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Presidenza Consiglio dei Ministri

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NO VAX, C’È POSTA PER TE…

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Raccomandata con ricevuta di ritorno in arrivo per i no vax infermieri, medici, operatori sanitari, del pubblico, del privato, della libera professione. Posizioni concettuali indifendibili, rischiose per il prossimo, antitetiche, esasperanti il diritto dei cittadini alla loro salute.

Vaccinarsi per decreto piuttosto che per intima e scientifica convinzione, é una ulteriore sconfitta per tutti, una contraddizione in termini alla quale nessuno operatore sanitario avrebbe potuto/dovuto dare ossigeno.

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VACCINAZIONI: IL PIANO B PER IL RECLUTAMENTO DI PERSONALE COMMA 464 LEGGE 178/2020

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Comma 464 legge 178 del 30 Dicembre 2020.

Qualora il numero dei professionisti sanitari di cui ai commi
459 e 462 non risulti sufficiente a soddisfare le esigenze di
somministrazione dei vaccini contro il SARS-CoV-2 in tutto il
territorio nazionale, le aziende e gli enti del Servizio sanitario
nazionale, anche in deroga ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa del personale e fino alla concorrenza dell’importo massimo complessivo di 100 milioni di euro di cui al comma 467, possono ricorrere, per il personale medico, alle prestazioni aggiuntive di cui all’articolo 115, comma 2, del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’area sanita’ – triennio
2016-2018, di cui all’accordo del 19 dicembre 2019, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio
2020, per le quali la tariffa oraria fissata dall’articolo 24, comma
6, del medesimo contratto, in deroga alla contrattazione, e’
aumentata da 60 euro a 80 euro lordi onnicomprensivi, al netto degli
oneri riflessi a carico dell’amministrazione, nonche’, per il personale infermieristico e per gli assistenti sanitari, alle
prestazioni aggiuntive di cui all’articolo 6, comma 1, lettera d), del contratto collettivo nazionale di lavoro triennio 2016-2018 relativo al personale del comparto sanita’ dipendente del Servizio sanitario nazionale, di cui all’accordo del 21 maggio 2018, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 233 del 6 ottobre 2018, con un aumento della tariffa oraria a 50 euro lordi onnicomprensivi, al netto degli oneri riflessi a carico dell’amministrazione.

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GOVERNO IMPUGNA LA LEGGE DI RIFORMA SANITARIA REGIONE SARDEGNA

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Il Consiglio dei ministri ha esaminato su proposta del ministro degli affari regionali Francesco Boccia, alcune leggi varate dai consigli regionali e ha impugnato una delle tre leggi varate dal Consiglio regionale della Sardegna esaminate dal Cdm.

Impugnata la legge della Regione Sardegna n. 24 dell’11/09/2020, recante «Riforma del sistema sanitario regionale e riorganizzazione sistematica delle norme in materia. Abrogazione della legge regionale n. 10 del 2006, della legge regionale n. 23 del 2014 e della legge regionale n. 17 del 2016 e di ulteriori norme di settore».

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ASSALTO ALLA DILIGENZA DELLA MANOVRA FINANZIARIA

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Dopo le anticipazioni dell’Ansa sui contenuti della manovra finanziaria che assegna importanti risorse economiche per il sostegno delle professionalitá aventi causa, evidenza e diritto, avevamo già anticipato ieri che erano solo da attendersi gli annunci del primato sindacale di uno sull’altro, la paternità e la maternità nell’erogazione, il ruolo duro e puro nella contesa

Arriva infatti la prima rivendicazione.

COMUNICATO ULTIM’ORA – 14 NOVEMBRE 2020. FINALMENTE LA RISPOSTA DEL GOVERNO! LA NOSTRA VITTORIA! 335 MILIONI DI EURO PER GLI INFERMIERI ITALIANI.

Nel frattempo ed in controtendenza, Fsi Usae stigmatizza che restano fuori dal giro professioni tecniche e ostetriche.

Coord.Naz.PSTRP FSI-USAE: “È una vergogna. La sanità non è fatta di soli medici ed infermieri. Il Governo, ancora una volta, manca di rispetto alle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione, della Prevenzione e delle Ostetriche.

Ne leggeremo ancora di esilaranti.

 

 

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SQUADRA DEL GOVERNO 2.0: FUMATA BIANCA

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PALAZZO CHIGI Governo 2.0

📌 Presidente del Consiglio dei Ministri: Giuseppe Conte

📌 Segretario del Consiglio dei Ministri: Riccardo Fraccaro

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

📌 Ministro per gli affari regionali e le autonomie: Francesco Boccia

📌 Ministro per il sud: Giuseppe Provenzano

📌 Ministro per le pari opportunità e la famiglia: Elena Bonetti

📌 Ministro per i rapporti con il parlamento: Federico D’Incà

📌 Ministro per l’innovazione: Paola Pisano

📌 Ministro per la pubblica amministrazione: Fabiana Dadone

📌 Ministro per le politiche giovanili: Enzo Amendola

📌 Ministro per le politiche giovanili e lo sport: Vincenzo Spadafora

MINISTRI CON PORTAFOGLIO

📌 Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale: Luigi Di Maio

📌 Ministro dell’interno: Luciana Lamorgese

📌 Ministro della giustizia: Alfonso Bonafede

📌 Ministro della difesa: Lorenzo Guerini

📌 Ministro dell’economia e delle finanze: Roberto Gualtieri

📌 Ministro dello sviluppo economico: Stefano Patuanelli

📌 Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Paola De Micheli

📌 Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Teresa Bellanova

📌 Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare: Sergio Costa

📌 Ministro del lavoro e delle politiche sociali: Nunzia Catalfo

📌 Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca: Lorenzo Fioramonti

📌 Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo: Dario Franceschini

📌 Ministro della salute: Roberto Speranza

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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RIMETTE IL MANDATO

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Gentile Presidente, gentili Senatrici, gentili Senatori,

ho chiesto di intervenire per riferire sulla crisi di governo innescata dalle dichiarazioni del Ministro dell’Interno, leader di una delle due forze di maggioranza.

Ho sempre limpidamente sostenuto che, in caso di interruzione anticipata dell’azione di governo, sarei tornato qui, nella sede istituzionale dove inizialmente ho raccolto la fiducia.

Questa iniziativa non cela il vezzo di un giurista né tantomeno è dettata da un moto di orgoglio personale. Nasce dalla convinzione che il confronto in quest’Aula – franco, trasparente – sia lo strumento più efficace per garantire il buon funzionamento di una democrazia parlamentare.

Non si tratta di rendere omaggio a mere regole di forma, bensì di rispettare regole che implicano “sostanza politica”, poste a presidio della piena tutela dei diritti di tutti cittadini.

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