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SENTENZA TAR PIEMONTE: ILLEGITTIMO INCORPORARE IN QUOTA ISCRIZIONE ORDINE PRODOTTI ASSICURATIVI

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Con la sentenza n. 16/2019 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte ha dichiarato l’illegittimità, con conseguente annullamento, della deliberazione assunta in data 21 ottobre 2017 dall’Ordine Nazionale Professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, nella parte in cui ha deciso di imporre a tutti i propri iscritti un sovrapprezzo alla tassa annuale di iscrizione, per “offrire obbligatoriamente” la polizza assicurativa prevista dalla legge Gelli.

Ripercorriamo i passaggi salienti della pronuncia in parola, la quale, prima ancora di esaminare nel merito le doglianze rivolte da un gruppo di TSRM iscritti al Collegio Territoriale di Torino – Aosta – Alessandria, ha ripercorso i fatti che fungono da sfondo alla vicenda oggetto di decisione.

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TEGOLA AIAS: SUI TETTI DI SPESA IL CONSIGLIO DI STATO NON TEME NESSUNO

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Numero 00141/2019 e data 10/01/2019 Spedizione

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REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

Sezione Prima

Numero 00141/2019 e data 10/01/2019

Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 5 dicembre 2018

NUMERO AFFARE 01608/2018

OGGETTO:

Ministero della salute.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza di sospensione, proposto da: Associazione italiana per l’assistenza agli spastici di Cagliari (AIAS), C.R.M. s.r.l. Centro riabilitativo per disabili, Anffas Onlus di Cagliari, Centro medico specialistico riabilitativo s.r.l. (Cmsr s.r.l.), Consorzio Consalus, Logos Gesti e Parole s.r.l., Centro di medicina fisica e riabilitativa C.M.F. s.r.l., Centro riabilitativo Santa Lucia s.r.l., Centro Medico fisiokinesiterapico dei dottori M. Piria e G. Musso s.n.c., C.R.N. Centro riabilitazione neuropatici s.r.l., Tamponi FKT Gallura s.r.l. e Opera Gesù Nazareno, contro la Regione autonoma Sardegna e l’Assessorato regionale, dell’igiene, sanità e dell’assistenza sociale, e nei confronti dell’Azienda per la tutela della salute, per l’annullamento della deliberazione n. 21/12 del 24 aprile 2018 della Giunta regionale della Sardegna, limitatamente alle parti riguardanti la definizione dei tetti di spesa, le deleghe di funzioni all’ATS e la definizione dei “contratti-tipo”.

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ASSENTE INGIUSTIFICATO ALLA FORMAZIONE OBBLIGATORIA? AHI AHI AHI

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Recidivo e quindi Licenziato per la mancata partecipazione a un corso sull’accordo Stato-Regioni. Al lavoratore erano già state contestati altri due episodi analoghi. Per i giudici, palese la gravità della violazione compiuta dal dipendente.

Corte di Cassaziobe sez. Lavoro, ordinanza n. 138/19 del 7 gennaio 2019

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LOCANDINA SINDACALE BORDER LINE? RESPONSABILITA’ DELL’ORGANIZZAZIONE

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Qualora  l’autore materiale dell’affissione di una locandina contente un messaggio sindacale in violazione di prescrizioni ex art. 24, comma 2, d.lgs. n. 507/1993 non venga identificato, si configura la responsabilità solidale dell’organizzazione sindacale.

Corte Cassazione sez. VI Civile-2, Ordinanza n. 100/19 del 4 gennaio 2019

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SULL’ISCRIZIONE ALL’ORDINE DI UN MASSIOFISIOTERAPISTA

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…in questi giorni si è molto parlato delle deroghe per le iscrizione all’ordine, emblematica potrebbe essere la suddetta sentenza.

Un massaggiatore fisioterapista, con attestato triennale, ha chiesto l’iscrizione presso l’ordine dei fisioterapisti, istituito con D.M. 13 marzo 2018. La richiesta è stata rigettata.

L’iscrizione veniva rifiutata dal momento che il diploma di Massofisioterapista, di cui era in possesso il ricorrente, doveva essere stato conseguito secondo la procedura entro il 17 marzo 1999 (data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 42 del 1999).

La massofisioterapia sarebbe equipollente alla fisioterapia. Il titolo di massofisioterapista conseguito prima dell’istituzione dei corsi di laurea di fisioterapia è equipollente a quello di fisioterapista ex DM n. 741 del 1992, solo ove il massofisioterapista si sia diplomato entro il 17 marzo 1999, tramite corsi triennali statali o autorizzati dal Ministero iniziati entro il 31 dicembre 1995.

La legge n. 42 del 1999, regolamenta le professioni sanitarie, previo conseguimento del diploma universitario. L’equipollenza può essere automatica solo se il relativo diploma è stato conseguito all’esito di un corso già regolamentato a livello nazionale, alla presenza di moduli formativi la cui uniformità ed equivalenza fosse già stata riconosciuta nel regime pregresso.

