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dizionario sindacale

LE VOCI DELL’AGIRE AZIENDALE, PROFESSIONALE E SINDACALE: LETTERA C

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I luoghi comuni, i pregiudizi, il pressapochismo e l’immaginario collettivo assegnano spesso agli attori della vita politica, amministrativa e professionale di Associazioni, Collegi e Sindacati scarsa correlazione tra l’agire e il sapere, tra il fare e il conoscere, tra la competenza e l’autorevolezza necessari per svolgere al meglio e nell’interesse della collettività le funzioni e le prerogative assegnate dalle leggi al livello al quale ci si intende riferire: è più semplice liquidare l’impegno istituzionale, associativo, sindacale con “non hanno mai fatto niente per me” piuttosto che “sono seduti li per seguire solo i loro comodi” e ancora “quando ho avuto bisogno di aiuto mi sono dovuto rivolgere ad altri o fare da solo”, concludendo con il classico “a cosa servono?”. Tra le voci che compongono il mondo dell’agire professionale, dalla A di Abbandono di Incapace alla Z di Zona pericolosa, ne abbiamo selezionato una parte non esaustiva a testimonianza degli ambiti, delle responsabilità, dei contesti, delle fattispecie, delle problematiche, dei diritti e dei doveri che si devono in ogni momento saper cogliere e valutare per poi eventualmente farli propri (ve ne fossero i presupposti formali, sostanziali e documentali) per la tutela (in autonomia o in concorso) del decoro, dell’immagine, della dignità e  degli attori della vita aziendale, sindacale e professionale nel pubblico impiego e nella sanità privata. Oggi con le voci di cui alla lettera C.

C

CALUNNIA: Reato commesso da chi, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’autorità giudiziaria o ad un’altra autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato una persona che egli sa innocente, ovvero simula a carico di questi le tracce di un reato

CAPACITÀ LAVORATIVA: attitudine ad essere titolare dei diritti e degli obblighi nascenti dal ccnl

CAPACITÀ: idoneità di un individuo a compire atti o a essere soggetto di diritti e doveri. Capacità giuridica: qualità, spettante, in linea di massima, ad ogni individuo, di essere titolare di diritti e di obblighi giuridici.

CAPITOLATO: documento contenente l’indicazione analitica delle prestazioni assunte verso lo Stato o dallo Stato, in un rapporto contrattuale in quest’ultimo è parte.

CAPO DI IMPUTAZIONE: Descrizione dettagliata di un fatto, con l’indicazione precisa degli articoli di legge che si presumono violati. Esso, che è sempre scritto, è redatto dall’ufficio del Pubblico Ministero.

CAREGIVER:  persona che presta le cure. L’assistenza del caregiver alla persona non autosufficiente è costituita da un’infinità di comportamenti sinergici in un unicum nel loro declinarsi alla cura (care), e cioè a coadiuvare (o anche a sostituire) opportunamente la persona assistita, per assicurarne la vita, il benessere, la massima  autodeterminazione possibile. Il caregiving può consistere – e sostanziarsi – in comportamenti diversissimi tra loro. Nell’ambito neurologico, il caregiver di un anziano con demenza molto indebolito, fisicamente e mentalmente, dovrà provvedere all’alimentazione, ai bisogni fisiologici, all’igiene  ad organizzare ed accompagnare eventuali spostamenti, a coordinare/organizzare le visite mediche, in una dimensione di presa in cura globale particolarmente intensa e vigile. Il caregiver di una persona afasica ma fisicamente autosufficiente cercherà soltanto di interpretarne la volontà e le determinazioni, facilitandone i rapporti più complessi, sostenendolo nella lettura, nella scrittura, nella conversazione e imparando ad usare con lui una modalità comunicativa adatta, sostituendosi a lui il meno possibile.

CARENZA DI ORGANICO:  In funzione del raggiungimento degli obiettivi assistenziali e istituzionali, è l’insufficienza quanti qualitativa della copertura dei posti numericamente previsti in dotazione organica.

CARENZE: Mancanza quanti qualitativa di fattori indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi assistenziali e istituzionali.

CARICO DI LAVORO: volume quali quantitativo di attività lavorativa richiesta da un particolare contesto organizzativo per il raggiungimento degli obiettivi assistenziali previsti per una determinata figura.

CARING – TO CARE:  È una pratica che i realizza attraverso azioni competenti e disponibilità ad occuparsi intenzionalmente e  preoccuparsi della persona assistita (Corbin, 2008). Quattro approcci gli teorici al caring: come “valore morale”, tensione etica che precede e connota l’azione di cura (Watson,2008); come “tratto umano attitudine soggettiva”, che si manifesta  attraverso modi di essere del professionista  (Morse,1991); come “azione pratica” , che coincide con l’assistenza  effettuata dall’infermiere quotidianamente  (Maben,2007); come “relazione interpersonale “ tra l’infermiere e il  paziente  (Finfgeld Connett,2008)

CARTA DEI SERVIZI (PUBBLICI): documento con il quale la pubblica amministrazione enuncia la sua mission, la sua vision, i criteri che regolano i suoi rapporti con i cittadini, i livelli e le modalità di funzionalità dei servizi pubblici (accessibilità e trasparenza), gli standard di qualità. Vi sono descritti finalità, modi, criteri e strutture nelle quali il servizio è svolto, con l’indicazione delle modalità, dei tempi di erogazione delle prestazioni, nonché dei diritti, dei doveri e delle procedure di controllo a disposizione degli Iscritti. Tutte le attività, infatti, devono essere considerate nell’ambito di una missione istituzionale che ha, come scopo prioritario, quello di percepire i bisogni della popolazione rappresentata e, attraverso le deliberazioni degli Organi, ricercare le più adeguate soluzioni.

