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LINEE GUIDA EMORRAGIA POST PARTUM – COMUNICATO STAMPA ISS n. 34 DEL 24/10/2016

postpartum

La prima Linea Guida italiana evidence based sulla prevenzione dell’emorragia post partum è stata presentata oggi all’ISS. Raccoglie le migliori evidenze cliniche a supporto di quella che è la prima causa di mortalità e grave morbosità materna a livello globale. La Linea Guida italiana, frutto del progetto di sorveglianza ostetrica coordinato dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) del Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Prevenzione della Salute dell’ISS e finanziato dal Ministero della Salute, insiste su alcuni punti chiave per prevenire e trattare questa grave patologia.

ISS 24 ottobre 2016

La prima Linea Guida italiana evidence based sulla prevenzione dell’emorragia post partum è stata presentata oggi all’ISS. Raccoglie le migliori evidenze cliniche a supporto di quella che è la prima causa di mortalità e grave morbosità materna a livello globale. La Linea Guida italiana, frutto del progetto di sorveglianza ostetrica coordinato dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) del Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Prevenzione della Salute dell’ISS e finanziato dal Ministero della Salute, insiste su alcuni punti chiave per prevenire e trattare questa grave patologia.
“Quella presentata oggi è una linea guida di estrema importanza – dichiara Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS – nonostante l’Italia sia tra i Paesi europei con i minori tassi di mortalità materna si può fare di più. Grazie ai progetti finanziati dal Ministero della Salute stiamo, infatti, cercando di rendere sempre più capillare la sorveglianza di questo fenomeno perché ci siano sempre meno morti evitabili. Anche questa linea guida, frutto della sorveglianza coordinata dall’ISS, va in questa direzione”.
Tra i focus individuati dalla linea guida l’identificazione precoce del rischio della donna come per esempio precedenti emorragie del post partum o tagli cesarei, una gravidanza gemellare o un bambino di peso superiore a 4 kg alla nascita. Tra i punti centrali una migliore comunicazione tra professionisti, la donna e i suoi familiari sin dall’esordio del quadro clinico, ma anche l’appropriatezza all’indicazione del cesareo e il monitoraggio della donna durante il post partum.
La linea guida è finalizzata alla promozione delle buone pratiche cliniche nella gestione della EPP (emorragia post partum) e completa le attività di aggiornamento promosse dall’ISS su questa grave condizione clinica.

“Da oggi grazie a questa linea guida abbiamo uno strumento aggiornato con le migliori evidenze cliniche a disposizione di medici e ostetriche – spiega Serena Donati, del Reparto Salute della Donna e dell’Età evolutiva dell’ISS – si tratta di una risorsa importante che nasce da un bisogno intercettato dall’analisi dei dati prodotti dal nostro sistema di sorveglianza ostetrica”.

Il documento passa in rassegna le procedure volte alla prevenzione dell’EPP grazie al riconoscimento delle donne a maggior rischio, la terapia medica e chirurgica della condizione e la sua gestione multidisciplinare, l’assistenza nel post partum e gli aspetti relativi alla gestione del rischio clinico, con particolare riguardo all’organizzazione e alla comunicazione all’interno del team assistenziale e con le donne e i loro familiari. La versione divulgativa sarà diffusa nei servizi sanitari frequentati dalle donne in età riproduttiva per permettere loro di affrontare un’eventuale emergenza con maggiore competenza e consapevolezza.

