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Sicurezza sul Lavoro

Sicurezza sul Lavoro

RISCHIO BIOLOGICO IN SALA OPERATORIA A PONTREMOLI ASL TOSCANA NORD OVEST?

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“Infermieri e operatori sanitari della sala operatoria di Pontremoli sono sottoposti a un grave rischio biologico, ma la direzione sanitaria non risponde alle nostre richieste di incontro da tre mesi ormai”. Una denuncia dettagliata, un vero e proprio dossier quello del segretario territoriale della Uil Fpl, Claudio Salvadori, che analisi alla mano mette l’Asl Toscana Nord Ovest con le spalle al muro per ottenere risposte. Dati e fatti riferiti al segretario dalla Rsu Uil che lavora in sala operatoria e da alcuni iscritti al sindacato.

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SI POSSONO RIDURRE I RISCHI DI TUMORE PER ESPOSIZIONE ALLE RADIAZIONI IONIZZANTI?

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Ridurre il rischio di cancro per esposizione alle radiazioni è possibile. Il primo biofisico laureato all’Università di Lecce, Cristian De Vito, ha trovato l’equilibrio ottimale della dose di radiazioni indotta ai pazienti. Al momento la ricerca si è svolta solo su fantocci. E i risultati sono strabilianti, al punto da spingersi ad immaginare la stesura di un nuovo protocollo di esecuzione: la riduzione dell’esposizione alle radiazioni ionizzanti sui singoli organi scende mediamente del 37 per cento.

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UNA CHECK LIST SULLE MANSIONI DEGLI OSS IN FUNZIONE MEDICO COMPETENTE

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Continua la proposta di questionari o schede raccolta dati dedicati alla Medicina del Lavoro ed alla pratica quotidiana del Medico Competente. Una proposta di materiali che vorrebbe innescare un percorso virtuoso con confronti, scambio di esperienze, anche discussione, purché costruttiva, tra i Medici Competenti

La seconda raccolta dati utilizzabile da parte dei Medici Competenti che viene proposta è rappresentata da una check-list, volutamente aperta, per qualsiasi attività compresa nella mansione di OSS ( Operatore Socio Sanitario).

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DIRETTIVA EURATOM. UNA TAC? EQUIVALE A SOMMINISTRARE RADIAZIONI PER 250 RX TORACE

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L’ospedale Mauriziano, a Torino, comunicherà d’ora in poi ai pazienti la quantità di radiazioni somministrate durante gli esami radiologici. Una novità resa possibile da un innovativo sistema tecnologico che consente di archiviare il dato direttamente su cd e, quindi, nella cartella clinica. “Le radiazioni mediche cui siamo esposti – spiegano all’azienda ospedaliera – sono più che raddoppiate negli ultimi 20-30 anni. La causa è da attribuire in parte alla medicina difensiva, ma anche all’utilizzo di strumenti diagnostici sempre più potenti come la Tac, preferita alla radiografia perché consente una visione maggiore. La Tac, però, equivale a circa 250 lastre al torace”.

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GRAVISSIMO IN ASL 1 IMPERIA: SOSTANZE RADIOATTIVE NON TRACCIATE USCITE DALL’OSPEDALE

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La storia risale al 2015 quando i tecnici dell’Arpal scoprirono un contenitore sospetto finito nel deposito di un’azienda di Arenzano specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali. Quel contenitore secondo l’Arpal conteneva materiale radioattivo che, seppur non nocivo per l’ambiente, non era stato conferito correttamente dall’ospedale di Imperia. Sotto processo è finito il dottor F R, ausiliario della direzione generale dell’Asl 1 Imperiese nonché responsabile della gestione dei rifiuti.

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