CARTELLA SANITARIA DEL LAVORATORE: Documento del medico competente in cui sono segnati, oltre ai rischi a cui è esposto il lavoratore, i risultati delle visite, degli esami e dei giudizi di idoneità

CASE MANAGEMENT: letteralmente significa “gestione del caso”. Una delle ultime definizioni approvate dalla CMSA (Case Management Society of America) è la seguente: «è un processo collaborativo di accertamento, pianificazione, facilitazione, coordinamento delle cure, valutazione ed advocacy delle scelte e dei servizi, che agevolino i bisogni sanitari generali dell’individuo e della famiglia, attraverso la comunicazione e le risorse disponibili.

CASO FORTUITO: nel diritto civile evento indipendente dalla volontà dell’individuo, che interviene a modificare una situazione. Insieme con l’espressione forza maggiore indica l’assenza di colpa, per cui rientrano in questo concetto gli eventi naturali, il fatto altrui, il cosiddetto factum principis, cioè l’ordine della pubblica autorità; nel diritto penale, si verifica quando l’agente ha commesso il reato senza che a lui si possa imputare alcun comportamento doloso o colposo, quando cioè dipenda da una causa assolutamente estranea alla volontà dell’agente.

CASSE PROFESSIONALI: costituite da enti pubblici per determinate categorie, per gli infermieri ENPAPI.

CATEGORIA D, DECLARATORIE: Categoria di inquadramento retributivo dei professionisti infermieri, tra gli altri, che ricoprono posizioni di lavoro che richiedono, oltre a conoscenze teoriche specialistiche e/o gestionali in relazione ai titoli di studio e professionali conseguiti , autonomia e responsabilità proprie, capacità organizzative, di coordinamento e gestionali caratterizzate da discrezionalità operativa nell’ambito di strutture operative semplici previste dal modello organizzativo aziendale- Appartengono altresì a questa categoria – nel livello economico D super (Ds) – i lavoratori che ricoprono posizioni di lavoro che, oltre alle conoscenze teoriche specialistiche e/o gestionali in relazione ai titoli di studio e professionali conseguiti, richiedono a titolo esemplificativo e anche disgiuntamente: autonomia e responsabilità dei risultati conseguiti; ampia discrezionalità operativa nell’ambito delle strutture operative di assegnazione; funzioni di direzione e coordinamento, gestione e controllo di risorse umane; coordinamento di attività didattica; iniziative di programmazione e proposta.

CAUSA 1: Fattore antecedente necessario e sufficiente per il determinarsi di un evento, effetto, risultato od esito.CAUSA 2: indica il tema che verrà trattato nel corso del processo, cioè l’oggetto sul quale verterà la decisione del giudice.

CAUSALITÀ: Definisce la relazione causale fra una azione ed un effetto.  Giuridicamente si parla di rapporto causa-effetto come il principio per cui ogni fenomeno ha una causa che lo provoca; in diritto è il rapporto tra un fatto e le sue cause e tra queste e l’agente che le ha provocate.

CENSURA: Sanzione disciplinare di cui all’art. 40 del DPR 221/50: consiste in una dichiarazione di biasimo. Ha carattere afflittivo, con ripercussioni di ordine morale e talvolta materiale. Ricorre quando l’infrazione è di una certa gravità, in rapporto al comportamento professionale o alla violazione di leggi ordinarie.

CERTEZZA DEL DIRITTO: è uno dei princìpi cardini del nostro ordinamento in omaggio all’esigenza secondo cui i destinatari della norma devono poter contare sulla disciplina legale in vigore per sapere quali sono gli effetti giuridici dei loro atti.

CERTIFICATO: documento con il quale l’organo amministrativo competente dichiara circostanze di fatto o di diritto di cui ha diretta conoscenza.

CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ: Attestazione formale delle conformità rispetto a standard stabiliti a livello internazionale per la garanzia della qualità dei prodotti e dei processi. La certificazione di qualità viene rilasciata da un ente di certificazione accreditato, una volta accertato l’effettivo possesso dei requisiti previsti dalla normativa ISO e adottata dall’UNI. La certificazione serve per accreditarsi nelle gare pubbliche (dove spesso costituisce un requisito indispensabile) e favorisce l’export perché è riconosciuta ovunque nel mondo.

CERTIFICAZIONE: dichiarazione scritta rilasciata da un’autorità pubblica (eccezionalmente, anche da privati), attestante quanto a conoscenza dell’autorità stessa, perché risulta dalla consultazione dei propri registri, ovvero avvenuto al suo cospetto.

CESSAZIONE DELLA MATERIA DEL CONTENDERE: nel processo civile, indica la fine del disaccordo fra due o più soggetti si trovano in disaccordo su una determinata materia; fa venir meno la necessità che il giudice si pronunci.

