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ORDINI PROFESSIONI INFERMIERISTICHE

ORDINE E DISCIPLINA, COERENZA E DEONTOLOGIA

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Gentile Direttore,

Le comunità infermieristiche stanno rinnovando le proprie rappresentanze ordinistiche e lo stanno facendo in alcuni contesti con coraggio da leoni perché finalmente più liste di provenienze differenti si confrontano per il refresh, doveroso, pare, e tanto agognato, così dicono.

Funziona così: si forma una lista, o più liste, ognuna con una propria vision deontologica, (che in genere è originale e differente da quella precedente e dalle altre proposte).

La platea professionale voterà, la lista vincente rappresenterà l’Ordine per 4 anni successivi e le altre no.

Dura lex, sed lex, la democrazia è fatta così, rimane comunque la certezza del valore deontologico dei professionisti delle altre liste e la capacità dei “vincitori” di rappresentare, difendere, proteggere i valori della Professione sarà spietatamente misurata (questo è l’altro risvolto della sopracitata Democrazia).

Questa é la Disciplina dell’Ordine: regole da rispettare garanti di un prezioso sistema di tutela valoriale che deve avere necessariamente continuità, pena la dispersione dei valori stessi.

Si insinua però il dubbio del rinnovamento: e se il rinnovamento portasse al reale confronto con i professionisti tra loro o addirittura con le altre Professioni Sanitarie?

In tale contesto lo spettro della separazione delle cariche e della trasparenza dei bilanci potrebbe davvero farsi avanti e allora sì che non ci sarebbe più continuità: chi potrebbe tutelare il decoro della professione tutta?

La professione non può rischiare, pena la dispersione dei valori stessi.

Funziona così: se non vuoi rischiare e se percepisci il Valore (morale e sostanziale) degli altri contendenti, chi te lo fa fare di metterti in gioco?

Se hai un’idea originale e ci credi fortemente ed è autentica la difendi: non la svendi. Altrimenti non valeva nulla in partenza.

A pensarci bene però, ciò non è in contraddizione con quanto detto prima.

Lo sarebbe se si ritenesse che la Deontologia si debba fondare sui valori quali la trasparenza, la lealtà, il confronto.

Inoltre: chi ha stabilito che la deontologia professionale debba necessariamente avere delle interessenze con l’ etica di chi la rappresenta?

Questa é la Disciplina dell’Ordine: spostamento tra i valori fondanti e gli obiettivi da raggiungere, distinguendo lucidamente tra valori della Comunità professionale e ambizioni personali in modo tale da rinforzare l’elasticità per anelare pubblicamente alla Santificazione Deontologica e lavorare sottobanco per assicurarsi un posticino confortevole nello status quo, per “cambiare le cose dal loro interno” (tra virgolette le cose da dire in pubblico), perché così “è più difficile, ma efficace” (da non dimenticare che l’efficacia dell’intervento è in rapporto all’obiettivo da perseguire).

Cari colleghi, se proprio non riuscite rinunciare al Sogno evitate almeno di sbrodare con le solite vomitevoli considerazioni sull’importanza dei valori, del rispetto delle persone, della lealtà che tanto il romanticismo non funziona, ancor meno sbandierare l’etica che ormai è decisamente demodé: forse tra qualche anno potrà essere di nuovo indossata, come i pantaloni a zampa, che riesumati dall’armadio al momento giusto fanno furore.

Cari colleghi, siate pragmatici, imitate i buoni esempi e affidatevi ad un classico mai fuori moda, ma soprattutto rimettete i pantaloni in naftalina.

Lettera firmata