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LAVORATORI NO VAX? NON IDONEI PER IL DATORE DI LAVORO E SOSPESI DAL SERVIZIO

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Belluno. Due operatori mettono nero su bianco la loro volontà di non vaccinarsi contro il Covid e per questo sono definiti “non idonei” a svolgere il loro compito. Sono finiti a casa, in ferie “forzate”, due dipendenti della rsa di Agordo. Per loro è scattato il provvedimento del medico competente della struttura per anziani in cui lavorano.

Cosa succederà loro non si sa: o i due lavoratori cambiano idea, o il legislatore impone l’obbligatorietà della immunizzazione contro il Covid o si andrà davanti a un giudice.

«La situazione è molto chiara», precisa l’amministratrice unica Mariachiara Santin, che spiega: «Queste persone che hanno deciso di non vaccinarsi, sono state ampiamente edotte sulla situazione.

C’è una circolare di metà gennaio del medico competente chiarissima: si dice a chiare lettere che il personale che per ragioni diverse rifiuta la vaccinazione, non è idoneo temporaneamente a svolgere qualunque attività lavorativa presso la rsa, dove il rischio di contagio è alto, vista la presenza di persone fragili».

Santin evidenzia che da tempo si parla della campagna vaccinale.

In ogni occasione e in ogni modo il medico competente della rsa, la stessa direttrice generale, ma anche il personale della Prevenzione dell’Usl hanno spiegato la questione agli interessati.

«Insomma, l’argomento è stato sviscerato a 360 gradi, nonostante ciò due dipendenti hanno dichiarato la loro volontà a non sottoporsi alla campagna di prevenzione. Abbiamo invocato per mesi l’arrivo del vaccino», sospira Santin, «abbiamo chiuso dentro la rsa gli anziani per proteggerli, li abbiamo privati delle relazioni con i loro familiari e adesso ci sentiamo in dovere di continuare a difenderli» .

«È impensabile», aggiunge, «che persone adulte, super informate dall’azienda, bombardate da ogni genere di informazione, non abbiano chiaro il concetto di causa ed effetto.

Vedremo come evolverà la situazione», conclude l’amministratrice, ricordando che Asca è in attesa della scelta di un altro operatore, al momento indeciso sul da farsi.

Sulla vicenda, che potrebbe non rimanere isolata, intervengono molti presidenti di case di riposo bellunesi, spezzando una lancia a favore della “collega” di Asca. Primo fra tutti Paolo Santesso, presidente di Sersa e consigliere di Uripa Veneto: «C’è bisogno che il legislatore prenda una posizione in materia.

Noi auspichiamo che introduca l’obbligatorietà del vaccino almeno per chi lavora a contatto con persone fragili, siano esse all’interno delle rsa o in ospedale. Noi abbiamo sette operatori che non vogliono immunizzarsi, ora attendiamo di capire cosa fare».

«Il datore di lavoro», sottolinea Santesso, «può intervenire se ravvisa che ci sia un rischio per la salute e er la sicurezza dell’ambiente di lavoro in base al decreto legislativo 81/2008».

Anche Daniele Galantin e Paolo Stocco, delle rsa di Ponte nelle Alpi e Cortina, si dicono convinti che serva un senso di responsabilità da parte di chi lavora in ambito sanitario.

«Non rendersi conto dei rischi che comporta un eventuale contagio in una casa di riposo renda un professionista incompatibile con la sua professione sia dal punto di vista clinico che deontologico. Siamo di fronte a un atteggiamento lesivo anche per l’ambiente in cui opera. Per dirimere la questione dovrebbe intervenire l’ordine professionale».

Chiamato in causa, l’Ordine degli infermieri precisa che a decidere è il codice deontologico. «Il concetto è quello per cui l’infermiere agisce sempre alla luce della scienza», dice il presidente Luigi Pais De’ Mori. «Se l’evidenza scientifica dice che questa è l’unica arma e che è sicura, non c’è motivazione scientifica per dire di no. In tal senso, la nostra deontologia prevede un provvedimento disciplinare per chi si rifiuta. Ma ad oggi non abbiamo avuto segnalazioni di questo tipo».

«Soltanto un giudice potrà dirimere la questione e decidere, sentite le parti, se il lavoratore deve o meno vaccinarsi», taglia corto Mario De Boni della Fp Cisl. —

https://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2021/02/06/news/rsa-di-agordo-a-casa-chi-non-vuole-vaccinarsi-1.39868576

 

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AIAS, FINE DELLA TRAGICOMICA: DAI LAVORATORI SENZA RETRIBUZIONE A NUOVI PROPRIETARI CON LIQUIDITÀ

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La proposta presentata al tribunale: nessuna quota agli attuali proprietari. I beni da cedere valgono tra i 70 e gli 80 milioni, il passivo ammonta a 90

CAGLIARI. L’Aias vende tutti i beni e se ne va, l’assistenza e la riabilitazione dei disabili passerà agli acquirenti, gruppi finanziari che negli ultimi mesi hanno manifestato interesse per l’acquisizione di Rsa e altri immobili, in tutto 40, che fanno capo all’azienda fondata nel 1954 e alla Fondazione Randazzo. È questo il contenuto del nuovo piano che i legali dei Randazzo – gli avvocati Andrea Pogliani, Giuseppe Macciotta e Gigliola Loi – hanno presentato al giudice Andrea Bernardino insieme all’istanza di concordato preventivo destinata, nelle speranze, a scongiurare il fallimento richiesto dalla Procura e a salvare almeno una parte dei 1200 dipendenti.