Nell’ambito delle stesse attività di ricerca da cui è nata l’idea di questa Linea Guida è stato possibile stimare, grazie al sistema di sorveglianza della mortalità materna coordinato dall’ISS in 8 regioni che coprono il 73% dei nati in Italia, non solo un rapporto di mortalità materna pari a 9 decessi ogni 100.000 nati vivi, ma anche la proporzione di morti materne dovute a emorragia ostetrica. Le regioni coinvolte nella sorveglianza sono: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Tra il 2006 e il 2012 su 100 donne morte a seguito di complicazioni ostetriche della gravidanza e del parto, 43 sono decedute per emergenze emorragiche. Il rapporto di mortalità materna stimato nel nostro Paese (9/100.000 nati vivi) si colloca nei valori medio-bassi europei, in analogia a quanto stimato in Francia e nel Regno Unito. Al contrario, la proporzione di decessi materni ascrivibili a complicazioni emorragiche è superiore rispetto a quella rilevata in altri paesi economicamente avanzati. Per questo motivo I’ItOSS ha provveduto a diffondere i risultati prodotti dal sistema di sorveglianza e ha promosso attività di ricerca e aggiornamento professionale sul tema della EPP con l’obiettivo di migliorare la prevenzione e il trattamento dei casi evitabili.

“Le indagini confidenziali hanno messo in evidenza criticità simili a quelle del Regno Unito che ha insieme a noi un basso tasso di mortalità materna – continua Serena Donati – le principali criticità riscontrate nella gestione delle emergenze emorragiche sono: l’inadeguata comunicazione tra professionisti, il ritardo nella diagnosi, l’inappropriata assistenza durante la gravidanza, l’inappropriata indicazione al taglio cesareo e l’inappropriato monitoraggio della donna nelle prime 24 ore dopo il parto, informazioni che abbiamo recepito e utilizzato nello sviluppo della nuova Linea Guida”.
La linea guida, redatta sulla base di una rigorosa e aggiornata analisi della letteratura scientifica, è il frutto del lavoro di un gruppo multidisciplinare di esperti incaricati anche dalle società scientifiche: ginecologi, ostetriche, infermieri, anestesisti, ematologi, trasfusionisti, radiologi, anatomopatologi, epidemiologi, metodologi di linee guida, documentalisti e rappresentanti dei cittadini e del Ministero della Salute. La metodologia adottata è quella del Sistema Nazionale Linee Guida-ISS, basata sulla revisione sistematica delle prove disponibili nella letteratura scientifica, la loro valutazione e selezione e sulla interpretazione dei risultati alla luce dell’esperienza dei diversi professionisti coinvolti nel gruppo di sviluppo del documento.
I dati raccolti grazie alla disponibilità del sistema di sorveglianza hanno consentito di ricostruire i percorsi assistenziali offerti alle donne che hanno vissuto gravi complicazioni ostetriche e di produrre informazioni utili al miglioramento dell’organizzazione e della pratica clinica. Parallelamente l’ISS ha organizzato due CORSI di formazione a distanza sullo stesso argomento accreditati ECM , rivolti a medici e ostetriche ai quali hanno partecipato oltre 8.000 professionisti sanitari in soli 18 mesi. Contestualmente anche gruppi di formazione dedicati alle emergenze ostetriche, società scientifiche e aziende sanitarie hanno curato attività di aggiornamento su questa problematica. La diminuzione di frequenza delle morti materne da EPP dal 43% al 26% registrata dalla sorveglianza attiva ISS-regioni tra il 2013 e il 2015 rispetto al periodo precedente potrebbe rappresentare un primo risultato delle numerose iniziative messe in campo a livello nazionale per ridurre le morti evitabili da emorragia ostetrica.

http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1696&tipo=1

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“Quella presentata oggi è una linea guida di estrema importanza – dichiara Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS – nonostante l’Italia sia tra i Paesi europei con i minori tassi di mortalità materna si può fare di più. Grazie ai progetti finanziati dal Ministero della Salute stiamo, infatti, cercando di rendere sempre più capillare la sorveglianza di questo fenomeno perché ci siano sempre meno morti evitabili. Anche questa linea guida, frutto della sorveglianza coordinata dall’ISS, va in questa direzione”.

