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Presidenza Consiglio dei Ministri

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ALL’ESAME DEL GOVERNO IL DECRETO LEGISLATIVO SULLA PRIVACY

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Più voce ai minori, più tutele per le categorie deboli, più regole per la sanità e la politica: queste le richieste della Commissione speciale per l’esame di atti del Governo relative allo schema di decreto legislativo sulla privacy che attua il regolamento europeo 679/16 entrato in vigore il 25 maggio scorso.

La commissione guidata chiede intanto che per 8 mesi – entro tutto gennaio 2019 – anziché irrogare sanzioni a imprese e professionisti per violazioni del regolamento il Garante ammonisca o prescriva adeguamenti alla nuova disciplina, in base al principio di proporzionalità e di gradualità della sanzione e allo small business act UE.

Poi, con riferimento allo schema di decreto che elenca le categorie particolari di dati personali, oltre ai “sensibili” (salute, etnia, religione, genomica, biometrica, sociosanitari, appartenenza politica) e agli anagrafici, relativi a diritti politici, rapporti di lavoro, sinistri, procedimenti penali, civili, amministrativi -da trattare se la legge lo prevede per motivo di interesse pubblico rilevante -aggiunge i dati su programmazione, gestione, controllo e valutazione dell’assistenza sanitaria, nonché vigilanza sulle sperimentazioni, farmacovigilanza, AIC ed importazione di medicinali e dispositivi medici (oltre ai verbali di assemblee comunali, e altri organismi Pa, o di organi di controllo ed indirizzo politico).

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NOMINATI I SOTTOSEGRETARI ALLA SALUTE E AL LAVORO

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Il CDM, durato venti minuti, ha nominato 45 persone: sei viceministri e trentanove sottosegretari.

Alla Salute: Armando Bartolazzi, Maurizio Fugatti.

Al Lavoro: Claudio Cominardi, Claudio Durigon.

Salute:

Maurizio Fugatti, leader della Lega trentina, è deputato alla Camera.

Armando Bartolazzi è un dirigente medico presso l’Unità di Istologia e Anatomia patologicaall’ospedale universitario Sant’Andrea di Roma.

Lavoro:

Claudio Durigon è stato per anni segretario del sindacato Ugl e da alcuni mesi è responsabile nazionale delle politiche del lavoro per la Lega.

Claudio Cominardi è parlamentare di Palazzolo, (bs), seconda esperienza alla Camera dei deputati. La prima al Governo.

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MINISTERO PER LA DISABILITA’: INTERESSANTE ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE DELLA POLITICA

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Ministro per la disabilità: Lorenzo Fontana (Lega) , 38 anni

Nato a Verona nel 1980, è laureato in scienze politiche a a Padova e in storia della civiltà cristiana a Roma: iscritto inizialmente alla Liga Veneta, diventa vicesegretario dei Giovani Padani nel 2002, diventando poi vicesegretario della Lega Nord. Dal 29 marzo è uno dei quattro vicepresidenti della Camera

Si autodefinisce, nel profilo Twitter, “veronese, cattolico, attualmente Vicesegretario federale della Lega”. Lorenzo Fontana, 38 anni, sarà il ministro per la Famiglia e le disabilità del governo Conte a trazione Lega e M5s. È anche – per ora – vicepresidente della Camera dei deputati ed eurodeputato, ma questo non lo scrive su Twitter.

Fontana ha una figlia e una laurea in Scienze politica. E’ un leghista di lungo corso, iscritto al Carroccio da quando ha la maggiore età. Il suo essere cattolico lo pone contrario nettamente all’aborto e schierato per politiche più incisive per la famiglia, quindi l’incarico di governo rispecchia fedelmente le sue battaglie.

In un’intervista a Vita diceva: “La politica deve occuparsi della famiglia, non possiamo perdere altro tempo. I figli sono l’investimento del futuro. Ogni anno è come se perdessimo una città delle dimensioni di Padova, il calo demografico è paragonabile a quello provocato fra il 1918 e il 1920 dalla febbre Spagnola”.

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LAVORO, ESTRATTO DAL CONTRATTO DI GOVERNO LEGA-M5S

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  1. LAVORO

Sul tema del lavoro appare di primaria importanza garantire una retribuzione equa al lavoratore in modo da assicurargli una vita e un lavoro dignitosi, in condizioni di libertà, equità, sicurezza e dignità, in attuazione dei principi sanciti dall’articolo 36 della Costituzione.

