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Legislazione

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I FANTASMINI DEL CARTELLINO: OBBLIGO DI TIMBRATURA ANCHE IN ASREM

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A) Truffa ai danni di un ente pubblico;

B) Falsa attestazione della propria presenza in servizio

E’ un reato la condotta veterinario che delega la timbratura del proprio “cartellino” personale a terzi in orari diversi da quelli in cui l’agente si trova effettivamente presso il luogo di lavoro. Il Testo Unico del Pubblico impiego? Docet….!

 Ripresi o meno da nascoste telecamere, in concorso con compiacenti “colleghi”, con nonchalance e/o incredibile facciatosta, mediante raggiri e sotterfugi, i punti A) e B) integrano gli estremi di reato. Sapevatelo.

corte cassazione sez. III Penale sentenza n. 10921 del 13 marzo 2019
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IN AMBITO INFERMIERISTICO, IL TEMPO DI VESTIZIONE E IL CAMBIO TURNO SONO RETRIBUIBILI

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«in materia di orario di lavoro nell’ambito dell’attività infermieristica, nel silenzio della contrattazione collettiva (..), il tempo di vestizione-svestizione dà diritto alla retribuzione al di là del rapporto sinallagmatico, trattandosi di un obbligo imposto dalle superiori esigenze di sicurezza ed igiene, riguardanti sia la gestione del servizio pubblico sia la stessa incolumità del personale addetto»

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza 24 ottobre 2018, 11 febbraio 2019, n. 3901

Presidente Napoletano – Relatore De Felice

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SENTENZA TAR PIEMONTE: ILLEGITTIMO INCORPORARE IN QUOTA ISCRIZIONE ORDINE PRODOTTI ASSICURATIVI

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Con la sentenza n. 16/2019 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte ha dichiarato l’illegittimità, con conseguente annullamento, della deliberazione assunta in data 21 ottobre 2017 dall’Ordine Nazionale Professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, nella parte in cui ha deciso di imporre a tutti i propri iscritti un sovrapprezzo alla tassa annuale di iscrizione, per “offrire obbligatoriamente” la polizza assicurativa prevista dalla legge Gelli.

Ripercorriamo i passaggi salienti della pronuncia in parola, la quale, prima ancora di esaminare nel merito le doglianze rivolte da un gruppo di TSRM iscritti al Collegio Territoriale di Torino – Aosta – Alessandria, ha ripercorso i fatti che fungono da sfondo alla vicenda oggetto di decisione.

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TEGOLA AIAS: SUI TETTI DI SPESA IL CONSIGLIO DI STATO NON TEME NESSUNO

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Numero 00141/2019 e data 10/01/2019 Spedizione

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REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

Sezione Prima

Numero 00141/2019 e data 10/01/2019

Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 5 dicembre 2018

NUMERO AFFARE 01608/2018

OGGETTO:

Ministero della salute.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza di sospensione, proposto da: Associazione italiana per l’assistenza agli spastici di Cagliari (AIAS), C.R.M. s.r.l. Centro riabilitativo per disabili, Anffas Onlus di Cagliari, Centro medico specialistico riabilitativo s.r.l. (Cmsr s.r.l.), Consorzio Consalus, Logos Gesti e Parole s.r.l., Centro di medicina fisica e riabilitativa C.M.F. s.r.l., Centro riabilitativo Santa Lucia s.r.l., Centro Medico fisiokinesiterapico dei dottori M. Piria e G. Musso s.n.c., C.R.N. Centro riabilitazione neuropatici s.r.l., Tamponi FKT Gallura s.r.l. e Opera Gesù Nazareno, contro la Regione autonoma Sardegna e l’Assessorato regionale, dell’igiene, sanità e dell’assistenza sociale, e nei confronti dell’Azienda per la tutela della salute, per l’annullamento della deliberazione n. 21/12 del 24 aprile 2018 della Giunta regionale della Sardegna, limitatamente alle parti riguardanti la definizione dei tetti di spesa, le deleghe di funzioni all’ATS e la definizione dei “contratti-tipo”.

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ASSENTE INGIUSTIFICATO ALLA FORMAZIONE OBBLIGATORIA? AHI AHI AHI

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Recidivo e quindi Licenziato per la mancata partecipazione a un corso sull’accordo Stato-Regioni. Al lavoratore erano già state contestati altri due episodi analoghi. Per i giudici, palese la gravità della violazione compiuta dal dipendente.

