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Editoriali

L’OSS SIA D’AIUTO A SE STESSO

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Luci accese, soffuse, sul dibattito estivo è sulla denominazione dell’operatore socio sanitario, del cui cambio di generalità non si avverte l’esigenza.

Il Migep propone la denominazione di aiuto infermiere.

Aiuto infermiere? Assistente Infermiere? Vice infermiere?

Per carità, la toppa è peggiore del foro.

Una figura intermedia tra l’oss e l’infermiere è quella con formazione complementare di cui alle previsioni del 2001. Punto.

Più che un vuoto assistenziale, si continua ad “assistere” ad un vuoto intellettuale e culturale.

Che l’operatore socio sanitario non abbia  una professionalità riconosciuta, che non sia inquadrato con il proprio profilo,  che non abbia competenze e responsabilità è un falso storico, una bufala.

E poiché l’oss con formazione complementare risponde proprio a mutati bisogni assistenziali, se ne facciano una ragione, e cosa c’entrino formazione equivalente, revisione del profilo, registro nazionale, aggiornamento continuo con la proposta di cambio denominazione non è dato di comprendere, e meno ancora si comprende il ricorso al termine vice infermiere.