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VIOLENZE SUI MALATI PSICHICI AL CENTRO AIAS DI DECIMOMANNU: RICHIESTE DI CONDANNA AVANZATE DAL PM

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Due anni e mezzo per Elsa Giorgi e Sabrina Carta, due anni e otto mesi per Monica Frau. Sono le richieste di condanna avanzate questa mattina in tribunale a Cagliari dalla pm Liliana Ledda al gup Gabriella Muscas nella tranche processuale in abbreviato sui maltrattamenti sui malati psichici in cura nel centro Aias di via Carducci a Decimomannu.

Altri otto tra infermieri e operatori socio sanitari finiti sotto accusa nel gennaio 2016, quando i carabinieri del Nas e della sezione di polizia giudiziaria avevano eseguito le misure interdittive ordinate dal gip, hanno già proposto il patteggiamento.

Il giudice deciderà nelle prossime udienze: forse già a dicembre, quando parleranno gli avvocati difensori. Altri tre imputati sono a dibattimento: Vittorio Randazzo, direttore amministrativo dell’Associazione italiana assistenza spastici (43 punti in tutta l’Isola), Sandra Murgia, responsabile del centro di Decimomannu, e uno dei lavoratori.

I reati contestati sono, a vario titolo, lesioni personali e maltrattamenti. Molti degli imputati erano stati mandati agli arresti domiciliari, altri avevano subito l’interdizione dalla professione in una struttura pubblica.

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SCAMBIO DI NEONATE: SOSPESE DAL SERVIZIO LE INFERMIERE COINVOLTE

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La commissione istituita per l’analisi del caso dello scambio di neonate ha provveduto ad analizzare ogni passaggio di quelle ore dopo il parto.

Le dipendenti quando si è verificato l’errore nella consegna delle neonate, nate a mezz’ora di distanza l’una dall’altra, sono state sospese da venerdì sera, per cinque giorni. Già in settimana il personale infermieristico raggiunto dal provvedimento disciplinare potrà fornire le controdeduzioni ai vertici della clinica, in presenza del sindacato, che successivamente potrà assumere provvedimenti definitivi.

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FIALS CONVOCA ASSEMBLEA AIAS POTENZA PER MANCATO ACCORDO SINDACALE E PERDITA POSTI DI LAVORO

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LA FIALS INDICE ASSEMBLEA LAVORATORI AIAS POTENZA PER MANCATO ACCORDO CON RISCHIO PERDITA POSTI DI LAVORO

La Fials, dopo aver proclamato lo stato di agitazione del personale Aias di Potenza, è stata convocata lunedì 16 ottobre per un incontro in Prefettura per un tentativo di conciliazione, a cui hanno preso parte il segretario regionale Fials Luciana Bellitti e il segretario provinciale Giuseppe Costanzo.

«Nessun accordo – dichiara la Bellitti – è stato raggiunto a salvaguardia dei posti di lavoro, messi a rischio dalla riduzione dei tetti di spesa negli anni pregressi e delle ore di terapia, comportando di conseguenza, secondo l’Aias, un sovrannumero dei dipendenti».

«La Fials – continua la sindacalista – sostiene la sacralità del posto di lavoro continuando la sua battaglia al fianco dei dipendenti Aias e chiedendo alla Regione Basilicata e al Presidente della Regione di mettere in atto tutte le azioni necessarie per la salvaguardia dei posti di lavoro e del diritto di cura e salute dei disabili e delle loro famiglie».

«E’ necessario che la Regione Basilicata avvia un percorso di confronto nel garantire le giuste risorse economiche, rilanciando ed anche rimodulando le sue funzioni, riconoscendo all’AIAS di Potenza la sua attività essenziale nel contesto della comunità lucana a garanzia del diritto e del miglioramento della salute fisica e psichica dei disabili.

«Le risorse economiche investite per il miglioramento della salute fisica e psichica dei disabili– continua il segretario regionale Fials –non possono essere annullate dimettendo i pazienti, ma al contrario vanno mantenuti nel tempo gli interventi individualizzati per il mantenimento di livelli accettabili di salute e integrazione sociale».

«La Fials – conclude la Bellitti – continua la vertenza sindacale di tutela dei posti di lavoro e mercoledì 18 ottobre ha indetto un’assemblea generale di tutti i dipendenti dell’Aias di Potenza per condividere un percorso unitario per la salvaguardia dei livelli occupazionali ».