CHIAMATA DI CÒRREO:  nel processo penale: quando ammettendo la propria responsabilità si affermi anche la colpevolezza di un’altra persona in merito allo stesso fatto delittuoso. Si differenzia dalla testimonianza perché è resa spontaneamente e senza l’obbligo di dire la verità. È considerata con sospetto dall’ordinamento perché il correo è interessato, a differenza del testimone e, quindi ha necessità di riscontri esterni più rigorosi.

CIRCONVENZIONE DI PERSONE INCAPACI: abusare, cioè sfruttare e/o approfittare delle condizioni di inferiorità di un minore o di un individuo infermo o deficiente psichico (non è richiesto che si verifichi un effettivo danno patrimoniale, essendo sufficiente che l’atto sia potenzialmente pregiudizievole per il patrimonio).

CIRCOSTANZE DEL REATO: elementi che, pur non essendo essenziali, comportano un aumento o una diminuzione della gravità del reato, e quindi della pena. Le circostanze possono essere distinte in aggravanti, attenuanti, comuni, speciali.

CIRCOSTANZE: Elementi eventuali, nel senso che la loro presenza non è indispensabile alla configurazione di un determinato processo assistenziale o procedimento amministrativo

CITAZIONE A GIUDIZIOcivile, atto di chiamata in giudizio di una persona da parte di un’altra perché venga risolta una controversia;penale, atto con il quale le parti del processo penale vengono ufficialmente informate del fatto costituente reato di cui l’imputato è chiamato a rispondere, del giudice davanti al quale esse devono comparire per il dibattimento, del luogo e della data di comparizione.

CLAUSOLA DI COSCIENZA: Il termine clausola di coscienza é stato introdotto per la prima volta dal Comitato Nazionale di Bioetica, in una nota del 28 maggio 2004 che si riferiva alla cosiddetta ‘pillola del giorno dopo’, pratica della contraccezione d’emergenza. La clausola di coscienza fa riferimento al rifiuto di prestazioni professionali motivato da valori etici ritenuti superiori a quelli di chi richiede tali prestazioni, quando non esiste una legislazione che ne autorizzi il rifiuto con obiezione di coscienza  (come invece è previsto in relazione all’interruzione volontaria di gravidanza, legge 194/78, alla sperimentazione animale, legge 413/93, e alla procreazione medicalmente assistita, legge 40/04) . In questo caso, l’operatore sanitario che si avvale della clausola di coscienza, dovrà accettare eventuali sanzioni previste dalla legge che prescrive la prestazione rifiutata. La clausola di coscienza è prevista dall’articolo 22 del Codice di Deontologia Medica (2014): “Il medico può rifiutare la propria opera professionale quando vengano richieste prestazioni in contrasto con la propria coscienza o con i propri convincimenti tecnico-scientifici, a meno che il rifiuto non sia di grave e immediato nocumento per la salute della persona, fornendo comunque ogni utile informazione e chiarimento per consentire la fruizione della prestazione. Come pure dal Codice deontologico dell’Infermiere (2009) all’articolo 8:  “L’infermiere, nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche, si impegna a trovare la soluzione attraverso il dialogo. Qualora vi fosse e persistesse una richiesta di attività in contrasto con i principi etici della professione e con i propri valori, si avvale della clausola di coscienza, facendosi garante delle prestazioni necessarie per l’incolumità e la vita dell’assistito. Il limite fondamentale all’esercizio della clausola di coscienza, in ogni ambito dell’esercizio professionale e non solo limitatamente alle questioni bioetiche, è quindi  l’evitare che tale comportamento possa nuocere al cittadino.

CLASSIFICAZIONE DELLE SOSTANZE PERICOLOSE: Con il D.P.R. 24 novembre 1981, n°927 era precisata la classificazione delle sostanze pericolose per quanto concerne la natura specifica delle sostanze, suddividendole in classi ben definite, come: altamente infiammabili (o estremamente infiammabili, altamente tossici, pericolosi per l’ambiente, cancerogeni. Inoltre, all’Art.4, si indicavano i simboli dei pericoli insiti nell’utilizzazione delle sostanze o del preparato, come esplosivo (E), carburante (O), facilmente infiammabile (F), tossico (T), nocivo (Xn), corrosivo (C), irritante (Xi), altamente infiammabile (F+), altamente tossico (T+). Nella seconda parte del citato D.P.R. sono altresì forniti i criteri per la scelta delle frasi indicanti i rischi specifici (frasi R) ed i consigli di prudenza (frasi S) oltre i criteri supplementari relativi ad effetti particolari di alcune sostanze sulla salute.

CODICE DEONTOLOGICO: Rappresenta un insieme di regole e standard che orientano una professione, un patto tra professione e collettività che definisce il comportamento, le linee guida dei singoli professionisti. Un codice deontologico veicola sempre, in maniera più o meno esplicita, l’insieme dei principi in cui un determinato gruppo professionale si riconosce. Il Codice deontologico – oltre al processo di evoluzione professionale e alle disposizioni legislative relative al sistema sanitario – rappresenta una coordinata fondamentale che può orientare l’attività di assistenza infermieristica in maniera da risultare non solo tecnicamente avanzata, ma anche  consapevole, responsabile, etica.

CODICE DI COMPORTAMENTO: Insieme di regole che disciplinano il comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni per quanto concerne agli obblighi di diligenza, lealtà e imparzialità che qualificano il corretto adempimento della loro prestazione lavorativa.

