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dizionario sindacale

LE VOCI DELL’AGIRE AZIENDALE, PROFESSIONALE E SINDACALE: LETTERA D

equilibrio

I luoghi comuni, i pregiudizi, il pressapochismo e l’immaginario collettivo assegnano spesso agli attori della vita politica, amministrativa e professionale di Associazioni, Collegi e Sindacati scarsa correlazione tra l’agire e il sapere, tra il fare e il conoscere, tra la competenza e l’autorevolezza necessari per svolgere al meglio e nell’interesse della collettività le funzioni e le prerogative assegnate dalle leggi al livello al quale ci si intende riferire: è più semplice liquidare l’impegno istituzionale, associativo, sindacale con “non hanno mai fatto niente per me” piuttosto che “sono seduti li per seguire solo i loro comodi” e ancora “quando ho avuto bisogno di aiuto mi sono dovuto rivolgere ad altri o fare da solo”, concludendo con il classico “a cosa servono?”. Tra le voci che compongono il mondo dell’agire professionale, dalla A di Abbandono di Incapace alla Z di Zona pericolosa, ne abbiamo selezionato una parte non esaustiva a testimonianza degli ambiti, delle responsabilità, dei contesti, delle fattispecie, delle problematiche, dei diritti e dei doveri che si devono in ogni momento saper cogliere e valutare per poi eventualmente farli propri (ve ne fossero i presupposti formali, sostanziali e documentali) per la tutela (in autonomia o in concorso) del decoro, dell’immagine, della dignità e  degli attori della vita aziendale, sindacale e professionale nel pubblico impiego e nella sanità privata. Oggi con le voci di cui alla lettera D.

D

DANNO BIOLOGICO: In via sperimentale viene definito lesione all’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico-legale, della persona. Le prestazioni conseguenti al danno biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato

 DANNO: Qualsiasi alterazione, transitoria o permanente, dell’organismo umano o di sue parti o funzioni. Il danno può essere fisico o psichico.

 DATORE DI LAVORO (art. 2 D.Lgs. 81/08): Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.

 DECLARATORIA CONTRATTUALE: La descrizione delle caratteristiche professionali dalle quali dipende l’attribuzione al lavoratore di una delle categorie d’inquadramento previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Per le professioni infermieristiche del Comparto Sanità è la categoria D: inquadramento retributivo dei professionisti infermieri, tra gli altri, che ricoprono posizioni di lavoro che richiedono, oltre a conoscenze teoriche specialistiche e/o gestionali in relazione ai titoli di studio e professionali conseguiti , autonomia e responsabilità proprie, capacità organizzative, di coordinamento e gestionali caratterizzate da discrezionalità operativa nell’ambito di strutture operative semplici previste dal modello organizzativo aziendale- Appartengono altresì a questa categoria – nel livello economico D super (Ds) – i lavoratori che ricoprono posizioni di lavoro che, oltre alle conoscenze teoriche specialistiche e/o gestionali in relazione ai titoli di studio e professionali conseguiti, richiedono a titolo esemplificativo e anche disgiuntamente: autonomia e responsabilità dei risultati conseguiti; ampia discrezionalità operativa nell’ambito delle strutture operative di assegnazione; funzioni di direzione e coordinamento, gestione e controllo di risorse umane; coordinamento di attività didattica; iniziative di programmazione e proposta.

DECORO: comportamento ineccepibile e positivo sotto il profilo deontologico e sociale a tutto vantaggio della migliore immagine professionale di se stessi e della categoria tra i mass media e la società

DELIBERA: Decisione di un organo amministrativo collegiale.

 DEMANSIONAMENTO: E’ fatto divieto al datore di lavoro di assegnare il lavoratore a mansioni inferiori pregiudicando la professionalità acquisita dal lavoratore. Si definisce demansionamento l’assegnazione da parte del datore di lavoro di mansioni inferiori rispetto a quelle proprie della qualifica di appartenenza.

DEONTOLOGIA: Insieme di regole e norme elaborate dagli stessi professionisti e che disciplinano il comportamento di ogni operatore sia nei confronti dei clienti che dei colleghi. Si concretizza nel Codice deontologico.

