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AIAS DECIMOMANNU: IL FATTO COSTITUISCE REATO, CONDANNA A 4 ANNI E SEI MESI

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Quattro anni e mezzo di reclusione: è la pena inflitta oggi dal giudice Giorgio Altieri nei confronti di Sandra Murgia, responsabile della sede Aias di Decimomannu. Il direttore amministrativo regionale, Vittorio Randazzo, è stato assolto perché il fatto non costituisce reato.

Erano finiti sotto processo per i maltrattamenti subiti dagli ospiti in quell’edificio perché, secondo il pm Liliana Ledda, i due dirigenti non potevano non sapere ciò che accadeva.

Si chiude così in primo grado la seconda tranche di un procedimento che si è concluso con tre condanne e otto patteggiamenti a carico di altrettanti lavoratori, infermieri e Oss della struttura di Decimo.

L’indagine era stata avviata nel luglio 2014 dopo l’arrivo in Procura a Cagliari di una denuncia nella quale una lavoratrice di quel centro Aias segnalava “fatti” da lei ritenuti “gravi e meritevoli” di un “intervento immediato delle forze dell’ordine”. Pazienti “maltrattati e trascurati, buttati giù dai letti, messi in fila nudi e scalzi nell’andito in attesa della doccia” fatta “in un unico bagno per non sporcare gli altri”.

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FP CGIL SU CONSIGLIO DI STATO E SALUTE MENTALE

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Sanità: Fp Cgil, ottima la sentenza del Consiglio di stato sulla salute mentale

Roma, 2 maggio - Con una sentenza il Consiglio di stato ritiene illegittima l'esclusione degli psicologi dai concorsi di direttore di unità operativa complessa, "una sentenza epocale per il riconoscimento delle competenze di tutte le professionalità dei dirigenti del SSN in difesa della multidisciplinarietà in salute mentale" afferma Norma Sardella del coordinamento nazionale della Funzione Pubblica Cgil Dirigenti SPTA.

"Una vicenda che si trascina da molti anni e che ci ha visti in prima linea in difesa dei professionisti psicologi, troppo spesso mortificati e delegittimati in molte regioni". "Finalmente si mette la parola fine ad una disparità di trattamento tra i Dirigenti sanitari del SSN - le fa eco Patrizia Fistesmaire in rappresentanza dei dirigenti sanitari della Fp Cgil -. Si era creata una situazione assurda in cui ogni regione, ma direi ogni azienda, applicava una regola diversa. Finalmente tutti si dovranno adeguare a quanto sancito dalla sentenza". Sardella ammette con evidente soddisfazione che "la Sentenza del Consiglio di Stato propone in termini giuridici la promozione di modelli organizzativi che integrino le varie professionalità e modalità di prevenzione e cura in salute mentale, ponendo al centro la persona ed evitando interventi frammentati e parcellizzati, nel pieno spirito e rispetto della 180 che ha indicato a livello internazionale le linee operative per il superamento dei metodi coercitivi e dello stigma di salute mentale". E Fistesmaire aggiunge che 

"La scommessa sarà quella di creare un nuovo equilibrio dove la prevenzione assuma un ruolo determinante. In questo periodo storico di forte precarietà si registra un ricorso diffuso agli psicofarmaci già in epoca giovanile e il disagio pare aver assunto connotati inquietanti, pertanto è fondamentale che vi sia un modo nuovo di intendere anche i nostri servizi di salute mentale". “È fondamentale la valorizzazione  di tutte le professioni che operano nel SSN, nello specifico è centrale il contributo della professioni psicologica, nella sua funzione di prevenzione e cura in ambito della salute mentale” conclude la Funzione Pubblica Cgil Medici e Dirigenti Sanitari.

Ufficio Stampa Fp Cgil nazionale

SENTENZA CONSIGLIO DI STATO APRILE 019

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SANT’ANNA, CONA: ASSOLTE

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Infermiere assolte dall’accusa di omicidio colposo

Due operatrici del Sant’Anna erano a processo per la morte di una paziente avvenuta nel 2013

Dopo sei anni e l’avvicendamento di tre giudici è finito con una doppia assoluzione il processo che vedeva due infermiere dell’Sant’Anna accusate di omicidio colposo per la morte nel settembre 2013 di una signora, ricoverata per un’occlusione intestinale, deceduta dopo una crisi respiratoria dovuta probabilmente a un’alterazione glicemica.

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CONSULENTI DEL LAVORO: QUALE GIUSTO PROCEDIMENTO DISCIPLINARE?