CODICE DISCIPLINARE: Regolamento aziendale contenente la tipologia delle infrazioni punibili e le sanzioni applicabili da parte del datore di lavoro nei confronti del lavoratore che non osserva i doveri di comportamento contenuti nei ccnl. Il Codice disciplinare deve essere obbligatoriamente affisso all’interno dei locali dell’azienda per permetterne a tutti i lavoratori la conoscenza.

CODICE: legge che disciplina in modo sistematico una materia. Il nostro ordinamento conosce il codice civile, di procedura civile, penale di procedura penale, della navigazione, penale militare di guerra, penale militare di pace e della strada.

COERCIZIONE: Un’azione compiuta da un individuo per costringerne un altro ad adottare un determinato comportamento.

COERENZA DATI: In senso lato, vi è coerenza tra dati statistici quando tra di essi non esiste contraddittorietà, o incompatibilità. Nell’indagine statistica, si parla di controllo di coerenza sia in rapporto al dato relativo alla singola unità, sia in rapporto ai risultati complessivi. La coerenza tra i dati non implica assenza di errore nei dati.

COERENZA OBIETTIVI E METODI DIDATTICI: Aspetto valutato nell’accreditamento di un evento formativo. Si incrociano gli obiettivi didattici dell’attività con i metodi didattici per controllare la coerenza tra gli obiettivi dichiarati e le tecniche didattiche adottate.

COERENZA: l’agire professionale, etico, deontologico, conformemente al proprio pensiero e cultura e  senza esprimere contraddizioni dal dire e il fare

COLLABORATORE PROFESSIONALE SANITARIO ESPERTO LIVELLO ECONOMICO SUPER (Ds): Programma, nell’ambito dell’attività di organizzazione dei servizi sanitari – quali, ad esempio, quelli infermieristici – la migliore utilizzazione delle risorse umane in relazione agli obiettivi assegnati e verifica l’espletamento delle attività del personale medesimo. Collabora alla formulazione dei piani operativi e dei sistemi di verifica della qualità ai fini dell’ottimizzazione dei servizi sanitari. Coordina le attività didattiche tecnico-pratiche e di tirocinio, di formazione (quali, ad esempio, diploma universitario, formazione complementare, formazione continua) del personale appartenente ai profili sanitari a lui assegnate. Assume responsabilità diretta per le attività professionali cui è preposto e formula proposte operative per l’organizzazione del lavoro nell’ambito dell’attività affidatagli.

COLLABORAZIONE: Mettere positivamente a disposizione dei colleghi e dell’organizzazione le proprie competenze e conoscenze per il raggiungimento di un fine comune nell’interesse di tutti.

COLLEGIO PROVINCIALE IPASVI: Ente di diritto pubblico non economico, istituito e regolamentato da apposite leggi (Legge 29 ottobre 1954, n. 1049, Dlcps 233/46 e Dpr 221/50). La norma affida ai Collegi una finalità esterna e una finalità interna. La prima è la tutela del cittadino/utente che ha il diritto, sancito dalla Costituzione, di ricevere prestazioni sanitarie da personale qualificato, in possesso di uno specifico titolo abilitante, senza pendenze rilevanti con la giustizia ecc. La seconda finalità è rivolta agli infermieri iscritti all’Albo, che il Collegio è tenuto a tutelare nella loro professionalità, esercitando il potere disciplinare, contrastando l’abusivismo, vigilando sul rispetto del Codice deontologico, esercitando il potere tariffario, favorendo la crescita culturale degli iscritti, garantendo l’informazione, offrendo servizi di supporto per un corretto esercizio professionale.

COLLEGIO IPASVI CONSIGLIO DIRETTIVO: L’organo di governo del Collegio è il Consiglio Direttivo, che si rinnova ogni triennio attraverso una consultazione elettorale di tutti gli iscritti. Le cariche di presidente, vice presidente, tesoriere e segretario vengono decise all’interno del consiglio direttivo. Il presidente ha la rappresentanza del Collegio provinciale ed è membro di diritto del Consiglio Nazionale.

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI COLLEGIO IPASVI: Il Collegio dei revisori dei conti è formato da tre componenti effettivi e uno supplente che vengono eletti dall’assemblea provinciale e hanno il compito di vigilare sulla corretta gestione finanziaria dei bilanci del Collegio.

COLLETTIVITÀ: Gruppo sociale verso il quale si agisce collegialmente e solidalmente.

COLPA (definizione giuridica): Nel Diritto civile è, oltre al dolo, l’elemento soggettivo che integra la fattispecie dell’atto illecito. Essa deriva dalla violazione dei doveri di diligenza, perizia o prudenza ovvero dall’inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline nell’esercizio di un’attività. La colpa si sostanzia nella non volontarietà dell’evento che è cagionato da un comportamento negligente, imprudente o imperito. In relazione al grado di diligenza richiesto si distingue tra: colpa lievissima, che si ha quando per legge o per accordo, si pretenda una diligenza superiore alla media; colpa lieve, determinata dalla violazione della diligenza media ;colpa grave, che deriva dalla inosservanza di quel minimo di diligenza che tutti dovrebbero avere, Il danno cagionato da comportamento colposo è fonte di responsabilità.  Nel Diritto penale, l’art. 43 c.p. prevede che il delitto è colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline

COLPA NEL DIRITTO CIVILE: presupposto della responsabilità civile che qualifica il comportamento del soggetto agente, allorché questi danneggi altri ingiustamente per negligenza, imprudenza, imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

COLPA NEL DIRITTO PENALE: atteggiamento mentale dell’agente che commette un reato: è una delle tre forme che può assumere l’elemento soggettivo dello stesso.

