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Parere degli esperti

PAIS DEI MORI, LA PUNTA DELL’ICEBERG DELL’INFERMIERISTICA FORENSE

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Ci sono infermieri forensi e Infermieri Forensi. Uno di questi, quelli con la I maiuscola, è il collega Luigi Pais dei Mori che nel pretestuoso, fuorviante e strumentale pseudo dibattito di chi si straccia le vesti per gli esiti del protocollo sottoscritto da Consiglio Superiore Magistratura, Consiglio Nazionale Forense e FNOPI sul riconoscimento al massimo livello dell’Infermieristica Forense con la I maiuscola anch’essa, si distingue per la proposizione di un altro puntuale e condivisibile punto di vista da attore della materia e non spettatore marginale, come i più accaniti leoni da tastiera che non avranno certamente letto tutto il documento del quale chiedono la revisione seduta stante. Follie.                                                                      Riportiamo il testo del contributo del collega Pais dei Mori, l’iceberg dell’Infermieristica Forense: fa emergere quel tanto che basta per rispedire al mittente gli sproloqui che si stanno leggendo. Non se la tira, non appare, predilige la sostanza all’immagine e all’autoreferenzialità. Ascolta le parti, senza pretesa di essere depositario di veritá incontrovertibili. Studia, si confronta, se chiamato a misurarsi si mette in discussione. Se può, cambia opinione senza snaturarsi. Esprime il necessario pur possedendo un bagaglio di conoscenze sommerso e pronto al suo ricorso.                                                                          Non è roba da tutti.  Non è roba da social network. Infatti attaccano solo sul terreno congeniale all’arena virtuale: in un contraddittorio in dibattimento non ci sarebbe partita.                                                                         L’infermieristica forense ante  protocollo Consiglio Superiore Magistratura, Consiglio Nazionale Forense e FNOPI de facto non esisteva, stentava, si mimetizzava che neanche i viet-cong…

L’infermieristica forense è risorta dalle sue stesse ceneri  e solo oggi è possibile ambire a vedere selezionati i cultori della disciplina dai lettori della Gazzetta dello Sport e di Novella 2000, che forse possono dibattere al Bar dello Sport ed in Parruccheria, non certo nelle aule di un Palazzo di Giustizia.

Buona lettura.

Giornate di discussioni infinite sul protocollo FNOPI – CSM relativo ai criteri di iscrizione agli Albi del Tribunale.

Criteri che condivido in pieno e che difendo nel merito. Qualche domanda (a voi le risposte, io ho le mie):

– L’Infermiere Forense si esaurisce nel ruolo peritale inerente l’iscrizione agli Albi del Tribunale?

– Quanti Infermieri Forensi sono iscritti agli Albi e quanti hanno realmente esercitato questa funzione?

– Cos’è il registro peritale?

– Ma oltre tutto quello che viene descritto “magna cum abbondantia” nelle brochure dei master (rischio clinico, procedimenti disciplinari, sicurezza,) esistono altre anime dell’Infermieristica Forense o no?

– l’Infermieristica forense esiste o bisogna costruirla?

– Nei Tribunali ci riconoscono o no?

– Ci chiamano?

– Se così non fosse bisogna, forse perchè non siamo credibili?

– Forse la formazione non è credibile? 

– Esiste solo il Tribunale?

Colleghi Infermieri Forensi, guardate oltre e leggete bene il protocollo CSM – CNF- FNOPI. Faró la magistrale? Mah, forse si, forse no. Non è una mia priorità. Ad majora!

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Ci sarebbe da chiedersi quanti OPI abbiamo una collaborazione strutturata con un Infermiere Forense, e aggiungere che anche negli studi legali non xi conoscono-riconoscono, che la formazione non solo non è credibile ma fa ridere e di fatti si cambia registro. Tante altre cose da integrare, ma avremo modo (ndr)