Roma, 7.01.2019

Coordinamento Regionale Nursing Up Lazio

Laura Rita Santoro

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I CRITERI PER LE PROCEDURE DI MOBILITA’ VANNO FISSATI PREVENTIVAMENTE

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Roma, 7.01.2018

Coordinamento Regionale Nursing Up Lazio

Laura Rita Santoro

I criteri relativi alle procedure di mobilità vanno fissati tutti preventivamente.

La pubblica amministrazione, nell’ambito della peculiarietà della procedura di mobilità rispetto a quella del concorso pubblico, deve fissare dei criteri che ne garantiscano la trasparenza sin dalla fase di ammissione alla procedura stessa senza che tale attività sia contraria a quanto previsto dal legislatore.
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MALATTIA PROFESSIONALE SOLO SE IL LAVORATORE DIMOSTRA IL NESSO CON LE MANSIONI SVOLTE

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Problemi di salute, sindrome ansioso-depressiva, quadro preoccupante tracciato da una dipendente, ma per la Cassazione non sono connessi in modo chiaro alle mansioni svolte in ufficio.

Da escludere,  conseguentemente, l’ipotesi della “causa di servizio”, da respingere la richiesta di “indennizzo” presentata dalla lavoratrice

Corte di Cassazione, ordinanza n. 61/19, sezione VI Lavoro, depositata 3 gennaio

In secondo grado viene escluso «il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di determinate infermità» lamentate da una «dipendente», inquadrata come «segretario» con mansioni  movimentazioni di fascicoli.

La lavoratrice ha lamentato problemi alla mano destra e al gomito destro e una «sindrome ansioso-depressiva», collegandoli con i compiti svolti in ufficio

In Corte d’Appello, laddove i Giudici hanno osservato che «le mansioni che la lavoratrice asseriva di avere svolto esulavano dal profilo professionale rivestito».

«Non erano stati precisati la frequenza del presunto spostamento dei faldoni, il loro peso e i mezzi di trasporto adoperati per l’eventuale spostamento».

La dipendente non ha «dimostrato quali fossero le caratteristiche concrete della prestazione» a cui attribuisce «le lamentate affezioni» fisiche.

 

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COMPARTO SANITÀ: CONSULTA BOCCIA PASSAGGIO DA TEMPO DETERMINATO A INDETERMINATO

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Nel comparto della sanità pubblica, anche a causa del blocco delle assunzioni, si è assisto al conferimento di moltissimi incarichi a tempo determinato ma anche all’affidamento di convenzioni con partita IVA ed infine a chiamate dirette.

Sulla questione, molto complessa che si è determinata è intervenuta ora la Corte Costituzionale con sentenza n. 34 in data 27 dicembre che si è espressa in modo molto negativo come riportato qui appresso.

Il Tribunale ordinario di Foggia, in funzione di giudice del lavoro, con ordinanza del 26 ottobre 2016, iscritta al n. 32 del reg. ord. 2017, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell’art. 10, comma 4-ter, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 (Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES), e dell’art. 36, commi 5, 5-ter e 5-quater, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), in riferimento, nel complesso, agli artt. 3, 4, 24, 35, primo comma, 97, terzo (recte: quarto) comma, 101, secondo comma, 104, primo comma, 111, secondo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione alla clausola 4, punto 1, e alla clausola 5, punti 1 e 2, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEP sul lavoro a tempo determinato, e all’art. 4, paragrafo 3, del Trattato sull’Unione europea.

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ASL TARANTO RICORRE, CASSAZIONE LAVORO SENTENZIA

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Cassazione civile sez. lav., 15/07/2016, (ud. 27/04/2016, dep. 15/07/2016), n.14585

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati. Dott. MACIOCE Luigi – Presidente – Dott. NAPOLETANO Giuseppe – Consigliere –Dott. TORRICE Amelia – Consigliere Dott. BLASUTTO Daniela – rel. Consigliere –Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – Consigliere –

ha pronunciato la seguente: SENTENZA

sul ricorso 3393/2014 proposto da:

AZIENDA SANITARIA LOCALE TARANTO, C.F. (OMISSIS), in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, PIAZZA DELL’UNITA’ 13, presso lo studio dell’avvocato LUISA

RANUCCI, rappresentata e difesa dall’avvocato CRISTINA GIGANTE,

giusta memoria di nomina nuovo difensore del 25/05/2015;

– ricorrente –

contro

P.A., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,

VIA COSSERIA 2, presso lo studio dell’avvocato ALFREDO PLACIDI,

rappresentata e difesa dall’avvocato LUIGI PACCIONE, giusta delega

in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 322/2013 della CORTE D’APPELLO LECCE – SEZ.

DIST. DI TARANTO, depositata il 25/11/2013 R.G.N. 233/13;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

27/04/2016 dal Consigliere Dott. DANIELA BLASUTTO:

udito l’Avvocato GIGANTE CRISTINA;

udito l’Avvocato PACCIONE LUIGI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MASTROBERARDINO Paola, che ha concluso per l’accoglimento del

ricorso.

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