COLPA PROFESSIONALE: Comportamento da parte del datore di lavoro che si sostanzia con negligenza, imperizia, imprudenza, violando leggi, regolamenti e discipline e dalla cui violazione e manifestazione derivi un infortunio sul lavoro o una malattia professionale

COMITATI DI BIOETICA: Gruppi di esperti scelti per analizzare, giudicare e prendere decisioni in merito questioni relativa alla bioetica. In sempre più nazioni, tali comitati sono scelti per via giuridica e hanno responsabilità legali, in particolare in merito al rispetto delle regole per la ricerca scientifica e alle pratiche cliniche, sia a livello locale che nazionale.

COMITATI DI ETICA CLINICA: Comitati istituzionali scelti per proteggere i diritti dei pazienti. Il decreto 12 maggio 2006 – GU n.195 del 22 agosto 2006 “Requisiti minimi per l’istituzione, l’organizzazione e il funzionamento dei Comitati etici per le sperimentazioni cliniche” definisce il Comitato Etico come un organismo indipendente, istituito nell’ambito di una struttura sanitaria o di ricerca scientifica e composto secondo criteri di interdisciplinarità. Il nucleo di esperti è composto da: due clinici, biostatistico, farmacologo, farmacista (ex officio), giurista, bioeticista, infermiere,medico di medicina generale territoriale e/o pediatra di libera scelta, rappresentante del volontariato,il direttore sanitario (ex officio).

COMMISSIONE CENTRALE PER GLI ESERCENTI LE PROFESSIONI SANITARIE: Organo di giurisdizione speciale con competenza a decidere sui nricorsi degli esercenti le professioni sanitarie avverso i provvedimenti relativi all’iscrizione e alla cancellazione dall’albo, avverso i provvedimenti disciplinari dei consigli direttivi dei relativi Ordini e Collegi, nonché in materia di operazioni elettorali.

COMMENTO DIDATTICO: Nota redatta dai docenti e allegata alla correzione di un questionario, utile per amplificarne il valore didattico. Esso analizza le risposte e illustra il motivo per cui ogni risposta E’ da ritenersi corretta o non corretta, fornendo eventualmente una precisa indicazione bibliografica utile al discente per approfondire o rivedere la sua preparazione in merito al quesito proposto.

COMMERCIO O SOMMINISTRAZIONE DI MEDICINALI GUASTI, 443 C.P., FATTISPECIE ESEMPLIFICATIVA DI CONDOTTA: l’infermiere che somministra un farmaco scaduto.

COMPENSAZIONE: Controbilanciare una mancanza o il venir meno di una funzione, un ruolo, una struttura. Nell’organizzazione del lavoro, compensare la carenza di personale anche di qualifiche inferiori.

COMPETENZA 1: a) cio’ che compete è di pertinenza; b) cio’ di cui si è competenti.

COMPETENZA 2: Capacita di orientarsi in determinati campi, potestà di azione autorità legittima per attinenza e spettanza  una virtualità la cui attualizzazione costituisce la performance la capacita di cogliere le condizioni che consentono di fronte a particolari problemi di rivedere i propri modi di pensare e di rappresentarsi i percorsi di azione.

COMPETENZA 3: È la “messa in atto” di comportamenti che consentono di eseguire con sicurezza ed efficacia le specifiche attività professionali, ottenendo esiti compatibili con best practice o standard di qualità definiti. Ciò richiede conoscenze, attitudini, appropriati atteggiamenti e abilità intellettuali e psicomotorie. Competenza del personale: capacità di eseguire una prestazione secondo gli standard di qualità richiesti dal sistema. Il giudizio di competenza include: conoscenza ed abilità clinica, capacità di giudizio, unitamente a capacità di comunicazione, condotta personale ed etica professionale. Competenza del paziente: capacità di affrontare le situazioni che riguardano il suo processo assistenziale, ad es. prendere decisioni, fornire o rifiutare il consenso.

COMPETENZA 4: Insieme di risorse (conoscenze, attitudini, abilità) di cui un soggetto deve essere dotato per affrontare adeguatamente l’inserimento in un contesto lavorativo, e più in generale, per contribuire al proprio sviluppo professionale e personale. Le competenze possono essere distinte in competenze di base, insieme di conoscenze e di abilità riconosciute necessarie per accedere a corsi di formazione professionale, e in competenze trasversali, abilità cognitive e relazionali comuni a più contesti lavorativi, che possono quindi essere trasferite agevolmente da una attività professionale a un’altra.

COMPORTAMENTO PROFESSIONALE: si realizza attraverso azioni, reazioni e attività in particolari circostanze e si manifesta con la capacità di ispirare fiducia nel singolo e nel gruppo interprofessionale cui afferisce. si connota per i principi di lealtà, rispetto, fedeltà, amicizia, disponibilità all’aiuto reciproco.

COMPORTO: Periodo di conservazione del posto di lavoro in caso di assenza per malattia. E’ regolato dai contratti collettivi nazionali di lavoro.