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PROCEDURE DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO RSA ROSA DEL MARGANAI

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La nuova organizzazione dei servizi sanitari della Sardegna non è stata ancora approvata dal Consiglio Regionale e già fioccano i primi effetti negativi. Un altro duro colpo alla già grave situazione occupazionale del Sulcis Iglesiente si sta prefigurando con l’annunciato avvio delle procedure di licenziamento collettivo nella Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) Rosa del Marganai di Iglesias. Il 3 ottobre scorso la società San Raffaele Spa, di cui fa parte la struttura iglesiente, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 29 lavoratori (20 Oss, 5 infermieri e 4 operai) “ritenuti eccedenti rispetto alle esigenze aziendali”.

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CASA DI RIPOSO-LAGER: IL GUP DI NUORO SI RISERVA DI DECIDERE PER IL PROCESSO BIS

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Il Gup del tribunale di Nuoro, Tommaso Bellei, si è riservato di decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per tre imputati del secondo filone d’inchiesta sulla casa di riposo “Residenza Familia” di via Aosta a Nuoro. Per tutti l’accusa è di concorso in maltrattamenti avvenuti, secondo la Procura, tra il 2015 e il 2016. La sorte della direttrice Rosanna Serra – già a processo insieme al presidente Gian Luigi Masala per omicidio colposo, abbandono di incapace e somministrazione di farmaci scaduti – e di due infermieri, Ignazio Poggiu, nuorese, e Genci Nikaj, di origine albanese, si conoscerà nell’udienza fissata per il 21 novembre prossimo.

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REVOCATI 46 LICENZIAMENTI NELLA SANITA’ PRIVATA PUGLIESE

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Sono stati revocati i licenziamenti per gli ausiliari specializzati della clinica Santa Maria di Bari: 46 lavoratori per cui l’azienda madre GVM aveva deciso di aprire la procedura di mobilità per poi riassumerli nella SIA, azienda del gruppo che si occupa di pulizie e non di sanità.

Una decisione sciagurata, secondo i lavoratori: il contratto dei 46 licenziati, infatti, sarebbe passato da quello del settore sanitario a quello del comparto delle pulizie, con l’ovvio alleggerimento della busta paga. Non solo: se l’azienda Santa Maria avesse adottato i licenziamenti ci sarebbe stato un declassamento della struttura dalla fascia A alla fascia C.

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CENTRO MEDICO ERRE, BENEVENTO, IN VIA DI ACQUISIZIONE?

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“Nella giornata di ieri è stata depositata una nuova proposta di acquisizione del Centro Medico Erre da parte di un imprenditore già attivo nel campo sanitario.” L’annuncio viene fatto attraverso una nota congiunta da Cgil Fp Benevento e Uil Fpl Benevento.

“Come sempre avviene in questi casi – si legge nella nota – da un lato la notizia può ispirare fiducia da parte del corpo dei lavoratori che, non smetteremo mai di ribadirlo, sono la parte sana di un’ azienda che ha retto solo ed esclusivamente grazie ai loro sforzi ultradecennali, ai lunghi periodi di stenti legati alla totale assenza di liquidità mai corrisposta nonostante il quotidiano impegno e, dunque, con delle ricadute pesantissime sugli stessi equilibri familiari di carattere economico, e non solo.

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AIAS ONLUS POTENZA: FIALS PROCLAMA STATO D’AGITAZIONE

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La FIALS proclama lo stato di agitazione di tutto il personale dell’AIAS Onlus di Potenza.

Il segretario provinciale Giuseppe Costanzo e la segretaria regionale Luciana Bellitti della FIALS proclamano lo stato di agitazione di tutto il personale AIAS di Potenza considerando il protrarsi del mancato rispetto degli accordi e l’insostenibilità della crisi finanziaria che ha travolto l’AIAS.

La Fials dichiara che l’esponenziale crescita del debito dell’Ente e la scarsità delle risorse economiche finanziarie a disposizione della stessa è stata più volte denunciata nel corso di vari incontri tra le istituzioni e le OO.SS..

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VENETO, OSPEDALE SACRO CUORE DON CALABRIA IN AMPLIAMENTO: 29.478 RICOVERI, 2.000 DIPENDENTI

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Narrano i biografi di don Giovanni Calabria che il futuro santo, osservando la distesa di campi da un balcone del primo nucleo dell’ospedale, disse: «Diventerà una cosa grande». La profezia si è avverata. Oggi l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria occupa un’area vasta di Negrar ed è un centro di riferimento nazionale per molte patologie, un polo oncologico e quinto ospedale del Veneto per ricoveri (29.478 nel 2016) in cui lavorano 2mila persone.

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