Corte di Cassaziobe sez. Lavoro, ordinanza n. 138/19 del 7 gennaio 2019

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LOCANDINA SINDACALE BORDER LINE? RESPONSABILITA’ DELL’ORGANIZZAZIONE

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Qualora  l’autore materiale dell’affissione di una locandina contente un messaggio sindacale in violazione di prescrizioni ex art. 24, comma 2, d.lgs. n. 507/1993 non venga identificato, si configura la responsabilità solidale dell’organizzazione sindacale.

Corte Cassazione sez. VI Civile-2, Ordinanza n. 100/19 del 4 gennaio 2019

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SULL’ISCRIZIONE ALL’ORDINE DI UN MASSIOFISIOTERAPISTA

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…in questi giorni si è molto parlato delle deroghe per le iscrizione all’ordine, emblematica potrebbe essere la suddetta sentenza.

Un massaggiatore fisioterapista, con attestato triennale, ha chiesto l’iscrizione presso l’ordine dei fisioterapisti, istituito con D.M. 13 marzo 2018. La richiesta è stata rigettata.

L’iscrizione veniva rifiutata dal momento che il diploma di Massofisioterapista, di cui era in possesso il ricorrente, doveva essere stato conseguito secondo la procedura entro il 17 marzo 1999 (data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 42 del 1999).

La massofisioterapia sarebbe equipollente alla fisioterapia. Il titolo di massofisioterapista conseguito prima dell’istituzione dei corsi di laurea di fisioterapia è equipollente a quello di fisioterapista ex DM n. 741 del 1992, solo ove il massofisioterapista si sia diplomato entro il 17 marzo 1999, tramite corsi triennali statali o autorizzati dal Ministero iniziati entro il 31 dicembre 1995.

La legge n. 42 del 1999, regolamenta le professioni sanitarie, previo conseguimento del diploma universitario. L’equipollenza può essere automatica solo se il relativo diploma è stato conseguito all’esito di un corso già regolamentato a livello nazionale, alla presenza di moduli formativi la cui uniformità ed equivalenza fosse già stata riconosciuta nel regime pregresso.

Roma, 7.01.2019

Coordinamento Regionale Nursing Up Lazio

Laura Rita Santoro

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I CRITERI PER LE PROCEDURE DI MOBILITA’ VANNO FISSATI PREVENTIVAMENTE

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Roma, 7.01.2018

Coordinamento Regionale Nursing Up Lazio

Laura Rita Santoro

I criteri relativi alle procedure di mobilità vanno fissati tutti preventivamente.

La pubblica amministrazione, nell’ambito della peculiarietà della procedura di mobilità rispetto a quella del concorso pubblico, deve fissare dei criteri che ne garantiscano la trasparenza sin dalla fase di ammissione alla procedura stessa senza che tale attività sia contraria a quanto previsto dal legislatore.
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MALATTIA PROFESSIONALE SOLO SE IL LAVORATORE DIMOSTRA IL NESSO CON LE MANSIONI SVOLTE

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Problemi di salute, sindrome ansioso-depressiva, quadro preoccupante tracciato da una dipendente, ma per la Cassazione non sono connessi in modo chiaro alle mansioni svolte in ufficio.

Da escludere,  conseguentemente, l’ipotesi della “causa di servizio”, da respingere la richiesta di “indennizzo” presentata dalla lavoratrice

Corte di Cassazione, ordinanza n. 61/19, sezione VI Lavoro, depositata 3 gennaio

In secondo grado viene escluso «il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di determinate infermità» lamentate da una «dipendente», inquadrata come «segretario» con mansioni  movimentazioni di fascicoli.

La lavoratrice ha lamentato problemi alla mano destra e al gomito destro e una «sindrome ansioso-depressiva», collegandoli con i compiti svolti in ufficio

In Corte d’Appello, laddove i Giudici hanno osservato che «le mansioni che la lavoratrice asseriva di avere svolto esulavano dal profilo professionale rivestito».

«Non erano stati precisati la frequenza del presunto spostamento dei faldoni, il loro peso e i mezzi di trasporto adoperati per l’eventuale spostamento».

La dipendente non ha «dimostrato quali fossero le caratteristiche concrete della prestazione» a cui attribuisce «le lamentate affezioni» fisiche.

 

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