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LE MALATTIE CERTIFICATE RAGGIUNGONO LA MAGGIORE RAPPRESENTATIVITA’: SOLO IL 5% CONTROLLATE DALL’INPS

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MILANO – L’Inps ha risorse e forze tali da controllare il 5 per cento delle “malattie” certificate dai lavoratori privati e pubblici. E’ quanto ha riferito il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione al Senato: “L’Inps riceve ogni anno circa 12 milioni di certificati di lavoratori privati assicurati per la malattia e 6 milioni di certificati di dipendenti pubblici nel cosiddetto Polo Unico. A fronte di 18 milioni di certificati e, quindi, di malattie potenziali destinatarie di controlli medico fiscali, l’attuale capacità produttiva dell’Istituto, si attesta intorno al milione di visite di controllo all’anno, ossia il 5%. Da qui la necessità di scegliere con cura dove, quando e come eseguire le visite”.

Anche perché, ha dettagliato ancora Boeri, le risorse che si mobilitano con quei certificati sono ingenti: “L’Inps spende ogni anno circa 2 miliardi di euro per indennità di malattia per i dipendenti privati che sono a carico delle imprese invece nei primi 3 giorni di assenza, mentre le giornate di assenza dei pubblici dipendenti valgono circa 2,8 miliardi su base annua quando vengono calcolati in termini di retribuzione corrisposta al lavoratore in caso di malattia”. Tanto che Boeri ha rimarcato: “Sono numeri importanti”.

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CAMBIO PROGNOSI CON RIENTRO ANTICIPATO? RETTIFICA O SANZIONI

dante

Con la circolare 79 del 2 maggio 2017, vengono forniti chiarimenti sull’obbligo di rettifica della prognosi in caso di variazioni rispetto al certificato in corso.

Si ricorda che, in caso di guarigione anticipata, il lavoratore in malattia è tenuto a richiedere una rettifica del certificato medico, al fine di documentare correttamente il periodo di incapacità temporanea al lavoro.

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