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TOC TOC PARTE IV, ISPEZIONE IN CENTRI AIAS: SOSPENSIONE E REVOCA AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO

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Sospensione e revoca dell’autorizzazione regionale all’esercizio e dell’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie


Modalità o descrizione:
La Regione svolge l’attività di verifica sulla permanenza dei requisiti per l’autorizzazione regionale all’esercizio e l’accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, su eventuali violazioni delle prescrizioni dei provvedimenti autorizzativi o su altre irregolarità.
La verifica viene effettuata dal Servizio della qualità del SSR e governo clinico dell’Assessorato dell’Igiene, sanità ed assistenza sociale e può essere avviata su iniziativa regionale, su richiesta del titolare della struttura oppure in seguito al ricevimento da parte della Direzione generale della Sanità dell’Assessorato di segnalazioni di privati o di organi di vigilanza.

Il controllo sulla permanenza dei requisiti minimi di autorizzazione viene effettuato per le strutture autorizzate almeno ogni 5 anni e può essere disposto tutte le volte che l’Assessorato lo ritenga necessario per il buon andamento delle attività sanitarie. Per le strutture accreditate, invece, il controllo volto ad accertare il mantenimento dei requisiti viene effettuato nel corso del triennio di validità dell’accreditamento. 

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TOC TOC PARTE III, ISPEZIONE IN CENTRI AIAS: ACCREDITAMENTO E LEA LI CERTIFICANO GLI INQUIRENTI

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L’autorizzazione e l’ accreditamento nelle strutture sanitarie: definizioni

L’autorizzazione risulta essere il provvedimento con cui viene consentito l’esercizio di attività sanitarie a soggetti pubblici e privati.

Diverso discorso vale per l’accreditamento istituzionale, con cui mediante il provvedimento, si riconosce alle strutture pubbliche e private, che sono state precedentemente autorizzate, lo status di potenziali erogatori di prestazioni sanitarie nell’ambito e per conto del Servizio Sanitario Nazionale.

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TOC TOC PARTE II°, ISPEZIONE IN CENTRI AIAS SARDEGNA: FAVORISCA I LEA

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I Livelli essenziali di assistenza (LEA) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale (tasse).

I LEA previsti dal DPCM 12 gennaio 2017

Il 18 marzo 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Supplemento ordinario n.15) il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 12 gennaio 2017 con i nuovi Livelli essenziali di assistenza.

Il nuovo Decreto sostituisce infatti integralmente il DPCM 29 novembre 2001, con cui i LEA erano stati definiti per la prima volta.

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TOC TOC PARTE I°, ISPEZIONE IN CENTRI AIAS SARDEGNA: PECULATO?

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Peculato s. m. [dal lat. peculatus –us, der. di peculari «truffare, amministrare in modo disonesto»]. – Nel linguaggio giur., delitto del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio che si appropria di denaro o altra cosa mobile di cui abbia il possesso o la disponibilità in ragione del suo ufficio o servizio; in partic., p. d’uso, quello in cui il responsabile dell’appropriazione ha agito al solo scopo di far uso momentaneo della cosa e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita.

Non è più previsto come reato dalle norme penali vigenti il p. di distrazione, consistente nella utilizzazione di beni pubblici non per interesse personale ma in vista della realizzazione di finalità pubbliche diverse da quelle istituzionalmente loro assegnate (in senso più ampio, pper distrazione, ogni utilizzazione illegittima o illecita di denaro pubblico).

http://www.treccani.it/vocabolario/peculato/

https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/sulcis-iglesiente/2019/08/01/inchiesta-per-peculato-blitz-dei-carabinieri-nelle-sedi-aias-136-911735.html

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SANITÀ PRIVATA: ADELANTE

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Contratti: Fp Cgil, bene dichiarazioni Venturi su rinnovo sanità privata, ora servono i fatti, in gioco tutto, anche accreditamenti

Roma, 11 giugno – “Siamo soddisfatti delle dichiarazioni dell’assessore Venturi sulla necessità di sbloccare il contratto della sanità privata, fermo da ormai oltre 12 anni. Ora attendiamo l’esito dell’incontro di domani con Aris e Aiop e intanto proseguiamo la mobilitazione.”

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SALERNO: FP CGIL NON SOTTOSCRIVE UNA TANTUM CONTRATTUALE

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In seguito alla sottoscrizione dell’accordo sull’una tantum contrattuale dello scorso 9 aprile tra Aiop Campania, FP Cisl e Uil Fpl quantificata nella misura di 1.800 euro lordi, comprensivi di 585 euro a titolo di bonus transattivo per un livello D4, la FP Cgil non ha sottoscritto la pre-intesa ritenendo tali somme non adeguate al risarcimento del danno subito dai lavoratori dopo 12 anni di mancata corresponsione. Tali somme rappresenterebbero solo il 35 per cento di quanto riconosciuto ai lavoratori della sanità privata accreditata nelle altre regioni d’Italia nelle quali è stato sottoscritto un analogo accordo.

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AIAS: 13 SCIOPERANTI SU 1200 DIPENDENTI

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Se fosse confermato il dato di soli 13 aderenti allo sciopero verso AIAS del 26 aprile us indetto da CGIL CISL UIL e al quale ha aderito anche USB, non possiamo non chiederci dove sia l’errore e di cosa si stia continuando a parlare.

1200 dipendenti alla canna del gas che forse canna del gas non è, se solo 13 di essi cedono una giornata di lavoro ”profumatamente” pagata a fronte di dieci mensilità arretrate. Una inezia.

Poi si mettono messaggi su lenzuola appese, appelli disperati via social, inviti ai sindacati di sovvertire l’ordine costituito, si minacciano nuove giornate di sciopero.

Nuove giornate di sciopero? Contro che cosa? A favore di chi? Ma soprattutto, per quali lavoratori?

Un grande bluff.

La vertenza latte che per pochi centesimi ha paralizzato il settore e fatto parlare di sé, non ha insegnato niente.

Il numero 13 è universalmente riconosciuto come numero porta fortuna. Nel caso AIAS, è il numero del fallimento.

I millecentottantasette dipendenti che evidentemente non hanno motivo di chiedere il rispetto del loro lavoro e nemmeno retribuzioni da rivendicare, meritano solo l’oblio.

E che Dio gliela mandi buona.

Per gli altri 13 arditi, un plauso per essersi distinti tra l’indistinguibile.

Accendiamo un cero, e finiamola qui.

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AIAS: ULTIMA CHIAMATA

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Brutta immagine. Lenzuola bianche appese alle finestre in segno di solidarietà del popolo verso i vessati non se ne vedono, d’altronde un litro di latte vale più di un’ora di lavoro non retribuita. Nessun dipendente AIAS è stato rapito, scomparso, seviziato. Quindi non fa notizia. Il grido di allarme, ennesimo, sa tanto di ultima chiamata.

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