chiudi
Approfondimenti

NA TAZZULELLA ‘E CAFFÈ

Immagine2

Ospedale Sandro Pertini a Pietralata, periferia Nord Est di Roma, e Ospedale Sant’Eugenio all’Eur, periferia Sud: oltre cento dipendenti equamente distribuiti fra le due strutture capitoline manifestano in contemporanea con un flash mob all’esterno. Due proteste simultanee di medici, infermieri ed altri sanitari che preludono ad uno sciopero per una questione che potrebbe interessare in teoria tutti i dipendenti del Servizio sanitario nazionale e il rispetto della direttiva europea sugli orari di lavoro.
L’Azienda sanitaria Roma 2, da cui i due ospedali dipendono, ha deciso di decurtare dalla paga 10 minuti di servizio per ogni 6 ore di lavoro svolto. Quel riposo sarebbe a carico del dipendente. In base a che cosa? La storia va raccontata dall’inizio. Le due strutture sono lontane tra loro. A metterle insieme è stata l’unificazione delle Asl Roma B e Roma C. All’Asl Roma C ogni 6 ore e 20 minuti di turno, spiegano le “maestranze”, era stata introdotta una pausa non pagata ai dipendenti; alla Roma B questo dispositivo, come nel resto d’Italia, non c’era. All’atto dell’unificazione, anziché uniformare il criterio all’Italia, lo si è uniformato all’ex Asl Roma C. Il motivo è che la pausa in questione a carico dell’azienda sanitaria non si legge da nessuna parte nel Contratto nazionale 2016-18. «Peraltro, la decisione è stata presa d’imperio dai vertici aziendali senza passare dalla trattativa con i sindacati che invece in questi casi s’impone, proprio da contratto», spiega il segretario Anaao Assomed laziale Guido Coen Tirelli. Che precisa: «Anche la necessità del ristoro ogni 6 ore per tutti i lavoratori parte da lontano, dalle regole europee e da una sentenza della Corte di Giustizia di Bruxelles del 2015. La normativa Ue però non esplicita che sia il datore di lavoro a coprire la pausa, come avviene ordinariamente in Italia nelle industrie, anche in forza di sentenze. Da qui a decidere che debba pagare il lavoratore come ha fatto la nostra Asl ce ne corre. Non solo il riposo è indispensabile per il ristoro dell’organismo in un’attività come la nostra, ma agendo come fa l’Asl si dà uno schiaffo a chi in questi mesi si è sacrificato in prima linea contro il Covid. Questo, senza voler parlare delle mancanze delle singole aziende nella fornitura al personale di dispositivi di protezione, che hanno già generato esposti».
La questione aperta è grave anche per il danno economico percepito da 3500 dipendenti: 10 minuti al giorno diventano 4 ore alla settimana e a fine anno una settimana di lavoro non retribuita. O anche di più. Perché la direttiva Ue e il contratto prevedono massimo 11 ore di lavoro consecutive, ma chiunque -anche non sanitario – sa di operazioni durate di più, di turni che si appiccicano tra loro per carenza di personale, di pause saltate. Si rischia, alla fine, di azzerare i premi costituiti dal bonus Covid, che dovrebbe essere erogato a fine mese, un premio medio di 500 euro a professionista sanitario. «Il danno è per tutto il personale, ma al dirigente suona più assurdo perché il nostro lavoro, come ben spiegano le stesse normative europee, sfugge a vincoli orari precisi, anche se poi in Italia è assoggettato a formalità estranee», dice Coen Tirelli.

Una delle vie d’uscita potrebbe essere l’inserimento dei 10 minuti nella pausa mensa. «Ne dovremmo parlare, sarebbe una delle soluzioni sul piatto. L’Amministrazione, che pure ha inviato un quesito al Ministero della Funzione Pubblica, ha comunque deciso di non sospendere la misura e finora di non interloquire. Di qui lo stato d’agitazione permanente», spiega Coen Tirelli. Agitazione che è stata proclamata dai principali sindacati, anche di infermieri e lavoratori e che predispone ad ulteriori iniziative di protesta fino allo sciopero. I sindacati sono in qualsiasi momento pronti a riprendere la trattativa. La questione potrebbe estendersi alle altre Asl italiane? «Al momento sono più propenso a legarla alla nostra regione e ad un certo dirigismo che ha caratterizzato la guida delle Asl romane – dice Coen Tirelli – ma l’attenzione va sempre tenuta alta, ovunque».

 

https://t.contactlab.it/c/2002631/284373/1051023519/285817?i=1556006949&u=http://www.doctor33.it/cont/doctor33-news/64963/orari-lavoro-roma-pausa-caffe-carico-sanitario.aspx?xrtd=RVRRVPLCLCYRVYCCTSLYLY