Tra i focus individuati dalla linea guida l’identificazione precoce del rischio della donna come per esempio  precedenti emorragie del post partum o tagli cesarei, una gravidanza gemellare o un bambino di peso superiore a 4 kg alla nascita. Tra i punti centrali una migliore comunicazione tra professionisti, la donna e i suoi familiari sin dall’esordio del quadro clinico, ma anche l’appropriatezza all’indicazione del cesareo e il monitoraggio della donna durante il post partum.

La linea guida è finalizzata alla promozione delle buone pratiche cliniche nella gestione della EPP (emorragia post partum) e completa le attività di aggiornamento promosse dall’ISS su questa grave condizione clinica.

“Da oggi grazie a questa linea guida abbiamo uno strumento aggiornato con le migliori evidenze cliniche a disposizione di medici e ostetriche – spiega Serena Donati, del Reparto Salute della Donna e dell’Età evolutiva dell’ISS – si tratta di una risorsa importante che nasce da un bisogno intercettato dall’analisi dei dati prodotti dal nostro sistema di sorveglianza ostetrica”.

Il documento passa in rassegna le procedure volte alla prevenzione dell’EPP grazie al riconoscimento delle donne a maggior rischio, la terapia medica e chirurgica della condizione e la sua gestione multidisciplinare, l’assistenza nel post partum e gli aspetti relativi alla gestione del rischio clinico, con particolare riguardo all’organizzazione e alla comunicazione all’interno del team assistenziale e con le donne e i loro familiari. La versione divulgativa sarà diffusa nei servizi sanitari frequentati dalle donne in età riproduttiva per permettere loro di affrontare un’eventuale emergenza con maggiore competenza e consapevolezza.

Nell’ambito delle stesse attività di ricerca da cui è nata l’idea di questa Linea Guida è stato possibile stimare, grazie al sistema di sorveglianza della mortalità materna coordinato dall’ISS in 8 regioni che coprono il 73% dei nati in Italia, non solo un rapporto di mortalità materna pari a 9 decessi ogni 100.000 nati vivi, ma anche la proporzione di morti materne dovute a emorragia ostetrica.  Le regioni coinvolte nella sorveglianza sono: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Tra il 2006 e il 2012 su 100 donne morte a seguito di complicazioni ostetriche della gravidanza e del parto, 43 sono decedute per emergenze emorragiche.  Il rapporto di mortalità materna stimato nel nostro Paese (9/100.000 nati vivi) si colloca nei valori medio-bassi europei, in analogia a quanto stimato in Francia e nel Regno Unito. Al contrario, la proporzione di decessi materni ascrivibili a complicazioni emorragiche è superiore rispetto a quella rilevata in altri paesi economicamente avanzati. Per questo motivo I’ItOSS ha provveduto a diffondere i risultati prodotti dal sistema di sorveglianza e ha promosso attività di ricerca e aggiornamento professionale sul tema della EPP con l’obiettivo di migliorare la prevenzione e il trattamento dei casi evitabili.

“Le indagini confidenziali hanno messo in evidenza criticità simili a quelle del Regno Unito che ha insieme a noi un basso tasso di mortalità materna – continua Serena Donati –  le principali criticità riscontrate nella gestione delle emergenze emorragiche sono: l’inadeguata comunicazione tra professionisti, il ritardo nella diagnosi, l’inappropriata assistenza durante la gravidanza, l’inappropriata indicazione al taglio cesareo e l’inappropriato monitoraggio della donna nelle prime 24 ore dopo il parto, informazioni  che abbiamo recepito e utilizzato nello sviluppo  della nuova Linea guida”.

La linea guida, redatta sulla base di una rigorosa e aggiornata analisi della letteratura scientifica, è il frutto del lavoro di un gruppo multidisciplinare di esperti incaricati anche dalle società scientifiche: ginecologi, ostetriche, infermieri, anestesisti, ematologi, trasfusionisti, radiologi, anatomopatologi, epidemiologi, metodologi di linee guida, documentalisti e rappresentanti dei cittadini e del Ministero della Salute. La metodologia adottata è quella del Sistema Nazionale Linee Guida-ISS, basata sulla revisione sistematica delle prove disponibili nella letteratura scientifica, la loro valutazione e selezione e sulla interpretazione dei risultati alla luce dell’esperienza dei diversi professionisti coinvolti nel gruppo di sviluppo del documento.