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LA SOSTENIBILE PESANTEZZA DELLA TREDICESIMA MENSILITÀ

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Contratti. Cgil, Cisl, Uil Fp, basta falsità su CCNL Sanità privata
Roma, 2 dicembre 2020 – “Leggiamo con amarezza, ma non con stupore, il solito tentativo di ‘spargere veleno’ rispetto ai contenuti di un rinnovo contrattuale, quello che riguarda le lavoratrici, i lavoratori e professionisti della sanità privata, realizzato solo grazie al lavoro di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e all’incredibile sforzo di questo personale”. Così, in una nota stampa, le categorie dei servizi pubblici di Cgil, Cisl, Uil.
“Rispetto alle falsità che stanno girando di una tredicesima più leggera nella sanità privata – specificano – è bene chiarire che, con l’applicazione del nuovo CCNL, il suo valore è invece aumentato passando ad esempio,  per una categoria D1, da € 1.853,30 agli attuali € 2.022,94”.
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I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN NOSTRA FAMIGLIA…

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Sanità: Cgil Cisl Uil Fp, da Nostra Famiglia vergognoso atto unilaterale su contratto
Roma, 25 novembre – “È una assoluta vergogna. Una scelta scellerata che tende a dividere le lavoratrici e i lavoratori.
Non resteremo fermi: andremo avanti nella lotta, ancora più forte, passando allo stesso tempo alle vie legali a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dell’associazione, nel rispetto dei loro diritti”.
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NESSUNO TOCCHI I VESSILLI A VILLA BETANIA

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“Avevano provato a salvare la faccia togliendo le bandiere prima dello sciopero di settembre, ma il Tribunale di Roma ha fatto giustizia di un atto illegittimo e di un tentativo di prevaricazione nei confronti dei dipendenti: rimuovere i vessilli, calpestando la libertà di manifestare dei lavoratori è condotta antisindacale”.

Così la Cisl Fp del Lazio dopo che la magistratura capitolina ha accolto il ricorso ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, sanzionando la casa di cura Villa Betania del Gruppo Giomi spa e condannandola al pagamento delle spese processuali.

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TUTELARE I MEDICI DIPENDENTI DEGLI OSPEDALI RELIGIOSI

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“Tutelare i medici dipendenti per fronteggiare la drammatica fuga verso le strutture pubbliche, nonché come atto dovuto per una categoria professionale oramai stremata dall’emergenza sanitaria in corso”.

Rinnovo contratto di lavoro, equo trattamento e più garanzie per i dipendenti: l’appello del sindacato a tutela dei Medici degli Ospedali Religiosi

 

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SANITA’ PRIVATA 14 ANNI DOPO: MOTORI SPENTI

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Alla scadenza per la firma definitiva, Aris e Aiop si smentiscono
Roma, 30 luglio – “Siamo oltre l’indignazione, oltre la vergogna. Oggi giovedì 30 luglio, come da preintesa sottoscritta il 10 giugno, Aris e Aiop avrebbero dovuto convocarci per la firma definitiva del contratto della Sanità Privata, dopo 14 anni di attesa e anni di trattativa. Invece ci hanno comunicato che ciò non sarebbe avvenuto.
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PREINTESA CONTRATTUALE SANITÀ PRIVATA

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Firmata preintesa sul contratto sanità privata: Bonaccini, ruolo determinante delle Regioni

Roma, 10 giugno 2020 (comunicato stampa) “Arriva una notizia positiva e molto attesa: sindacati e associazioni datoriali (Aiop e Aris) hanno firmato oggi la preintesa sul contratto sanità privata.  Ora la strada per la firma definitiva di un contratto che tarda da 14 anni e che interessa 100mila lavoratori è in discesa”, lo dichiara il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini.

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DIVIETO DI SOSTA, CHE FA CONCORDA?

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Divieto di sosta nel SSR convenzionato? Alcuni lavoratori manifestano e alcuni sindacati si organizzano per il diritto alle retribuzioni e alla dignitá delle persone, dalla parte  opposta altri concordano. Un gigante senza testa, altrimenti non si sarebbe arrivato a questo punto. E qualcosa non torna… (ndr)

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MATER OLBIA, SARDUS PATER

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Ufficiale in Gallura: contrattualizzati gli accordi tra Mater Olbia e ATS Sardegna rispetto alle cifre che dovrà ricevere la struttura nel corrente anno.

Dall’Assessorato filtra la dichiarazione che “ATS Sardegna ha sempre e solo perseguito, e con fiducia, l’applicazione dello schema contrattuale standard per l’acquisto di prestazioni sanitarie del comparto privato per un valore di 5 milioni di euro per il 2019“.

Su ulteriori 12 milioni quale limite massimo di spesa per l’acquisto delle prestazioni rese, si rimanda ad una fase contrattuale successiva.

Adesso la parola passa alla prova dei fatti: assunzioni, prestazioni garantite, qualitá del servizio reso, riduzione delle liste d’attesa, mantenimento dei Lea.

La tela del ragno per arrivare alla Asl Olbia è in dirittura d’arrivo…

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