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Editoriali

TRA NORDEST E NORDOVEST BATTE FORTE IL CUORE

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Ci siamo volutamente astenuti dal partecipare all’effluvio sconsiderato di improperi sia da destra che da sinistra sui fatti dell’Aquarius.

E continueremo ad astenerci dal partecipare a tale deriva anche mediatica.

Ma non ce ne estraniamo, e solo oggi ci prendiamo la licenza di rivolgere una riflessione che possa cercare di rispettare le diverse latitudini antropologiche della mente umana.

Siamo con chi ha bisogno.

Con tutti quelli che hanno manifestamente bisogno di qualcosa che sia un calice d’acqua piuttosto che un farmaco, sia di un approdo che di essere magari tranquillizzati per un pericolo che forse non c’è.

Senza distinzioni.

Il bicchiere può essere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Essersi distinti scoordinatamente in molti, troppi, con prese di posizione legittime ma, forse e ripetiamo forse, più a testimonianza autoreferenziale politica e/o sociale piuttosto che multiculturale e solidale oltre la tastiera e la piazza, segna un punto di non ritorno, una svolta nei rapporti tra le genti.

Perché per contaminarsi a vicenda cercando il dono della sintesi e di declinare quanto di buono può esservi tra punti di vista differenti, è venuto un gradino dopo il grido di battaglia “o con me o contro di me”, ad escludendum.

Abbiamo dal nord est al nord ovest planetario “bisogno” di ascoltare anche chi non la pensa esattamente come si vorrebbe che fosse.

Errori quindi da paralleli e meridiani, nessuno escluso.

Noi avremmo dato un esempio trasbordando senza indugio madri e donne incinte e minori e bambini e chi necessitava di cure e altri ancora.

E dopo, solo dopo, si sarebbero potuti aprire i varchi dei ragionamenti da porre in essere.

Scimmiottare e mettersi sulla scia degli stessi che si vorrebbero all’opposizione piuttosto che al governo del paese, è un errore da non ripetere.

E negare l’evidenza che uomini e donne all’opposizione esprimano all’unisono, e senza essersi accordati e pur scoordinati, un disagio verso chi li governa, anche.

Il momento richiede attenzione, solidarietà, anche fermezza e decise manifestazioni di pensiero da parte di tutti. Ma aperti al confronto dell’altro quando all’altro si contesta di viaggiare per la tangente incurante dei dintorni.

Ci pare di poter asserire che questo elemento sia complessivamente venuto a mancare.

In mezzo alle querelle e ai drammi vissuti ed in itinere, batte però forte il cuore della prospettiva che non può ricomprendere la zuffa, o non se ne esce.