A tal fine si ritiene necessaria l’introduzione di una legge salario minimo orario che, per tutte le categorie di lavoratori e settori produttivi in cui la retribuzione minima non sia fissata dalla contrattazione collettiva, stabilisca che ogni ora del lavoratore non possa essere retribuita al di sotto di una certa cifra.

Similmente non potranno essere più gratuiti gli apprendistati per le libere professioni. Al fine di favorire una pronta ripresa dell’occupazione e liberare le imprese dal peso di oneri, spesso inutili e gravosi, occorre porre in essere da un lato una riduzione strutturale del cuneo contributivo e dall’altro una semplificazione, razionalizzazione e riduzione, anche attraverso la digitalizzazione, degli adempimenti burocratici connessi alla gestione amministrativa dei rapporti di lavoro che incidono pesantemente sul costo del lavoro in termini di tempo, efficienza e risorse dedicate.

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SANITA’, ESTRATTO DAL CONTRATTO DI GOVERNO LEGA-M5S

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  1. SANITÀ

Occorre garantire, implementare e integrare i servizi socio-sanitari, superando il modello “ospedalo-centrico”.

È prioritario preservare l’attuale modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico e tutelare il principio universalistico su cui si fonda la legge n. 833 del 1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.

Tutelare il servizio sanitario nazionale significa salvaguardare lo stato di salute del Paese, garantire equità nell’accesso alle cure e uniformità dei livelli essenziali di assistenza. In tale ottica si ritiene che siano e saranno utili diverse azioni di tipo strutturale, partendo da un intervento incisivo sulla dirigenza sanitaria, ovvero sui gestori della sanità, che dovranno essere adeguatamente e preventivamente formati per garantire la sostenibilità e la qualità del sistema salute e scelti secondo la competenza e il merito, non sulla base di logiche politiche o partitiche.

Bisogna rescindere il rapporto dannoso e arcaico fra politica e sanità prevedendo nuovi e diversi criteri di nomina sia dei medesimi direttori generali, sia dei direttori sanitari e amministrativi, così anche dei dirigenti di strutture complesse.

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MINISTERO PER DISABILITA’, ESTRATTO DAL CONTRATTO DI GOVERNO LEGA-M5S

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I giorni scorsi di è conclusa la prima fase di un importante progetto istituzionale di 14 OPI provinciali dedicato ai disabili sensoriali. E’ notizia di queste ore di un Ministero per le Disabilità. Che ben si integra con il progetto o viceversa… (ndr)

15. MINISTERO PER LE DISABILITÀ

Uno Stato civile deve proteggere, tutelare, assistere e integrare chiunque abbia una
disabilità. È fondamentale consolidare e rinnovare le politiche di protezione e inclusione dedicate alle persone con disabilità e finalizzate a garantirne un concreto ed efficace sostegno durante tutte le fasi della vita. Si prevede un generale rafforzamento dei fondi sulla disabilità e la non autosufficienza al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita, assicurando l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico.

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IN PENSIONE A 67 ANNI. FORSE

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Sull’età della pensione il governo apre la trattativa coi sindacati. Ma intanto, entrando in rotta di collisione col Pd che spinge per un rinvio, tiene ferma la decisione di varare entro il 31 dicembre il decreto che a partire dal 2019 innalza a 67 anni l’età della pensione. «Il rinvio non credo sia la strada. Ci può costare in Europa» ha messo subito in chiaro il premier Paolo Gentiloni che ieri assieme ai ministri Padoan, Poletti e Madia ha incontrato i sindacati a palazzo Chigi. A suo parere «i principi generali della norma restano validi. Il Parlamento è sovrano, ma non escludiamo si possa correggere qualcosa al tavolo con le parti.

Possiamo discutere subito di categorie specifiche, individuando i lavori più gravosi, e ragionare anche sui metodi di calcolo dell’aspettativa, fatto salvo la sostenibilità finanziaria».

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PROVVEDIMENTI APPROVATI DALLA PRESIDENZA CONSIGLIO DEI MINISTRI SUL PUBBLICO IMPIEGO