DEQUALIFICAZIONE: la lesione dell’immagine personale e professionale del lavoratore  conseguente alla continua assegnazione da parte del datore di lavoro di mansioni esecutive che ne sviliscono il ruolo riconosciuto dalla contrattazione collettiva. in alcune strutture la confusione dei ruoli professionali determinata dalla cronica assenza del personale di supporto ha fatto si che alcune delle attività estranee al profilo professionale dell’infermiere siano state addirittura inserite nel loro piano di lavoro giornaliero

DIAGNOSI INFERMIERISTICA Problema di salute o bisogni insoddisfatti, reali o potenziali, considerati, identificati e analizzati dall’infermiere con interventi autonomi o in collaborazione. Giudizio clinico sulle reazioni ai problemi di salute reali o potenziali, ai processi di vita di una persona, di una famiglia, di una collettività.

DIAGNOSI: (Dal greco: dià, ‘attraverso’ e gnosis, ‘conoscenza’). Il processo di identificazione e categorizzazione di una malattia o di una condizione. Nella medicina occidentale la procedura comprende un’anamnesi e l’elenco dei sintomi del paziente, i segni visibili e i risultati dell’analisi di laboratorio di sangue, urine, biopsia di tessuti o di altre sostanze che possono identificare i segni clinici di una malattia. In fase finale, vengono assemblate tutte le informazioni rilevanti per decidere se i sintomi e le analisi corrispondono a uno specifico tipo di malattia o meno.

DIAGNOSI INFERMIERISTICA: Dall’analisi della letteratura possono emergere almeno quattro definizioni: a) una funzione infermieristica e una valutazione delle risposte all’utente indipendente; b) problemi di salute attuali o potenziali che gli infermieri, in virtù delle loro preparazione ed esperienza, sono capaci di trattare ed abilitati a farlo (Gordon, 1982); c) un giudizio clinico riguardante una persona, una famiglia o una comunità al quali si giunge mediante un processo deliberato e sistematico di raccolta ed analisi dei dati e che costituisce la base per la prescrizione di trattamenti risolutivi di cui l’infermiere è responsabile; d) un’affermazione che descrive una risposta umana di una persona o di un gruppo, che l’infermiere è abilitato a riconoscere e per la quale può prescrivere interventi risolutivi che mirano a mantenere lo stato di salute o a ridurre, eliminare o prevenire le alterazioni (Carpenito, 1988). La North American Nursing Diagnosis Association (NANDA), ha approvato una definizione ufficiale della diagnosi infermieristica: “”giudizio clinico riguardante le risposte delle persona, della famiglia o della comunità a problemi di salute/processi vitali attuali o potenziali””. La Diagnosi Infermieristica: costituisce la base sulla quale scegliere gli interventi infermieristici volti a raggiungere dei risultati di cui l’infermiere è responsabile; è un’affermazione che descrive uno specifico tipo di problema o di risposta identificato dall’infermiere esprime il giudizio professionale sulle condizioni del paziente, sulle sue risposte ai trattamenti ricevuti e sulle necessità di assistenza infermieristica.

DICHIARAZIONE DI HELSINKI: Dichiarazione dell’Associazione Medica Mondiale (WMA) adottata per la sua XVIII riunione generale, tenutasi a Helsinki nel giugno del 1964, sui principi etici per la ricerca medica che coinvolga soggetti di ricerca umani. È stata spesso modificata nel corso delle riunioni successive del WMA. Non va confusa con l’Accordo di Helsinki, stipulato nell’agosto del 1975, un importante patto diplomatico, firmato in occasione della prima conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DI DIRITTI UMANI: È un documento costituzionale universale che delinea i diritti dell’intera umanità, adottando e preservando uno ‘standard di conseguimento comune per tutte le persone e tutte le nazioni’. Stilato dalla commissione per i diritti umani, nominata dal consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite presieduto da Eleanor Roosevelt, il documento è stato approvato dall’assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre del 1948, con quarantotto voti favorevoli e otto contrari, per poi essere sottoscritto da molti altri stati. I trenta articoli della dichiarazione coprono le seguenti aree: gli articoli 1-2 stabiliscono i concetti basilari di libertà ed eguaglianza già sanciti dalla Rivoluzione Francese; gli articoli 3-11 stabiliscono i diritti individuali, quali il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona; gli articoli 12-17 stabiliscono i diritti degli individui verso la comunità, il diritto alla famiglia, al matrimonio, il diritto a possedere una proprietà, il diritto a una nazionalità; gli articoli 18-21 sanciscono le libertà costituzionali, ovvero il diritto alla libertà di pensiero e coscienza, la libertà di espressione e di associazione; gli articoli 22-27 stabiliscono i diritti economici, sociali e culturali; gli articoli 28-30 stabiliscono le modalità di utilizzo di questa dichiarazione.