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“Nella materia disciplinare la lacuna esistente, quanto all’inizio della decorrenza della prescrizione, deve colmarsi con il diritto punitivo in senso stretto qual è il diritto penale (art. 185 c.p.). La decorrenza dalla data della realizzazione dell’illecito disciplinare è [..] in linea con la natura sostanziale della prescrizione di ogni illecito, e quindi anche disciplinare o penale, che dia luogo a poteri autoritativi o di irrogazione della sanzione”

Tribunale di Ragusa, ordinanza 15 febbraio 2019
Giudice Scollo

Fatto e diritto

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PSICOLOGHE FURBETTE DEL CARTELLINO NEL SSN

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Qualsiasi ulteriore commento sarebbe superfluo. Necessario invece evidenziare che il contenuto del ccnl comparto sanità indirizza per la responsabilità delle imputate: il riconoscimento della prestazione lavorativa ed il regolare pagamento della retribuzione sono avvenuti senza che avessero assicurato la disponibilità dedotta in contratto. (ndr)

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 4 febbraio – 5 aprile 2019, n. 15046

Presidente Sabeone – Relatore Settembre

Ritenuto in fatto

1. La Corte d’appello di Torino ha confermato – salvo una riduzione di pena per A. – la sentenza di prima cura, che aveva condannato A.C. e L.I. per truffa in danno del Servizio Sanitario Nazionale (art. 640 c.p., comma 1 e comma 2, n. 1).
Secondo quanto si legge in sentenza le due imputate, psicologhe in convenzione col SSN, si allontanarono in plurime occasioni dal luogo di lavoro, dopo aver attestato la loro presenza nella struttura (ospedaliera) in cui prestavano servizio.
2. Contro la sentenza suddetta hanno proposto ricorso per Cassazione le imputate, a mezzo del difensore, svolgendo un motivo comune ad entrambe ed altro motivo relativo, specificamente, alla posizione di A. .

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CONSENSO INFORMATO: COSI’ E’, SE VI PARE…

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Pur respinta una tardiva pretesa di risarcimento per colpa professionale medica, è ammessa una richiesta risarcitoria da mancato consenso informato se raccolto il consenso fornendo informazioni superficiali ed incomplete. La corretta informazione dei rischi poteva infatti portare al rifiuto o a differimento del’intervento chirurgico.

Il danno non patrimoniale da mancato consenso informato può essere considerato conseguente all’esecuzione dell’intervento chirurgico?

Gli elementi costitutivi della causa petendi della domanda da omesso consenso informato sono oggettivamente diversi da quelli posti a fondamento dell’azione relativa alla colpa medica?

sentenza n. 5444 del 14/03/2006:  “quando si esamini il profilo della corretta informazione al paziente è del tutto indifferente se l’esecuzione del trattamento sia stata corretta o meno”

sentenza n. 16543 del 28/07/2011: “il diritto al consenso informato del paziente, in quanto diritto irretrattabile della persona, va comunque e sempre rispettato dal sanitario”.

sentenza n. 14642 del 14/07/2015:  nel rapporto contrattuale paziente-sanitario, è autonomo il rilievo all’inadempimento dell’obbligo di informazione

Costituzione, art. 32, comma 2: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”

Costituzione, art. 13, comma 1: “La libertà personale è inviolabile”

Legge n. 833/1978 all’art. 33: “Gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori di cui ai precedenti commi devono essere accompagnati da iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione da parte di chi vi è obbligato”

Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza n. 8756/2019 del 29 marzo

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CHI DI DIFFAMAZIONE COLPISCE, DI SENTENZA PERISCE

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Difficile catalogare la sezione della news sotto  la voce ”sindacati” e perfino sotto la sigla sindacale d’appartenenza, non lo merita il movimento sindacale nel suo complesso e l’associazione di riferimento, che avrá certamente saputo prenderne le distanze.

Non è nemmeno un fatto di cronaca, non merita approfondimento, editoriali. E allora cosa è?

E’ e resta una sentenza di merito. Punto e a capo, sperando che gli sia utile… 

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INFERMIERE ASSOLTO: IL FATTO NON COSTITUISCE REATO

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L’assoluzione è sempre una buona notizia e non solo per chi è garantista.

Un provvedimento del giudice che pronuncia il proscioglimento da ogni imputazione di un indagato, è frutto evidentemente di una analisi dei fatti che vira in maniera differente dalla richiesta della accusa. Esattamente come quando non si accolgono le tesi difensive.

In un modo o nell’altro, si rispettano.  Notizia in aggiornamento.

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I FANTASMINI DEL CARTELLINO: OBBLIGO DI TIMBRATURA ANCHE IN ASREM

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A) Truffa ai danni di un ente pubblico;

B) Falsa attestazione della propria presenza in servizio

E’ un reato la condotta veterinario che delega la timbratura del proprio “cartellino” personale a terzi in orari diversi da quelli in cui l’agente si trova effettivamente presso il luogo di lavoro. Il Testo Unico del Pubblico impiego? Docet….!

 Ripresi o meno da nascoste telecamere, in concorso con compiacenti “colleghi”, con nonchalance e/o incredibile facciatosta, mediante raggiri e sotterfugi, i punti A) e B) integrano gli estremi di reato. Sapevatelo.

corte cassazione sez. III Penale sentenza n. 10921 del 13 marzo 2019
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