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sanità privata

NON C’E’ PIU’ RISPETTO…

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ADRIA – Ormai la frattura tra i lavoratori della casa di riposo di Adria e la direzione pare davvero insanabile. Inutile il tentativo di giungere ad una conciliazione tra le parti in Prefettura dove invece di trovare un accordo, si inaspriscono i toni dello scontro. Anche perché, nel mentre dell’incontro, i sindacati sono stati avvisati che al Csa era in corso l’ennesima rimozione della bandiere sindacali dalla struttura per ordine del direttore, un gesto che manda su tutte le furie i sindacati con il segretario generale della Fp Cgil, Davide Benazzo, che commenta: “Adesso basta, siamo stufi che il direttore si faccia beffe di noi e dei lavoratori. Ora vado a denunciarlo”.

“I problemi cominciano dal 1 gennaio del 2017 quando arriva il nuovo direttore che decide un taglio importante delle ore assistenziali in modo unilaterale, cioè non sostituisce più le assenze improvvise – spiega Benazzo – Scioperi e manifestazioni ma sembra che ad un certo punto si possa trovare un accordo dove noi continuiamo a ribadire l’essenzialità di mettere al centro del dialogo le ore assistenziali. Nessun rispetto dell’accordo trovato, nessun confronto vero sui temi che avevamo messo sul tavolo finché a gennaio sigliamo un altro accordo anch’esso non rispettato perché nessuno è stato assunto, anzi arriviamo a giugno e scopriamo che non vengono più sostituite nemmeno le ferie estive. Nel 2017-2018 abbiamo risparmiato circa 400mila euro ma ora il direttore ci dice che non fa le sostituzioni ferie perché vengono meno 270mila euro di impegnative. Allora la mia domanda è: dove sono finiti i risparmi? Veramente vogliamo fare risparmio o si tratta di una barzelletta e la realtà è che si vuole ridurre drasticamente in modo sistemico le ore di assistenza? La verità è che si vogliono ridurre le ore, 20 oss in meno e per noi questo è inaccettabile quindi ricomincia lo stato di agitazione”.

“Abbiamo chiesto di mettere il bilancio sul tavolo – spiega Francesco Malin, Cisl fp – Perché non possiamo fare risparmio su altre voci di bilancio e continuare invece ad insistere su quella del personale? Abbiamo operatori con una età media molto elevata, soprattutto donne che per anni hanno sopportato carichi pesanti di lavoro molte sono demansionate proprio per problemi di schiena, di ossa. Come possiamo pensare che siano sufficienti a dare assistenza? E intanto gli ospiti sono lo stesso numero”.

“E non dimentichiamo il problema della sicurezza sul lavoro – aggiunge Cristina Garbin, Uil fpl – I ritmi pesanti ai quali sono sottoposti questi lavoratori comportano problemi anche sulla sicurezza, ritmi di lavoro senza alcuna sostituzione. Servirebbe per lo meno un piano di lavoro per capire quali sono i reali carichi, se si discostano dalla normativa, per capire quali siano davvero le necessità”.

https://www.rovigoindiretta.it/2018/08/via-20-oss-e-tolte-le-bandiere-e-scontro-insanabile/