I dati raccolti grazie alla disponibilità del sistema di sorveglianza hanno consentito di ricostruire i percorsi assistenziali offerti alle donne che hanno vissuto gravi complicazioni ostetriche e di produrre informazioni utili al miglioramento dell’organizzazione e della pratica clinica. Parallelamente l’ISS ha organizzato due corsi di formazione a distanza sullo stesso argomento accreditati ECM (http://goal.snlg.it/), rivolti a medici e ostetriche ai quali hanno partecipato oltre 8.000 professionisti sanitari in soli 18 mesi. Contestualmente anche gruppi di formazione dedicati alle emergenze ostetriche, società scientifiche e aziende sanitarie hanno curato attività di aggiornamento su questa problematica. La diminuzione di frequenza delle morti materne da EPP dal 43% al 26% registrata dalla sorveglianza attiva ISS-regioni tra il 2013 e il 2015 rispetto al periodo precedente potrebbe rappresentare un primo risultato delle numerose iniziative messe in campo a livello nazionale per ridurre le morti evitabili da emorragia ostetrica.

Fonte: Istituto superiore di sanità, comunicato stampa n. 34 del 24 ottobre 2016

 

ABSTRACT – Le linee guida rappresentano uno strumento utile a garantire il rapido trasferimento delle
conoscenze elaborate dalla ricerca biomedica nella condotta clinica quotidiana.

Si tratta di raccomandazioni di buona pratica – formulate da panel multidisciplinari di
professionisti – in cui trovano opportuna sintesi le migliori prove disponibili in letteratura e
le opinioni degli esperti, a beneficio degli operatori sanitari e degli amministratori, per una
migliore qualità e appropriatezza dell’assistenza resa al paziente.
Le linee guida non offrono degli standard di cura cui riferirsi acriticamente e in maniera
decontestualizzata. Al contrario, tali standard devono potersi esprimere, per ogni singolo caso,
sulla base delle informazioni cliniche disponibili, delle preferenze espresse dai pazienti e delle
altre circostanze di contesto, accuratamente vagliate alla luce dell’expertise dei professionisti
sanitari.
Per tale ragione, l’aderenza alle linee guida non rappresenta di per sé la garanzia di un buon
esito delle cure. In definitiva, spetta alla competenza e al discernimento dei professionisti, in
attento ascolto delle istanze particolari e in considerazione dei valori espressi dai pazienti,
stabilire quali procedure o trattamenti siano più appropriati per la gestione dei singoli casi
clinici.
Tuttavia, ogni significativa deviazione dalle raccomandazioni espresse nelle linee guida – in
quanto regole di condotta riconosciute, ben fondate e largamente condivise – dovrebbe sempre
poter trovare delle motivazioni basate su solide valutazioni di opportunità, argomentate e
chiaramente esplicitate nella documentazione clinica.

