per le terapie di riabilitazione. 

Secondo gli accertamenti avviati dai carabinieri del Nas (coordinati dal pm Enrica Gabetta), la delibera saltò alcune tappe abituali, come la presentazione del documento da parte di un funzionario e il parere dell’ufficio legale. Quella che poteva apparire una «stranezza» è diventata qualcosa di più quando gli investigatori hanno scoperto il percorso professionale di Morgagni. La delibera era stata preparata e approvata proprio negli stessi mesi delle trattative del dirigente con il «Gruppo Garofalo» per il nuovo impiego: un lavoro da 164 mila euro l’anno, più 55 mila di «premio» legato al raggiungimento di obiettivi.

Qualche tempo dopo, il Tar decise a favore della casa di cura. I soldi erano dovuti. Ma quella clinica non era l’unica struttura sanitaria a chiedere il pagamento di cifre dovute da parte della Regione. «L’Eremo di Miazzina», però, ha avuto una corsia preferenziale. O almeno questo è il sospetto degli inquirenti, che hanno ipotizzato l’abuso d’ufficio. Ma secondo il pm Gabetta, l’eventuale reato (l’accordo «galeotto» tra il manager e la società) sarebbe avvenuto a Modena: per questo, il magistrato ha inviato la pratica per competenza ai colleghi emiliani, che hanno già avviato gli accertamenti sulla vicenda.

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http://www.lastampa.it/2016/12/12/cronaca/sanit-lex-direttore-regionale-indagato-per-abuso-dufficio-oG7kmzZoCNb19d8kjS9COP/pagina.html