DIDATTICA TUTORIALE: Metodo di apprendimento attivo, centrato sul discente e basato sull’apprendimento per ricerca e per scoperta. Si avvale di un docente, che non trasmette informazioni, ma facilita l’apprendimento e valorizza e motiva sia lo studio individuale che il lavoro di gruppo.

DILEMMA ETICO: situazione di conflitto tra due o più principi etici, senza una soluzione ovvia.

DILIGENZA: circostanza che ricorre ogni volta in cui il professionista abbia tenuto un comportamento da considerarsi idoneo a permettere il raggiungimento di precise finalità in funzione dell’interessi degli utenti, e alle quali deve fare riferimento l’incaricato nell’esecuzione della prestazione.

DIRETTIVA: Atto di indirizzo per l’azione amministrativa di un servizio, per un contratto di lavoro.

 DIRETTIVE ANTICIPATE: Nella letteratura bioetica nazionale ed internazionale questo processo viene per lo più indicato con l’espressione inglese living will, variamente tradotta con differenti espressioni quali: testamento biologico, testamento di vita, direttive anticipate, volontà di trattamento. Tali denominazioni fanno riferimento a un documento con il quale la persona, dotata di piena capacità, esprime la sua volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposta nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato.

DIRIGENTE INFERMIERISTICO: La qualifica di Dirigente Infermieristico viene istituita in Italia con la legge 251 del 10 agosto 2000 come importante novità nella disciplina della professione sanitaria infermieristica/ostetrica/o. L’Infermiere Dirigente è un professionista che si prende cura dei bisogni di salute delle persone sane e malate ed è responsabile dei Dipartimenti e Direzioni Infermieristiche ed assistenziali specifiche delle strutture pubbliche e private e del S.S. Nazionale. Il professionista dirigente, secondo la legge n. 43 del 2006 (art. 6) è un professionista in possesso della laurea specialistica/magistrale di cui al D.M. 2 aprile 2001 che abbia esercitato l’attività professionale con rapporto di lavoro dipendente per almeno cinque anni. Contribuisce alla definizione della mission, vision e dei valori guida dell’azienda e persegue il loro raggiungimento attraverso il razionale uso delle risorse umane e materiali disponibili. Fà in modo che sia erogata un’assistenza efficace, efficiente, di qualità, contribuisce alla formazione continua e all’aggiornamento del personale di competenza. E’ costantemente sotto controllo e viene valutato per i risultati ottenuti sia economici sia sanitari.

DISAGIO ETICO/MORALE: conflitto tra le cognizioni dell’azione eticamente appropriata e le limitazioni istituzionali che impediscono o rendono difficile l’azione al professionista.

 DISAPPLICAZIONE: Atto scritto con il quale si rendono inefficaci norme previste da leggi, regolamenti, ecc. I primi due CCNL hanno provveduto a disapplicare molte norme riportandole a contrattazione tra le parti. La disapplicazione non è abrogazione, per questa occorre una legge.

 DISADATTAMENTO: Difficoltà ad accettare condizioni principi e valori e propri di una data professione e in un dato contesto. Conduce a un rapporto conflittuale con essa e l’ambito di riferimento organizzativo.

 DISCUSSIONE DI CASI: Presentazione ad un gruppo di un caso emblematico, preferibilmente complesso sul quale viene intavolata una discussione, senza specifico mandato di trovare una soluzione al problema, ma con l’obiettivo di confrontare posizioni anche diverse di fronte ad una situazione reale o realistica. Possono partecipare alla discussione di casi anche professionalità diverse.

DISIMPEGNO ETICO: Può verificarsi se gli infermieri cominciano a vedere il disprezzo dei loro impegni etici. Allora si può diventare apatico e disimpegnarsi verso i colleghi e le persone assistite.

DISPONIBILITÀ: Mettere con intento costruttivo a disposizione dei colleghi e dell’organizzazione le proprie competenze e conoscenze per il raggiungimento di un fine comune nell’interesse di tutti.

DISSERVIZI: Risultante negativa di un comportamento  non responsabile conseguente alla superficiale valutazione delle scelte e delle ricadute di ogni singola decisione assunta da un singolo professionista o dal management nei confronti dell’assistito, dei lavoratori e del contesto organizzativo.