COMUNICAZIONE: scambio di messaggi, informazioni tra due o più persone. La comunicazione può essere verbale: lo scambio avviene con la parola, non verbale: la comunicazione avviene con gesti, espressioni, atteggiamenti, silenzi…..

CONCAUSA: Fattore antecedente necessario ma non sufficiente per il determinarsi di un evento, effetto, risultato od esito. Le concause possono essere preesistenti, simultanee o sopravvenute rispetto all’evento che viene analizzato.

CONCERTAZIONE: Metodo di confronto fra il Governo e le parti sociali (associazioni degli imprenditori e associazioni sindacali) finalizzato a concordare importanti politiche economiche e sociali. Un tipo di relazione sindacale che consiste nel confronto tra una amministrazione e il sindacato su materie non oggetto di contratto  che si conclude, in caso di accordo, con un’eventuale intesa.

CONCEZIONE: Elaborare un pensiero, un agire professionale, un comportamento, un concetto

CONCILIAZIONE: È un processo formale mediante il quale le parti tentano, con l’intervento di un terzo neutrale (il conciliatore) di comporre amichevolmente un conflitto tra loro intercorso. La soluzione della controversia non è deferita al conciliatore, tuttavia egli guida le parti orientandole verso la ricerca di un accordo e suggerisce loro possibili soluzioni

CONCORSO DI COLPA DI PERSONE NEL REATO: 1) partecipazione di più persone nella commissione di uno stesso reato. In base al codice penale, qualora due o più persone concorrano nella commissione di un reato, ciascuna di esse soggiace alla pena stabilita per esso, a prescindere sia dalla qualificazione soggettiva, sia dall’aver o non posto in essere il comportamento materiale; 2) quando la responsabilità di un danno deve essere attribuita non solo a chi lo ha provocato, ma anche a chi lo ha subito.

CONCUSSIONE: delitto commesso dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio che, abusando dei propri poteri o delle proprie funzioni, costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o ad altri, denaro o altri vantaggi.

CONDANNA penale: pronuncia del giudice che dichiara la colpevolezza dell’imputato colpevole ed infligge la pena prevista. La colpevolezza dell’imputato viene dichiarata colpevole quando sussistono prove certe che: a) il fatto trattato nel processo è conforme a quello vietato, b) l’imputato ha realmente commesso il fatto, c) il fatto costituisce reato.

CONDIZIONE CLINICA: Stato del paziente conseguente alla patologia per la quale i sanitari effettuano l’esame obiettivo e l’osservazione dei relativi segni e sintomi.

CONDIZIONE: avvenimento futuro e incerto cui è subordinata l’efficacia o la risoluzione di un negozio considerato elemento accidentale del negozio giuridico, e in particolare del contratto. Le condizione non possono essere apposte a tutti i negozi (è escluso, ad esempio,  il matrimonio e gli altri negozi del diritto di famiglia), altre o rendono nullo l’intero negozio o una sua clausola (condizioni illecite o sospensiva impossibile ) ovvero (impossibile è risolutiva) si ha come non apposta.

CONDOTTA: azione o omissione tenuto dal colpevole nel commettere un reato che rappresenta uno degli elementi oggettivi del reato.

CONFERENZA: Riunione di più persone per relazionare e discutere su argomenti specifici; è un discorso tenuto in pubblico su tematiche di vario tipo.

CONFORMISMO: Contenimento di azioni, inclinazioni e impulsi suscettibili di disturbare o danneggiare gli altri e di violare aspettative e regole sociali. (dieci valori di Shwartz)

CONFLITTI DI INTERESSE: Conflitto di interesse è la condizione in cui un soggetto svolge contemporaneamente due ruoli differenti con possibilità di interferenza dell’uno sull’altro.

CONFRONTO: nell’equipe, capacità a mettere in discussione le proprie idee, i propri atteggiamenti.

CONGEDI PARENTALI: Congedi variamente retribuiti e non retribuiti introdotti dalla legge 8 marzo 2000, n. 53, per assicurare a entrambi i genitori la possibilità di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minori di 8 anni o per gravi motivi familiari, oltre che per migliorare la propria formazione (congedi formativi). Le norme relative all’intera materia (tutela della maternità, della paternità e congedi parentali) sono state raccolte nel Testo unico approvato con il decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive integrazioni (decreto legislativo 23 aprile 2003, n. 115 e circolare Inps n. 8 del 17 gennaio 2003).

CONOSCENZE VALIDATE: Cultura e sapere infermieristico conseguenza di un approccio all’assistenza infermieristica dove le decisioni del processo di nursing e le prestazioni che ne conseguono risultano dall’integrazione tra l’esperienza e l’utilizzo delle migliori evidenze scientifiche disponibili.

CONSAPEVOLE: comportamento responsabile conseguente alla attenta valutazione delle scelte e delle conseguenze di ogni singola decisione assunta nei confronti dell’assistito e del contesto organizzativo

CONSENSO (AL TRATTAMENTO DEI DATI): Qualsiasi trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici può essere effettuato solo con il consenso dichiarato dall’interessato, preventivamente informato da chi gestisce i dati. Il consenso deve essere manifestato liberamente e specificatamente in riferimento a un trattamento chiaramente individuato. Deve essere annotato dal titolare, dal responsabile o da un incaricato del trattamento su un registro o su un verbale. Può riguardare l’intero trattamento o una o più operazioni. Se i dati sono sensibili deve essere dato per iscritto.