LAVORO PUBBLICO

Il Consiglio dei ministri n.14 del 23/02/2017, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Maria Anna Madia, ha approvato, in esame preliminare, cinque decreti legislativi contenenti disposizioni di attuazione della riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124), tra i quali:
TESTO UNICO DEL PUBBLICO IMPIEGO
Modifiche e integrazioni al testo unico del pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g) , h), l), m), n), o), q), s) e z) della legge 7 agosto 2015, n.124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
Il decreto introduce disposizioni mirate al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
– il progressivo superamento della “dotazione organica”, fermi restando i limiti di spesa, attraverso il nuovo strumento del “Piano triennale dei fabbisogni”, e la definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni, differenziati in base agli effettivi fabbisogni e la rilevazione delle competenze dei lavoratori pubblici;
– la disciplina delle forme di lavoro flessibile, anche al fine di prevenire il precariato, unitamente ad una soluzione transitoria per superare il pregresso: viene stabilito a regime il divieto per le pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione e vengono introdotte specifiche procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di personale in possesso dei requisiti;
– l’introduzione di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, finalizzate ad accelerare e rendere concreta e certa nei tempi l’azione disciplinare, con un ampliamento delle ipotesi di licenziamento e una estensione delle procedure accelerate a tutti i casi di flagranza;
– la possibilità di svolgimento dei concorsi in forma centralizzata o aggregata (estesa alle Regioni) e la definizione di limiti, in relazione al numero dei posti banditi, per gli idonei non vincitori;
– l’integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità, anche attraverso l’istituzione di una Consulta nazionaleper l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità.
VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE DEI DIPENDENTI PUBBLICI
Modifiche al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150, in attuazione dell’articolo 17, comma 1, lettera r), della legge n.124 del 2015
Il provvedimento persegue l’obiettivo generale di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e di garantire l’efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni.

Con il decreto, ispirato ai principi di semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e della premialità, di razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, di riduzione degli adempimenti in materia di programmazione e di coordinamento della disciplina in materia di valutazione e controlli interni, si introducono, tra le altre, le seguenti novità:
– viene chiarito che il rispetto delle disposizioni in materia di valutazione costituisce non solo condizione necessaria per l’erogazione di premi, ma rileva anche ai fini del riconoscimento delle progressioni economiche, dell’attribuzione di incarichi di responsabilità al personale e del conferimento degli incarichi dirigenziali; la valutazione negativa delle performance rileva anche ai fini dell’accertamento della responsabilità dirigenziale;
– ogni amministrazione pubblica è tenuta a misurare e a valutare la performance con riferimento all’amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti;
– oltre agli obiettivi specifici di ogni amministrazione, è stata introdotta la categoria degli obiettivi generali, che identificano le priorità in termini di attività delle pubbliche amministrazioni coerentemente con le politiche nazionali, definiti tenendo conto del comparto di contrattazione collettiva di appartenenza;
– gli Organismi indipendenti di valutazione (OIV), tenendo conto delle risultanze dei sistemi di controllo strategico e di gestione presenti nell’amministrazione, dovranno verificare l’andamento delle performance rispetto agli obiettivi programmati durante il periodo di riferimento e segnalare eventuali necessità di interventi correttivi;
– viene riconosciuto, per la prima volta, un ruolo attivo dei cittadini ai fini della valutazione della performance organizzativa, mediante la definizione di sistemi di rilevamento della soddisfazione degli utenti in merito alla qualità dei servizi resi;
– nella misurazione delle performance individuale del personale dirigente, è attribuito un peso prevalente ai risultati della misurazione e valutazione della performance dell’ambito organizzativo di cui hanno essi diretta responsabilità;
– è definito un coordinamento temporale tra l’adozione del Piano dellaperformance e della Relazione e il ciclo di programmazione economico-finanziaria;

– sono introdotti nuovi meccanismi di distribuzione delle risorse destinate a remunerare la performance, affidati al contratto collettivo nazionale, che stabilirà la quota delle risorse destinate a remunerare, rispettivamente, la performance organizzativa e quella individuale e i criteri idonei a garantire che alla significativa differenziazione dei giudizi corrisponda un’effettiva diversificazione dei trattamenti economici correlati. Fonte:www.ilpersonale.it

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SOTTOSCRITTO IL PROVVEDIMENTO SUI LEA. PASSAGGIO STORICO PER “QUASI” TUTTA LA SANITA’ ITALIANA

LEA

“Il premier ha firmato i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e il nomenclatore delle protesi: passaggio storico per la sanità italiana”. Così, in un tweet il ministro della Salute Beatrice Lorenzin annuncia la firma di Paolo Gentiloni al provvedimento sui nuovi Lea. Cosa sono i Lea e come si ‘misurano’
I Lea (Livelli essenziali di assistenza) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini, con le risorse pubbliche, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Per monitorare l’erogazione dei Lea, in condizioni di appropriatezza ed efficienza e compatibilmente con le risorse disponibili, presso il Ministero della salute e’ stato istituito il “Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza”.

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