DISTRESS MORALE: si verifica quando gli infermieri sanno o credono di sapere quale sia la cosa giusta da fare, ma per diverse ragioni non possono mettere in atto l’azione giusta o prevenire un particolare danno. Questo pregiudica i valori, gli impegni morali, l’identità e l’integrità degli infermieri in quanto agenti morali.

 DISTURBO: Soggettiva percezione di malessere che può essere causata anche da lavoro; ad esempio: dolori,senso di pesantezza alle gambe,mal di testa,mal di stomaco,stanchezza,tensione nervosa,ecc.

 DOCENTE – FORMATORE: Dal latino docere insegnare, riferito prevalentemente alla trasmissione di contenuti ai discenti Esperto pedagogico che attva la costruzione del percorso formativo, dall’analisi dei bisogni, alla elaborazione degli obiettivi, alla scelta delle tecniche didattiche ed alla organizzazione del piano di valutazione, sia formativo sia certificativo. E’ compito di questa figura, dotata di capacità didattiche e contenutistiche, anche l’approfondimento e la scelta dei contenuti, eventualmente insieme a tutto il gruppo docente. La sua attività può espletarsi con maggiore efficacia negli eventi che si svolgono con la metodica della didattica attiva.

 DOCUMENTAZIONE CLINICA: raccolta per ogni singolo assistito delle certificazioni diagnostiche cliniche anamnestiche terapeutiche amministrative facenti parte della cartella sanitaria integrata.

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI. Schede che il Datore di lavoro deve compilare o far compilare, ma che deve sottoscrivere e tenere in ogni unità produttiva. Il Documento deve contenere: l’individuazione dei pericoli, la valutazione dei rischio individuati, le misure di sicurezza da adottare e gli interventi da effettuare in considerazione dei rischi.

 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI: Schede che il Datore di lavoro deve compilare o far compilare, ma che deve sottoscrivere e tenere in ogni unità produttiva. Il Documento deve contenere: l’individuazione dei pericoli, la valutazione dei rischio individuati, le misure di sicurezza da adottare e gli interventi da effettuare in considerazione dei rischi.

 DOLO (COMPORTAMENTO DOLOSO): condotta dannosa o pericolosa, volontà deliberata e precisa di attuare un fatto lesivo dell’ordine giuridico e del diritto altrui.

DOMINANZA CULTURALE: Nel rapporto tra dominante e dominato, il dominato rinuncia al potere decisionale e ad alcuni privilegi, rinuncia alle prime scelte, all’autonomia nella gestione delle relazioni e della professionalità, a qualche autonomia nell’organizzazione e nel bisogni dell’utenza. Il dominante, che ha potere decisionale, prime opzioni su quasi tutto e quasi tutti i vantaggi del ruolo, si assume di contro il carico totale della responsabilità per se stesso e per gli altri. L’insieme, la combinazione e gli incastri di esigenze e ruoli diversi hanno permesso dominante di ampliare complessità e funzionalità espandendo vantaggi ai suoi pari.

DOTAZIONE ORGANICA: Con la riforma del Pubblico Impiego DLGS 81/98, sostituisce il concetto statico di pianta organica, in base alla quale si pianificava l’organizzazione del lavoro riferendosi delle posizioni funzionali in essere. Con il termine dotazione organica si introduce il concetto dinamico che ogni servizio pubblico si dota del personale necessario al raggiungimento dei fini che intende perseguire nell’interesse dell’utenza di riferimento. Possiamo definire la dotazione organica quale la risultanza dei procedimenti e dei documenti amministrativi nel quale è prevista la consistenza del personale dipendente ordinato in base al sistema di classificazione del personale vigente alla data di sua definizione. E’ costituita dall’elenco dei profili professionali istituiti all’interno in base alle esigenze organizzative e, per ognuno di essi, dalla loro consistenza numerica. Carenza di organico significa quindi mancanza di copertura di posti numericamente previsti in dotazione. E’ oggetto di revisione in sede di piano pluriennale annuale del personale, e può comunque essere modificata con atto aziendale ogni qualvolta mutino le esigenze programmatiche dell’amministrazione. Si concerta con le OO.SS. e la RSU.

 DOTTORATO DI RICERCA (DS). Fornisce le competenze necessarie per esercitare, presso Università, enti pubblici o soggetti privati, attività di ricerca e di alta qualificazione.

DOVERI: Atti e comportamenti che non si possono non compiere in quanto codificati da regole, principi e consuetudini.

DPI (Dispositivo di Protezione Individuale) (art. 74 del D.Lgs. 81/08). attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo. Non costituiscono DPI: gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore.