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AIAS: GUARDARE CON FIDUCIA AL DOMANI?

VIGILARE

È tempo di bilanci, ed interesse di tutti che l’azienda sia messa nelle condizioni di misurarsi con il dovere di ottemperare ai suoi impegni verso i lavoratori e gli assistiti. Restano ancora 6 le retribuzioni da corrispondere, ma il trend che si registra pare quello di un lento recupero e di rientro in parametri che consentano di continuare a svolgere un ruolo nemmeno tanto marginale. Chi deve fare la propria parte non si tiri indietro, nel rispetto del quadro normativo e contrattuale. E bene fa il sindacato a tenere ancora alta l’attenzione sulla coperta ancora troppo corta… Senza la “L I B E R A” manifestazione dei lavoratori del centro di Cortoghiana, oggi saremmo qui a certificare altro. Domanda: si può guardare con fiducia al domani pur senza ignorare le vessazioni di ieri? Risposta: si deve. Ancora per un pó si deve.

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AIAS REGOLARIZZA UNA MENSILITA’, MA IL SINDACATO INCALZA

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LA NUOVA PROTESTA – Ma stavolta non sono tanto i restanti 6 stipendi e mezzo arretrati a far andare su tutte le furie i sindacati quanto le insostenibili condizioni di un parco mezzi che – evidenzia l’autista Aias e dirigente della Fp Cgil, Michele Serra – deve contare su pulmimi dalla vita media di 20, 25 anni privi di qualunque dispositivo di climatizzazione. I pazienti e i circa 50 autisti sono costretti a viaggiare in condizioni infernali in barba alle norme della Legge 104 sul trasporto dei disabili”.

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NON RETRIBUISCE I LAVORATORI: REGIONE REVOCA L’ACCREDITAMENTO

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Gli imprenditori non pagano gli stipendi ai lavoratori, e la Regione revoca l’accreditamento della clinica privata. Lo prevede una norma di legge approvata nello scorso aprile, applicata per la prima volta due giorni fa per la «Padre Pio» di Capurso, un centro di riabilitazione in crisi da quasi due anni: i 178 dipendenti sono stati pagati a singhiozzo, e il tentativo di far subentrare una nuova società si è conclusa con un nulla di fatto. Così tre giorni fa l’assessorato alla Salute ha detto basta, firmando il provvedimento di decadenza dall’accreditamento e il diniego al subentro del nuovo gestore.

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FIFTHY FIFTHY ANCHE PER FEBBRAIO 2017. LE RAGIONI DELL’AIAS, LE PROTESTE DI CISL E USB

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La maggior parte dei dipendenti l’ha ricevuta nei giorni scorsi, chi ancora la deve ricevere se la vedrà accreditare oggi.

Aias paga mezza mensilità (quella di febbraio 2017) e si rammarica, con una nota diffusa in tutti i centri, “di non aver potuto pagare la mensilità intera a causa della liquidazione solo parziale di un Decreto Ingiuntivo relativo all’Ats e all’Assl di Carbonia”.

“Il saldo del Decreto coinciderà con l’erogazione ai dipendenti della restante quota di febbraio 2017”. Nella stessa nota Aias annuncia che “presto, grazie ai pagamenti da parte dei committenti, verranno pagate le mensilità di aprile e maggio 2017”.

Il saldo degli arretrati scende dunque a 6 stipendi e mezzo ma i sindacati sono nuovamente in fibrillazione. “E’ un fiacco tentativo – tuona Salvatore Drago, Usb regionale – di dimostrare di star tentando di mettersi in regola in previsione della firma sulle nuove convenzioni con il sistema sanitario regionale, ma non funzionerà: ci sono ancora tante mensilità arretrate anche relative al 2016 per le quali procederemo con dei decreti ingiuntivi. Come farà Aias a dimostrare di essere in regola con il pagamento puntuale degli stipendi?”

Sulla stessa linea il segretario sulcitano aggiunto della Fp Cisl Roberto Fallo: “Niente di nuovo, ancora pagamenti frazionati che la dicono lunga sulla volontà dell’azienda di estinguere il debito che ha con i propri dipendenti. Dove sono finite le 4 mensilità relative al 2016?”

La replica di Aias non si è fatta attendere: “È nell’interesse di Aias – recita una nota – pagare regolarmente se le casse lo consentono. Non esiste nessuna mossa propedeutica per sedersi al tavolo con l’Ats in posizione privilegiata. Ricordiamo poi – chiude la nota – che la delibera 23/25 del 9 maggio si applicherà solo con i nuovi contratti che inoltre impongono anche all’Ats di rispettare i tempi per i pagamenti delle fatture agli operatori privati”.

di Simone Farris

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/07/31/aias_paga_solo_una_mezza_mensilit_sindacati_ancora_in_fibrillazio-68-628974.html

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TETTI DI SPESA ALLE CLINICHE PRIVATE? FALSO, VIOLENZA PRIVATA, ABUSO D’UFFICIO

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TERAMO – A processo il 6 dicembre, davanti al giudice Maria Michela Di Fine, l’ex governatore abruzzese Gianni Chiodi, l’ex sub commissario Giovanna Baraldi, l’ex assessore regionale Lanfranco Venturoni e due tecnici dell’Agenzia nazionale per i servizi regionali, accusati a vario titolo di falso, violenza privata e abuso d’ufficio, nell’ambito del procedimento sui tetti di spesa delle cliniche private per l’anno 2010.

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TROPPA QUIETE SU LA QUIETE DI VARESE: ASTA FALLIMENTARE DESERTA

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È andata deserta l’asta fallimentare che, a questo punto, rappresentava l’ultima spiaggia per la clinica La Quiete e per i suoi 60 dipendenti. Ieri mattina nessuna offerta per l’acquisizione della storica struttura sanitaria con centro diagnostico annesso che da quasi un secolo rappresenta un’eccellenza per la sanità varesina.

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TRE SINDACALISTI DELLA CGIL FP LICENZIATI NELLA SANITA’ PRIVATA

SEMAFORO ROSSO

“Nelle strutture Buonincontro di Casavatore, Linea Medica di Torre Annunziata e Salus di Marigliano, tutte riconducibili alla stessa proprietà, sono stati licenziati, formalmente per motivi disciplinari, i delegati della FP Cgil”. E’ quanto si legge in una nota diffusa da Ileana Remini e Giosuè Di Maro, segretari di Cgil e Fp Cgil Campania. “I tre lavoratori – spiegano Remini e Di Maro nella nota indirizzata dal governatore De Luca, ai direttori delle Asl Napoli 2 Nord e Napoli 3 Sud ed ai capigruppo in Consiglio regionale – si erano opposti alla volontà dell’azienda di operare un cambio contratto unilaterale , peggiorativo delle condizioni economiche e normative; alla legittima protesta l’azienda ha reagito con dei licenziamenti disciplinari”.

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