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Legislazione

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CTU E STATO DI SALUTE DEL PAZIENTE

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Accertare e documentare uno stato patologico che logora un paziente con il passare del tempo può produrre, unitamente ad altre limitazioni, motivo per riconoscere il diritto all’invalidità di accompagnamento

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 26559/18; depositata il 22 ottobre, caso di un soggetto che viene infettato da un grave virus agli occhi e che  il tempo ha portato alla parziale cecità)

La sussistenza di diverse patologie patite da un unico soggetto è determinante per valutare lo stato di salute di uno specifico soggetto. La cecità parziale del degente accertata dalla documentazione fornita dalla Commissione medica e la presenza di altre minorazioni sofferte dal medesimo soggetto  erano in grado di integrare lo stato di totale invalidità

 

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AVVISO AI PRATICANTI DECORSO IL SESSENNIO

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La perdita della qualifica di praticante avvocato comporta automaticamente il venir meno del patrocinio

Una volta decorso il sessennio l’iscritto non può più esercitare il patrocinio, senza dover necessariamente subire la cancellazione del registro.

Cassazione III CIVILE N. 26704/2018 DEL 23 OTTOBRE 

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PEC DOPO LE ORE 21,00? NOTIFICA CON DECORRENZA GIORNO SUCCESSIVO

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La notifica effettuata via PEC dopo le ore 21 si perfeziona, sia per il notificante che per il notificato, il giorno successivo, con tutte le conseguenze del caso sull’eventuale improcedibilità dell’atto notificato per la scadenza del termine.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza n. 23225/18 del 27 settembre 2018

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AZIENDE OSPEDALIERE UNIVERSITARIE: CHI PUO’ DIFENDERLE QUANDO?

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Le Aziende Ospedaliere Universitarie hanno facoltà di derogare al patrocinio autorizzato spettante per legge all’Avvocatura dello Stato?

Per avvalersi dell’opera di liberi professionisti, le AOU (equiparate alle università statali) sono subordinate ad adottare specifiche e motivate deliberazioni da parte del Rettore, e da sottoporre al consiglio di amministrazione per il controllo di legittimità.

In carenza del controllo previsto, è conseguente la nullità del mandato.

NB: regolamenti e statuti delle Università sono fonti di rango secondario insuscettibili di derogare alla legislazione primaria.

Corte Cassazione SEZIONE III Civile, sentenza n. 24545/18 del 5 ottobre 2018

 

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BADGE CHE RACCOGLIE DATI BIOMETRICI? VIETATO

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Badge e identificazione della mano: azienda sanzionata per il controllo dei dipendenti

Confermata in Cassazione la multa decisa dal Garante per la protezione dei dati personali: 66mila euro di sanzione.

La violazione compiuta è consistita nell’implementare un sistema che raccoglieva i dati biometrici della mano per monitorare le presenze dei lavoratori, senza alcun confronto coi sindacati e col Garante.

Cassazione SEZIONE II Civile, ordinanza n. 25686/18 del 15 ottobre

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ULTIMISSIME SU DEMANSIONAMENTO E DEQUALIFICAZIONE, DANNO PROFESSIONALE O ESISTENZIALE

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CASSAZIONE SEZIONE LAVORO N. 25071/18 del 10 ottobre 2018

In tema di demansionamento e di dequalificazione:

  • si è spesso sentenziato che il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno professionale, biologico o esistenziale non possa esulare da una specifica allegazione nel ricorso introduttivo del giudizio e dalla prova dell’esistenza del danno stesso e del nesso di causalità, che per il danno esistenziale può risultare anche in via presuntiva

 

  • affinchè venga riconosciuto il diritto del lavoratore al risarcimento del danno non patrimoniale che ne deriverebbe, non si può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio, sulla natura e sulle caratteristiche del pregiudizio medesimo.

 

  • per quanto attiene il risarcimento del danno biologico, esso è subordinato all’esistenza di una lesione dell’integrità psico-fisica medicalmente accertabile

 

  • per quanto attiene al danno esistenziale, va dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento

 

  • per quanto attiene al danno esistenziale, assume rilievo la prova per presunzioni

 

  • all’esistenza del danno si giunge dalla complessiva valutazione e deduzione di precisi elementi quali caratteristiche, durata, gravità, conoscibilità all’interno ed all’esterno del luogo di lavoro dell’operata dequalificazione, frustrazione di precisate e ragionevoli aspettative di progressione professionale, effetti negativi dispiegati nelle abitudini di vita del soggetto

 

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DISCRIMINAZIONI DI GENERE SUI LUOGHI DI LAVORO: CHI DIMOSTRA COSA?

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E’ la lavoratrice a dover dimostrare di essere discriminata rispetto ai colleghi uomini?

Fattori e gli elementi di prova alla base di una ritenuta sussistenza discriminante diretta o indiretta, per inosservanza del datore di lavoro, tale da indurre una lavoratrice a ritenersi lesa del principio della parità di trattamento, deve essere dimostrata in giudizio dalla lavoratrice stessa.

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 3 luglio – 12 ottobre 2018, n. 25543

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CHAT PRIVATE, SEGRETEZZA DELLE COMUNICAZIONI, DIRITTO DI CRITICA

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Chat sindacale a tinte forti su Facebook,  nel mirino l’amministratore delegato della società, definito “faccia di m…a” e “c…e” dal componente della ‘Rappresentanza sindacale aziendale’, guardia giurata, che per giunta definisce “schiavisti” i metodi adottati dai vertici dell’impresa.Lo scambio di messaggi online, che ha coinvolto anche un altro sindacalista e una dipendente, è finito per mano anonima sulla scrivania dei rappresentanti dell’azienda. Quel documento non è però sufficiente per giustificare il licenziamento del lavoratore sindacalista.

Decisiva, per i Giudici del ‘Palazzaccio’, «l’esigenza di tutela della segretezza nelle comunicazioni», che si impone anche alle «chat private». (Cassazione, ordinanza n. 21965/2018, Sezione Lavoro, depositata il 10 settembre).

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