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Ministero della Salute

MINISTERO DELLA SALUTE E DEL MERITO

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Della Salute, i professionisti sanitari e gli infermieri in particolare sono sia attori che autori, del Merito sono vittime di una incompiuta anche culturale.

Il Merito non può essere riconosciuto d’imperio, ma nemmeno lasciato in balia di previsioni che poggiano su contenitori vuoti e su parole al vento.

Sull’attuale fase dell’ambito che insiste tra le prerogative del Ministero e della politica, non si ha nessun diritto di dare abilitazioni, giudizi e voti su singoli terzi, ma terzi istituzionali avrebbero il dovere di certificare che tra gli esercenti le professioni sanitarie ma non solo, non tutti hanno lo stesso continuum, che non vedono tangibilmente riconosciuto il loro impegno nemmeno per il mantenimento dell’esistente, che non vedono valorizzate le proposizioni per il miglioramento in divenire del sistema sanità nel suo complesso, che non sono tutelate quando restano, anche confinate, a tamponare i contraccolpi di dotazioni organiche irreali rispetto alla fruibilità dei Lea ai cittadini e alle previsioni costituzionali di cui all’art. 32 e di cui il Ministero è garante.

Professionisti Sanitari, Associazioni di categoria, Ordini Professionali, Istituzioni.

Sui primi e sui terzi si reggono molte delle risposte alle domande dei cittadini, sui secondi incombe la canalizzazione del riconoscimento dello Stato più ampio, equanime e adeguato possibile dal punto di vista contrattuale e quindi normativo prima ed economico poi.

Sui quarti ci si attende sostegno non solo virtuale a chi le soluzioni al fabbisogno di cure e assistenza riesce ad impostarle se non proprio a realizzarle.

Nell’immaginario più o meno collettivo anche tra istituzioni o segmenti di esse, le migliaia di Professioni Sanitarie che esercitano per il SSN nella sanità pubblica e privata ed in tutte le forme del mercato del lavoro rappresenterebbero senza distinzioni solo una compagine corporativa ed omogenea che oltre il timbro all’orologio marcatempo e qualche scorciatoia amministrativa non riuscirebbe ad andare.

Non si possono più sostenere tali tesi nemmeno se qualche sporadico episodio sia da titolo di apertura di una pagina di giornale o il lancio di una agenzia stampa.

Può il Ministero iniziare a scriminare tra le furbate effettive e dare Merito, parlandone in concreto , alla stragrande maggioranza della sanità che non abusa di escamotage per eludere le proprie mission, che non si fa scudo dalla carenza delle dotazioni organiche, che anzi compensa vuoti e voragini, che nell’era pandemica ha retto il sistema e mentre molto crollava erano ai loro posti negli ambienti di lavoro e non altrove?

Sarebbe un segnale, un gesto di attenzione, di ascolto, di equilibrio dopo tanto sbilanciamento.

Gli esercenti le professioni sanitarie ed il personale dipendente del SSN che si riconoscono nel Comparto Sanità e in quello della Dirigenza sono o non sono il biglietto da visita della relativa funzione pubblica?

Rappresentano o meno professioni delicate, responsabili, persino complicate di questi tempi dovendosi anche districare tra normative, precetti, regolamenti, tempistiche non sempre lineari e spesso contradditorie?

Una valutazione non aderente dei reali impatti dell’offerta organizzativa alle professioni sanitarie reclama riscatto e rivalsa ad iniziare dal Merito e al suo finanziamento, e dal declarare i contesti con il loro nome senza generalizzare ed omologarsi a stereotipi superati dai tempi e dai fatti come quello dei fannulloni nella funzione pubblica.

Se si riflettesse un attimo, solo un attimo, che ex ante ed ex post il biennio pandemico nessuno ha mai collocato nel dibattito politico il corretto accenno al ruolo, al mandato, al front e back office della sanità residenziale e territoriale rappresentato dai professionisti sanitari amministrativi e tecnici che la abitano, la risposta alla desolante evidenza è che nessuno abbia mai avuto necessità di accendere o tenere accesi i riflettori sui turni estenuanti e sui lavori gravosi ed usuranti.

Ma nonostante questo, la colonna portante del SSN continua h. 24 a svolgere ogni giorno un lavoro prezioso e allo stesso tempo affidabile.

Non può esserci entità che possa denegare e misconoscere che infermieri, medici, tecnici, operatori di supporto, amministrativi hanno agito e continuano ad agire in mezzo a non richieste mille difficoltà e criticità.

Il Ministero della Salute e del Merito, (così denominato perché non può essere appannaggio della sola Istruzione, ndr) può fare quel passo avanti verso una marcata distinzione tra i luoghi comuni e la valorizzazione di chi è indispensabile per rispondere alle domande di salute e sanità, di cura ed assistenza in ambito ospedaliero e di prossimità?

La domanda esponenziale di migliaia di infermieri in tutti i campi, ad esempio, necessita di nuove strategie per la formazione di nuove generazioni di studenti e professionisti, dell’effettiva recisione del lacciuolo normativo e contrattuale sull’esclusività del rapporto di lavoro, non prevista e disciplinata per il Comparto Sanità come invece ampiamente riconosciuto per la Dirigenza Medica, della valorizzazione formale e sostanziale ma non a pioggia delle competenze, delle conoscenze, delle responsabilità.

Una apertura di credito al Ministero della Salute per il riconoscimento del merito.