La capacità di legare i risultati della ricerca alle politiche e all’azione è un pun-
to di forza dei progetti promossi e realizzati dall’Italian Obstetric Surveillance
System (www.iss.it/itoss) coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. La produ-
zione di linee guida è un esempio tangibile di questa strategia operativa: le racco-
mandazioni per la pratica clinica rappresentano, infatti, un riferimento scientifico
solido, basato su prove di efficacia aggiornate, condiviso dalle società scientifiche e
di agevole consultazione. Le linee guida sono pensate e sviluppate quale strumento
di aggiornamento continuo dei professionisti sanitari e quale sostegno all’imple-
mentazione di percorsi assistenziali efficaci e all’utilizzo efficiente delle risorse da
parte delle Regioni e delle Aziende sanitarie. Sono inoltre finalizzate a facilitare la
relazione professionista-paziente e a promuovere una autentica scelta informata.
L’Istituto Superiore di Sanità si impegna concretamente a sostegno non solo dello
sviluppo, ma anche dell’implementazione delle linee guida, in collaborazione con il
Ministero della Salute e l’Agenas. Per evitare di ridurre le linee guida a uno sterile
esercizio culturale occorre infatti favorire la loro diffusione tra i professionisti sa-
nitari e i potenziali utenti, sostenendo la realizzazione di percorsi organizzativi,
protocolli diagnostico-terapeutici e attività specifiche di formazione. In tal senso,
questo documento si inserisce nell’insieme di azioni di sanità pubblica, coordinate
dal sistema di sorveglianza della mortalità materna dell’ISS e finalizzate alla ri-
duzione delle morti materne evitabili. Oltre a produrre stime affidabili della mor-
talità e grave morbosità materna grazie ad attività di sorveglianza e di ricerca,
l’ISS promuove l’aggiornamento continuo dei professionisti sanitari mediante l’of-
ferta di corsi di formazione a distanza e la promozione di modelli organizzativi
volti al miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli
interventi assistenziali nel percorso nascita. Questo documento rappresenta quindi
un importante tassello di un programma complessivo più ampio che, in collabora-
zione con i professionisti, ha l’obiettivo di contribuire alla promozione delle buone
pratiche nella gestione della emorragia del post partum che è la prima causa di grave
morbosità e mortalità materna in Italia.
La linea guida, redatta sulla base di una rigorosa e aggiornata analisi della let-
teratura scientifica, è il frutto del lavoro di un gruppo multidisciplinare e multi-
professionale di esperti – specialisti in ginecologia e ostetricia, ostetriche, infermieri,
anestesisti, ematologi, trasfusionisti, radiologi, anatomopatologi, epidemiologi, me todologi di linee guida, documentalisti esperti in ricerche bibliografiche e rappresen-
tanti dei cittadini e del Ministero della Salute ai quali va il mio sincero ringrazia-
mento per la qualità del lavoro realizzato.
La metodologia è quella consueta del Sistema Nazionale Linee Guida-ISS, ba-
sata sulla revisione sistematica delle prove disponibili in letteratura, sulla loro va-
lutazione e selezione e sull’interpretazione dei risultati alla luce dell’esperienza dei
diversi professionisti coinvolti nel gruppo di sviluppo della linea guida e dei loro
contesti assistenziali.
Il documento passa in rassegna le procedure volte alla prevenzione della emorra-
gia del post partum e alla riduzione della sua incidenza nella popolazione a rischio,
gli aspetti relativi alla terapia medica e chirurgica, le possibili ricadute sulle future
gravidanze, la gestione multidisciplinare di questa complessa emergenza ostetrica e
gli aspetti relativi al rischio clinico prendendo in esame sia l’organizzazione dell’as-
sistenza che la comunicazione all’interno del team assistenziale e con le donne e i
loro familiari. In un’ottica di crescita culturale e di partecipazione attiva e infor-
mata alle scelte di salute è stata predisposta anche una versione sintetica divulgativa
dei principali contenuti della linea guida destinata alle donne e ai cittadini che sarà
diffusa nei servizi sanitari che assistono le donne in età riproduttiva.
Consapevole che la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo e appropriato,
insieme a un efficace lavoro di team, sono i requisiti essenziali per ridurre al mini-
mo il rischio di questa grave emergenza ostetrica, mi auguro che questo documento
possa sostenere i professionisti e le organizzazioni sanitarie nel loro difficile lavoro
quotidiano.

lineeguidaisspostpartumemorragia

http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1696&tipo=1

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2740

http://www.iss.it/binary/moma/cont/LGEPPcorrige.pdf