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Editoriali

LA RETE DEI REFERENTI NON HA PAURA DELL’INFERMIERE FORENSE PIÙ QUALIFICATO

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Si è tenuta oggi la giornata organizzata dalla Fnopi, che ha chiamato a raccolta e a confrontarsi con esperti della materia la rete dei referenti ordinistici dell’Infermieristica legale e forense. Partecipi, attenti, e propositivi.

È l’accordo tra Fnopi, CSM e CNF a fare da garanzia affinché le prerogative dei giudici in fase dibattimentale nel civile e nel penale, ma non solo, possano concretizzarsi conferendo mandato agli esercenti la professione infermieristica che abbiano maturato, e che lo possano attestare, competenze tali da assorbire gli incarichi di CTU e Periti e farli esitare in produzioni documentali peritali tangibili e utili. Nel rispetto dell’accordo.

Contenuti, forma e applicazione dell’accordo sono innegoziabili.

É l’applicazione dell’accordo è solo nella titolarità degli Ordini e di nessun altro.

Numeri certificati da Tribunali e Università, contesti di riferimento, raggio d’azione, esegesi dell’accordo, refresh dei punti salienti dei ruolo di giudici, periti e consulenti, punti di partenza e prospettive: si è parlato di cose serie, e sono rimasti fuori dal dibattito gli specchietti per le allodole.

Adesso arriva nel breve periodo  la fase pubblicistica degli esiti del gruppo di lavoro dedicato, nel medio periodo come dove cosa coinvolgere con Tribunali e Ordini Forensi da parte degli Opi, nel lungo periodo una valutazione dei risultati.

Non ci sono spazi per i millantatori.

La rete dei referenti ordinistici per l’Infermieristica Forense deve sapersi distinguere, saprà  distinguersi, tracciando un solco netto con chi ha fatto nel jurassico del/nel master di I livello in Infermieristica forense niente che meriti di essere ricordato e riproposto.

E di fatti si svolta. Siamo in un’altra era e non si ha paura di scrutare l’orizzonte.