CONSENSO INFORMATO: Processo con cui il paziente o chi lo rappresenta (genitori, tutore), sulla base delle informazioni ricevute rispetto ai rischi e benefici che derivano dal sottoporsi o meno ad un atto medico, fornisce il suo consenso alla esecuzione delle stesse. Per garantire il “consenso informato” gli operatori debbono fornire le sufficienti informazioni sul trattamento proposto e le alternative possibili per permettere al paziente di esercitare autonomamente e consapevolmente la scelta, che, se del caso, deve essere documentata (forma scritta o prova testimoniale). L’accettazione che il paziente esprime a un trattamento sanitario, in maniera libera, dopo essere stato informato sulle modalità di esecuzione, i benefici, gli effetti collaterali e i rischi ragionevolmente prevedibili, l’esistenza di valide alternative terapeutiche. L’obbligo del consenso informato è sancito dall’art. 32 della Costituzione.

CONSENSO INFORMATO (REQUISITI):  Il consenso deve essere manifestato liberamente e specificatamente in riferimento a un trattamento chiaramente individuato. è l’adesione (consenso) che il paziente dà a qualsiasi intervento sanitario che venga fatto sulla sua persona. Perché il consenso sia valido, il paziente deve conoscere e capire la proposta terapeutica, le sue conseguenze e le possibili alternative. Il consenso informato si concretizza in un documento scritto che viene firmato dal paziente. Si realizza quando, dopo adeguata informazione, è preventivamente richiesto agli assistiti di assentire a sottoporli ad accertamenti diagnostici, atti terapeutici, sperimentazione

CONSENSO INFORMATO (SIGNIFICATO):  Manifestazione di volontà liberamente espressa in riferimento a un trattamento chiaramente individuato. E’ l’adesione che il paziente dà a qualsiasi intervento sanitario che venga fatto sulla sua persona. Perché il consenso sia valido, il paziente deve conoscere e capire la proposta terapeutica, le sue conseguenze e le possibili alternative. Il consenso informato si concretizza in un documento scritto che viene firmato dal paziente. Si realizza quando, dopo adeguata informazione, è preventivamente richiesto agli assistiti di assentire a sottoporli ad accertamenti diagnostici, atti terapeutici, sperimentazione.

CONTENZIONE: Limitazione totale o parziale della libertà personale e delle azioni possibili per la sua fruizione, finalizzata a mantenere meccanicamente o farmacologicamente una persona e i suoi comportamenti in una zona di sicurezza e sotto assoluto controllo sanitari, spesso contro la volontà dell’assistito.

CONSENSUS MEETING: Incontro fra due o più persone avente l’obiettivo di suscitare consenso. Generalmente le parti ricercano il consenso su norme e/o attitudini condivise, relativamente alla loro applicazione a specifiche questioni.

CONSUETUDINE: fonte non scritta e non statuale di produzione di norme giuridiche, consistente nella pratica generale, costante  e uniforme, di un dato comportamento in determinate circostanze.

CONSULENZA: Parere specifico nei riguardi di una diagnosi medica o infermieristica, di una pratica o di una tecnica, pur non avendo la diretta responsabilità per l’assistito o la tecnica per la quale si viene interpellati

CONSULTAZIONE: Un tipo di relazione sindacale che consiste in un incontro promosso dall’amministrazione per ricevere dai sindacati il parere (obbligatorio in taluni casi fissati dai contratti nazionali, ma non vincolante) su materie previste dalla Legge con la formula “sentite le organizzazioni sindacali”.

CONTENZIOSO: genericamente il termine si riferisce alla controversia giuridica fra due o più persone; più in particolare indica sia gli organi sia i procedimenti relativi a conflitti che possono sorgere tra cittadini e Stato in situazioni diverse.

CONTESTAZIONE DI ADDEBITO: Lettera in cui viene formalmente avviato, da chi competente, il procedimento disciplinare nei confronti di un lavoratore. Deve contenere i fatti addebitati, le norme violate, l’invito a presentarsi per portare le proprie giustificazioni.

CONTINGENTE: Uno o più lavoratori esonerati dallo sciopero per garantire i servizi minimi indispensabili stabiliti dai contratti.

CONTO CONSUNTIVO: Documento contabile che riporta le entrate e le spese impegnate in un anno finanziario.

CONTRADDITTORIO, PRINCIPIO DEL: il giudice, salvo che la legge disponga altrimenti, non può deliberare in merito ad alcuna domanda, se la parte contro la quale è proposta non è stata regolarmente citata e non è comparsa in giudizio.

CONTRATTAZIONE COLLETTIVA: Sistema di accordi tra le associazioni o enti che rappresentano i datori di lavoro e i sindacati che rappresentano i lavoratori, aventi validità generale. E’ composto da tre fondamentali livelli: contrattazione interconfederale, attuata a livello nazionale e valida per tutti i settori economici; contrattazione collettiva di categoria, anch’essa di livello nazionale e valida per i singoli settori; contrattazione di secondo livello o integrativa, attuata a livello aziendale o territoriale per integrare la contrattazione nazionale.

 CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO: Detta anche contrattazione decentrata o integrativa, è la contrattazione che integra il contratto collettivo nazionale di lavoro con ulteriori acquisizioni.

 CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE INTEGRATIVO CCNI: Accordo di natura privata stipulato, ad esempio, da un singolo Ministero e i sindacati firmatari del contratto nazionale. Realizza un secondo livello di contrattazione le cui materie sono devolute dal contratto di lavoro nazionale.

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL): Accordi e contratti stipulati tra le organizzazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, con valenza su tutto il territorio nazionale, in riferimento ai diversi comparti di attività economica. In particolare, le finalità del contratto sono: disciplinare i rapporti tra i soggetti collettivi e determinare il contenuto relativo agli aspetti normativi (disciplina dell’orario, qualifiche, inquadramento nei livelli, mansioni, eccetera) ed economici (minimi tabellari, scatti di anzianità, importi unitari delle indennità, eccetera).

CONTRAVVENZIONI. Tutti i reati per i quali è prevista la pena dell’arresto e/o dell’ammenda.

 CONTROLLO A DISTANZA: il Codice ribadisce il divieto di controllo a distanza dei lavoratori. In base allo Statuto dei lavoratori impianti e apparecchiature di controllo richiesti da esigenze organizzative, produttive o di sicurezza sul lavoro dai quali derivi anche la possibilità di controllo dei lavoratori possono essere installati solo previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza, con la commissione interna. In difetto di accordo spetta all’Ispettorato del lavoro, su richiesta del datore, dettare le modalità di uso degli impianti di controllo.

CONTUMACE: Chi da libero e non è irreperibile, decide di non partecipare ad un processo che lo vede imputato o convenuto

CONVENUTO: nel processo di cognizione, il convenuto è la parte passiva, cioè colui contro il quale viene proposta la domanda. Chi subisce un processo civile

COORDINATORE INFERMIERISTICO: vedi Funzioni di Coordinamento

COPYRIGHT: termine inglese per indicare il diritto di autore su una determinata opera.

CORRUZIONE: reato che viene commesso quando un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio riceve o accetta la promessa di una retribuzione non dovuta per compiere un atto attinente alle sue funzioni..

COSCIENZA: Il termine coscienza deriva dal latino Cum-scire (“sapere insieme”) ed indicava originariamente un determinato stato interiore. A seconda dell’ambito nel quale viene osservata, la coscienza può essere intesa nei seguenti modi: – Coscienza, in ambito etico, come capacità di distinguere il bene e il male per comportarsi di conseguenza, contrapposta all’incoscienza. – Coscienza, in ambito filosofico, ha assunto nel corso della storia della filosofia significati particolari e specifici distinguendosi dal termine generico di consapevolezza, attività con la quale il soggetto entra in possesso di un sapere. – Autocoscienza, come riflessione del pensiero su se stesso. Avere coscienza: essere consapevole, cioè sapere di conoscere o provare qualcosa. Prendere coscienza: diventare consapevole.

COSTI BENEFICI: Analisi volta a stabilire l’azione adeguata rispetto alla comparazione e al perseguimento di strategie diverse

CREDITI ECM: Dichiarazione del provider relativa al numero di crediti assegnato ad un evento ECM. E’ sottoposta a controllo da parte dell’Ente accreditante il Provider. I crediti ECM sono indicatori della quantità di insegnamento/apprendimento effettuato dagli operatori sanitari in occasione di attività ECM. I crediti vengono assegnati ai partecipanti ai programmi educazionali accreditati ECM. Il sistema di crediti ECM è unico a livello nazionale e i crediti acquisiti hanno lo stesso valore. Non vi sono differenze tra crediti ECM acquisiti frequentando attività finalizzate ad obiettivi formativi nazionali o regionali.

CULTURA DELLA RESPONSABILITÀ (just culture): La cultura della responsabilità è fondata su una distinzione chiara e condivisa fra ciò che può essere considerato un comportamento accettabile e non accettabile. Richiede che le organizzazioni creino un clima di fiducia in cui le persone si  sentano corresponsabili nel garantire la sicurezza dei pazienti e forniscano informazioni essenziali ad essa correlate. Una “cultura della responsabilità” riconosce che il singolo professionista non deve essere ritenuto responsabile per difetti del sistema, su cui non ha controllo, ma non ammette comportamenti coscientemente imprudenti, rischiosi per i pazienti o gravemente scorretti

CULTURA DELLA SICUREZZA: Impegno per la sicurezza che coinvolge tutti i livelli di un’organizzazione, dalla  direzione al personale in prima linea. Modello integrato di comportamenti individuali ed organizzativi basato su convinzioni e valori condivisi volto a promuovere la sicurezza dei pazienti. I fondamenti sono:

CULTURA: è l’insieme dei comportamenti, dei costumi, delle credenze, dei modi di vivere di una popolazione.

CURA PALLIATIVA: E’ l’insieme dei trattamenti per i pazienti affetti da malattie evolutive e irreversibili, che si propongono di controllare i sintomi , e in particolare il dolore, anche con l’uso di oppiacei. Lo scopo principale è quello di assicurare, attraverso un’assistenza continua al malato (e alla sua famiglia) una migliore qualità di vita più che la sopravvivenza.

CURRICULUM VITAE: Documento redatto da chi è alla ricerca di un’occupazione per essere inviato a un potenziale datore di lavoro. Sul curriculum vanno indicate le informazioni utili per un’adeguata valutazione da parte dei responsabili aziendali riguardo alle caratteristiche personali del candidato e alle sue capacità professionali.