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CISL

L’ INSOSTENIBILE RSU CARDARELLI NAPOLI

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Se fossero confermate le accuse, i fatti, le testimonianze, gli strali contro una dipendente del Cardarelli inopinatamente tirata per il camice da quella che diventerebbe una impresentabile RSU, saremo al mondo che gira al contrario: sindacati contro lavoratori e il terzo aziendale gode.

Dopo l’annunciata manifestazione della Rsu Cardarelli per il casus belli  di barelle presenti negli scorsi giorni nel salone del pronto soccorso, si hanno certezze che le dichiarazioni del Segretario Cisl e Presidente della Rsu Cardarelli, testuale: “con le immagini dell’altro giorno abbiamo toccato il fondo”, debbano essere integrate perché a toccare in fondo contribuisce anche il volantino sindacale in allegato, smentito dagli stessi lavoratori del Pronto Soccorso + OBI, con l’apposizione di circa 50 firme, non proprio una inezia, in un documento ufficiale inviato a tutti gli apicali AORN, all’Opi Napoli e alla stessa RSU Cardarelli.

La CISL e la RSU che scambiano il fine con lo strumento.

Non è da un sindacato serio asserire “non puntiamo il dito contro nessuno ma l’organizzazione delle attività di pronto soccorso vanno, evidentemente, corrette in alcuni punti” e poi scaricare le responsabilità ed individuare un capro espiatorio in una sola lavoratrice.

Lavoratrice, dipendente, professionista sanitaria, persona che meriterebbe rispetto e tutela e scuse,  dalla quale  non dipendono certamente le troppe prestazioni e i troppi codici verdi che rallentano le attività del nostro pronto soccorso, il più grande di Napoli.

La criticità non è solo quella della presenza di un enorme numero di pazienti, ricoverati sulle barelle con cifre davvero spropositate e con utenti  costretti a subire notevoli disagi.

La criticità è nel modo subdolo e capzioso di fare sindacato contro una dipendente pubblica che dall’impresentabile RSU, se del caso, dovrebbe essere tutelata e non affossata. Altrimenti da RSU si dovrebbe aggiornare l’acronimo in RAD, Rappresentanza Aziendale  Disunitaria.

Il rispetto della dignità umana, del decoro, della privacy della persona e della professionista, passa anche per la correttezza di comunicati sindacali a dir poco imbarazzanti per la sigla che li divulga urbi et orbi.

Si renderebbe necessario un accesso ai documenti amministrativi per valutare la sussistenza delle gravi dichiarazioni rese contro la lavoratrice affinché possa essere resa equità di giudizio nelle sedi competenti, che non sono quelle delle commistioni tra certa rappresentanza sindacale e certa dirigenza.

Sapevatelo.

Notizia in aggiornamento.

 

https://www.facebook.com/115066114516581/posts/pfbid09kSjSrcUxRmn31Vd3JQDBTbuFfHHmb3nXrxh1AxKpxi2KgvkQ9Ugz4cJiTaMxkX9l/

Solo dieci giorni fa i responsabili delle nefandezze erano altri. Da settimana successiva una lavoratrice. Idee poche, ma confuse.