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Legislazione

Sentenze

IL GARANTE DELLA PRIVACY SU TRATTAMENTO ASL ELENCHI COVID+

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Un Comune ha ricevuto l’elenco delle persone risultate positive al virus tramite una casella di posta elettronica generica consultabile da tutti i dipendenti, e per questo motivo ha presentato una segnalazione al Garante.

L’ASL si è quindi subito messa a disposizione dell’Autorità evidenziando di aver immediatamente adottato misure più pertinenti per tutelare la riservatezza delle persone tra cui la cifratura degli elenchi, ai sensi dell’art. 32, GDPR.

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NO VAX? SOSPENSIONE ADEGUATA E PROPORZIONATA

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Sospesa dal lavoro e dallo stipendio perché si rifiuta di vaccinarsi contro il Covid, fa ricorso contro il provvedimento al giudice del lavoro che glielo respinge giudicando la misura «adeguata e proporzionata».

La vicenda è accaduta a Terni e vede protagonista un’operatrice socio sanitaria, dipendente della cooperativa sociale Actl New.

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NO MASK? SI SANZ!

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4 giugno 2021, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Venezia conferma tramite sentenza la legittimità della sanzione disciplinare inflitta ad un lavoratore per il mancato utilizzo della mascherina sul luogo di lavoro, il cui uso è misura di sicurezza e di igiene imposta dalla diffusione della pandemia, con la conseguenza che l’inottemperanza alla disposizione impartita dal datore di lavoro di indossarla costituisce un inadempimento sanzionabile con la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. SAPEVATELO!

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TRIBUNALE BELLUNO 12/2021 SU RICORSO OSS NO VAX: RIGETTATO

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TRIBUNALE DI BELLUNO n. 12/2021 R.G.

Il Giudice

sciogliendo la riserva assunta con verbale di trattazione scritta in data
16.3.21;

ritenuto che risulta difettare il fumus boni iuris, disponendo l’art. 2087 c.c.
che “ L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le
misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica,
sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei
prestatori di lavoro “;

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P.Q.M. HA DIRITTO AD ESSERE ASSEGNATO…

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Da Nursing Up Lazio riceviamo e pubblichiamo.

Gent.le Direttore, interessante sentenza. Io stessa nel difendere colleghi che sospiravano per un cambio contestuale, ho dovuto consigliare di rinunciare a cambiare alle prerogative di L. 104.
Un bruttissimo consiglio, cui avrei preferito non ricorrere, si è costretti ad utilizzare tale modalità al fine di addivenire ad una soluzione. Spesso è un problema serio essere costretti ad aspettare i tempi della giustizia, certi escamotage, benché lunghi, risultano più veloci del ricorso al tribunale, ma anche più economico.

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SE L’INFERMIERE PIANGE, IL MEDICO NON RIDE

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Risarcimento del danno per mancato riconoscimento della professionalità

Il Tribunale di Potenza, Sezione Lavoro, ha condannato un’azienda sanitaria lucana al risarcimento del danno professionale e patrimoniale subito da un dirigente medico  a cui è stato immotivatamente negato il diritto a essere impiegato in mansioni attinenti al proprio ruolo.

Il medico, dipendente di un’Azienda Sanitaria lucana, è stato costretto a una forzata inattività per un periodo prolungato senza alcuna giustificazione da parte dell’Azienda Sanitaria di appartenenza. Al professionista, infatti, è stato attribuito un incarico di base oggettivamente inadeguato rispetto al bagaglio professionale, all’esperienza maturata, all’anzianità di servizio e alle valutazioni positive formulate dalla stessa Azienda.

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LUCA BENCI: UN DROPLET OLTRE IL MANUALE GIURIDICO

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Ci sono molte possibilità per descrivere un uomo ed un professionista, e quell’uomo e quel professionista oggi avrebbe ironicamente commentato e aggrottato le ciglia, come era solito fare, di fronte ad improbabili pistolotti post mortem.

Spiazzante  nella vita infermieristica e giuridica e deprivato di luoghi comuni, resterà ben oltre un manuale giuridico, un libro, una lezione ad un evento ecm, uno scritto sempre pungente, attuale e contaminante: un droplet che si posava ovunque, soprattutto sulle foglie di quella professione sanitaria che amava e che lo ricambiava nutrendosi di quei ragionamenti e di quelle prospettive, pur irte.

Ben oltre un manuale perché è stato l’essenza e la forma della  professione infermieristica stessa, per la quale tutti i giorni ci spendiamo e che vorremmo.

Una assenza-presenza che continuerà a pesare e contare per anni negli infermieri di buona volontà.

 

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